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25.1023 · Interrogazione urgente · 2025-06-03

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

Nel giugno del 2023, il Consiglio federale si è espresso a favore di una moratoria sullo sfruttamento commerciale dei fondali marini. Questa decisione si è basata in particolare su studi scientifici condotti da ricercatori e ricercatrici dell’Università di Berna e dell’Università di Losanna. A oggi, la Svizzera e altri 31 Paesi difendono il principio di una moratoria nei negoziati in corso presso l’Autorità internazionale dei fondali marini (ISA). Nell’aprile del 2025, il Governo degli Stati Uniti ha firmato un decreto che autorizza l’avvio di attività estrattive dei fondali marini, in particolare nelle acque internazionali, al di fuori del quadro multilaterale dell'ISA. Questa decisione costituisce una violazione del diritto internazionale, in particolare della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS), ratificata anche dalla Svizzera. Gli alti fondali oceanici sono un «patrimonio comune dell’umanità»: «nessuno Stato o persona fisica o giuridica può appropriarsi di una qualsiasi parte dell’Area o delle sue risorse» (art. 137 cpv. 1 UNCLOS). Questa violazione del diritto internazionale è stata resa possibile da una società svizzera, la Allseas, con sede a Châtel-Saint-Denis, nel Cantone di Friburgo. La società in questione intende infatti fornire l’imbarcazione, la tecnologia e i finanziamenti per consentire alla società mineraria The Metals Company (TMC) di effettuare questa operazione senza l’autorizzazione dell’ISA. Il progetto potrebbe iniziare già quest’estate, da qui l’urgenza. Come valuta il Consiglio federale il coinvolgimento della società friburghese Allseas nel progetto operativo della TMC alla luce della sua posizione ufficiale del 28 giugno 2023 e del diritto internazionale?Il Consiglio federale riconosce il rischio di danni alla reputazione internazionale della Svizzera se è un’azienda svizzera a contribuire direttamente alla violazione del diritto internazionale?Quali misure politiche, giuridiche o diplomatiche intende adottare il Consiglio federale per impedire la partecipazione della Svizzera a progetti di estrazione mineraria in alto mare contrari al diritto internazionale o dannosi per l’ambiente?L’Amministrazione federale ha già intavolato una discussione con la Allseas? In caso affermativo, quali sono stati i risultati? In caso contrario, perché non lo ha fatto?Il Consiglio federale intende ribadire l’importanza del rispetto della moratoria e condannare la partecipazione di Allseas al progetto della TMC?

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale ricorda che la Svizzera si è espressa a favore di una moratoria sullo sfruttamento commerciale della zona internazionale dei fondali marini nell’ambito dei negoziati condotti in seno all’Autorità internazionale dei fondali marini (International Seabed Authority, ISA). Alla luce dei rischi e dell’impatto ambientale potenzialmente irreversibili, con questa moratoria si mira quindi a sospendere le attività estrattive fino a quando non saranno disponibili maggiori conoscenze scientifiche sui loro effetti e si potrà garantire un’efficace protezione dell’ambiente marino dalle ripercussioni negative. Il Consiglio federale è favorevole a un ordine marittimo basato su regole e alla loro efficace attuazione, in particolare sulla base della Convenzione dell’ONU sul diritto del mare (RS 0.747.305.15). Qualsiasi attività estrattiva sui fondali marini internazionali deve essere svolta nell'ambito e secondo le regole dell’ISA. Il Consiglio federale difende l’applicazione del principio di precauzione per quanto concerne l’estrazione dai fondali marini e continuerà a difendere questa posizione nelle sedi appropriate. L’Amministrazione svizzera è favorevole al dialogo con le parti coinvolte nello sfruttamento dei fondali marini, adoperandosi per sensibilizzare le aziende svizzere ai temi della sostenibilità, della governance degli oceani, del rispetto del diritto applicabile, comprese le norme internazionali pertinenti, e alla posizione della Svizzera a favore della moratoria, al fine di promuovere la coerenza tra l’azione economica e gli impegni internazionali della Svizzera e di monitorare il rispetto della Convenzione dell’ONU sul diritto del mare. La Confederazione si aspetta che le imprese con sede o operanti in Svizzera si assumano le proprie responsabilità, sia in Svizzera che all’estero, in conformità con gli standard e le linee guida sulla responsabilità sociale d'impresa riconosciuti a livello internazionale, come le Linee guida OCSE destinate alle imprese multinazionali. Questo implica il rispetto delle disposizioni di legge e degli accordi tra le parti sociali, prestando anche la dovuta attenzione alle aspettative della società, che possono andare oltre gli obblighi giuridici. A oggi non è stato avviato alcuno sfruttamento commerciale nella zona internazionale dei fondali marini. Né l’ISA né le autorità statunitensi hanno rilasciato alcuna autorizzazione in tal senso. L’Ufficio svizzero della navigazione marittima sta seguendo da vicino gli sviluppi, in particolare negli Stati Uniti e presso l’ISA. Qualsiasi autorizzazione rilasciata al di fuori del quadro multilaterale da uno Stato che non è parte della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare solleva domande di compatibilità con il diritto internazionale. Tuttavia, è responsabilità in primis degli Stati direttamente coinvolti, in particolare delle autorità statunitensi, tenere in considerazione e rispettare il diritto internazionale nell’elaborazione di ogni richiesta di autorizzazione.