25.1028 · Interrogazione · 2025-06-19
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
In seguito alla decisione della Banca nazionale svizzera (BNS) del 19 giugno 2025 di abbassare il tasso di interesse di riferimento allo 0 per cento, si pone la questione delle ripercussioni che avrebbe sulle finanze federali una fase a medio o lungo termine di tassi di interesse nulli o negativi, in caso di abolizione dell’imposizione del valore locativo. Il Consiglio federale è pertanto invitato a elaborare scenari, a medio e lungo termine, che illustrino le conseguenze di un mantenimento del tasso di riferimento allo 0 per cento o negativo.
Stellungnahme des Bundesrates
Le decisioni della BNS relative al tasso di riferimento hanno un’incidenza sui tassi ipotecari. Questi ultimi condizionano a loro volta l’effetto sul gettito che un cambio di sistema avrebbe nell’ambito dell’imposizione del valore locativo. Sulla base dei dati specifici di quattro Cantoni, dei dati aggregati di altri sette Cantoni e di un calcolo approssimativo sui restanti Cantoni, l’Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC) stima che il cambio di sistema porterebbe a maggiori entrate a partire da un livello dei tassi ipotecari del 3 per cento circa. Le stime sono pubblicate sul sito dell’AFC al seguente percorso: www.estv.admin.ch > L’AFC > Politica fiscale > Dossier attuali di politica fiscale > Imposizione della proprietà abitativa > Stima aggiornata dell’AFC. Tuttavia, gli effetti delle variazioni del tasso di riferimento sui tassi ipotecari differiscono a seconda della durata e del modello di ipoteca. Mentre non variano nel caso delle ipoteche a tasso fisso, nel caso delle ipoteche SARON i tassi fluttuano in base al livello dei tassi d’interesse. I tassi d’interesse delle ipoteche a tasso fisso di lunga durata reagiscono in maniera meno sensibile alle variazioni dei tassi d’interesse della BNS e dipendono da altri fattori, in particolare dalle previsioni inflazionistiche a medio-lungo termine degli operatori di mercato.Per contro, è probabile che vi sia una correlazione più stretta fra le ipoteche a tasso variabile di breve durata e la politica dei tassi d’interesse della BNS. Anche per queste ipoteche, però, non è sempre detto che la loro evoluzione coincida con quella del tasso di riferimento. In passato, nel periodo dei tassi d’interesse negativi gli istituti di credito non hanno trasferito ai clienti i tassi d’interesse più bassi. Sebbene il tasso di riferimento della BNS fosse pari al -0,75 per cento, per le ipoteche SARON è stato fissato un limite inferiore dello 0 per cento, cui è stato aggiunto un margine di circa 80 punti base. È quindi presumibile che per le ipoteche SARON sarà stabilito un limite inferiore, cosicché, anche in presenza di tassi d’interesse negativi, i mutuatari dovranno continuare a corrispondere interessi di quasi l’1 per cento sulle ipoteche di questo tipo. Il livello effettivo dei tassi d’interesse ipotecari dipende inoltre anche dal modello ipotecario scelto dai proprietari. Nella maggior parte dei casi, le ipoteche concluse hanno un tasso d’interesse fisso. Se i tassi d’interesse delle ipoteche a tasso variabile non differiscono di molto da quelli delle ipoteche a tasso fisso (ad es. ipoteca SARON: 1 %; ipoteca a tasso fisso: 1,5 %) e il livello dei tassi d’interesse rimane basso, alcune economie domestiche saranno disposte a pagare un tasso leggermente più elevato, ma storicamente a un livello ancora piuttosto basso, per non essere esposte al rischio di fluttuazione dei tassi (come nel caso delle ipoteche SARON). Tale effetto, a seguito del quale nei periodi dei tassi d’interesse bassi si tende a passare più frequentemente dalle ipoteche a tasso variabile a quelle a tasso fisso, dovrebbe anche frenare la tendenza al ribasso del tasso ipotecario di riferimento. Quest’ultimo indica il livello medio dei tassi d’interesse per le ipoteche in essere e reagisce quindi più lentamente all’evoluzione globale dei tassi rispetto ai tassi ipotecari fissati nei nuovi contratti (v. tab. 1). Se si verificasse un passaggio (moderato) a tassi in uno scenario negativo e se nella concessione dei crediti dovesse manifestarsi lo stesso schema osservato nell’ultimo periodo di tassi negativi, gli effetti sul tasso ipotecario di riferimento dovrebbero essere modesti. Sembra molto improbabile che il tasso ipotecario di riferimento possa scendere al di sotto dell’1 per cento. Il livello minimo del tasso di riferimento registrato durante l’ultimo periodo di tassi negativi era dell’1,25 per cento (v. tab. 1), valore che è stato applicato da inizio 2020 a inizio 2023. Attualmente il tasso di riferimento è dell’1,5 per cento. L’AFC ha stimato le ripercussioni finanziarie di una riforma dell’imposizione del valore locativo sulla base di diversi scenari, che contemplano tassi d’interesse fra l’1,0 e il 6 per cento. Il Consiglio federale non ritiene pertanto necessario effettuare ulteriori stime. Tabella1: Evoluzione dei diversi tassi d’interesse negli ultimi dieci anni (in percentuale) Tasso di riferimento1 Ipoteca a tasso fisso
(7–10 anni)Ipoteca variabile legata a un tasso base (1–2 anni)Tasso ipotecario
di riferimento3.2015-0,751,611,0723.2016-0,751,571,001,753.2017-0,751,500,911,753.2018-0,751,510,881,53.2019-0,751,351,051,53.2020-0,751,120,921,253.2021-0,751,190,851,253.2022-0,751,400,871,253.20231,52,292,161,253.20241,52,112,541,753.20250,251,771,181,5Fonte: BNS. 1 Prima del 2019 la BNS utilizzava una fascia di riferimento per il Libor a tre mesi. Per il periodo da marzo 2015 a marzo 2019 incluso è raffigurato il valore medio di questa fascia di riferimento.