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25.3042 · Interpellanza · 2025-03-04

Dipartimento di giustizia e polizia

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Il 14 gennaio 2025, il Comitato anti-tortura del Consiglio d’Europa (CPT) ha pubblicato un rapporto sulla sua visita di carceri e posti di polizia in quattro Cantoni romandi effettuata a marzo 2024. Il CPT ha esaminato il trattamento delle persone private della libertà da parte della polizia e poste in carcere preventivo. Anche se i problemi differiscono notevolmente da un luogo di detenzione all’altro, il rapporto evidenzia lacune sostanziali e il ricorso a pratiche talvolta degradanti e disumanizzanti, come le perquisizioni corporali integrali troppo sistematiche, in particolare a Friburgo. Ginevra non è da meno, con ripetute violenze di polizia e due recenti decessi in cella. In linea quasi generale, il CPT denuncia un uso sproporzionato dei mezzi di contenzione (manette ai polsi e alle caviglie) e un regime molto ristretto di attività, con detenuti in cella per 21-23 ore al giorno. A preoccupare il CPT è anche il sovraffollamento carcerario, in particolare nei Cantoni di Ginevra e Vaud; la prigione di Champ-Dollon è occupata in misura del 132 per cento e quella di Bois-Mermet del 166 per cento. In questo contesto, invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti: 1) Le raccomandazioni formulate dal CPT sono attuate, e se sì, in che modo?2) Quali misure adotta la Confederazione per reagire alle raccomandazioni del CPT?3) Di quali mezzi dispone la Confederazione per uniformare le prassi cantonali in materia di detenzione?4) Perché non approfittare dei concordati esistenti per imporre l’attuazione di buone prassi in materia di detenzione?

Stellungnahme des Bundesrates

Il Comitato per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti (CPT) del Consiglio d'Europa ha incentrato la sua visita di marzo 2024 sulla polizia e la carcerazione preventiva nei Cantoni di Friburgo, Ginevra, Vaud e Vallese. Questi due settori rientrano nella competenza dei Cantoni e non della Confederazione. Pertanto, spetta in linea di massima a questi ultimi garantire l'attuazione delle raccomandazioni formulate. Tramite l'Ufficio federale di giustizia, il Consiglio federale coordina le prese di posizione con i Cantoni e redige la risposta della Svizzera al CPT. 1 e 2. La Confederazione ha reso attenti i Cantoni e gli altri attori coinvolti (tra cui la Conferenza delle direttrici e dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia [CDDGP], i concordati sull'esecuzione delle pene, la Conferenza dei direttori dei servizi penitenziari cantonali [CDSPC] e la Conferenza dei comandanti e delle comandanti delle polizie cantonali svizzere [CCPCS]) alle osservazioni e raccomandazioni del CPT e alla risposta della Svizzera. Come indicato in precedenza, spetta ai Cantoni attuare gran parte delle raccomandazioni del CPT. La risposta della Svizzera riporta le loro prese di posizione, le misure adottate e lo stato di avanzamento dei loro lavori. Per i punti che riguardano direttamente la Confederazione, la risposta indica le misure in corso. Al riguardo si possono citare in particolare i lavori relativi all'introduzione nel Codice penale di un articolo che punisce la tortura (iniziativa parlamentare Flach 20.504 «La tortura deve figurare come fattispecie a sé stante nel diritto penale svizzero»). Per il resto, la Confederazione discute attivamente con i diversi partner cantonali e intercantonali coinvolti (ad esempio nell’ambito della Commissione della CDDGP per l’esecuzione delle pene) e li sensibilizza alle critiche formulate dal CPT. 3. I sussidi federali per la costruzione, l'ampliamento e la trasformazione di istituti per adulti, giovani adulti, bambini e giovani per l'esecuzione delle sanzioni penali nonché per la carcerazione amministrativa in applicazione del diritto degli stranieri permettono di garantire, per quanto possibile, determinati standard. Sussidi di questo tipo non esistono per la detenzione nei locali di polizia e per la carcerazione preventiva, sulle quali il CPT si è focalizzato durante la sua ultima visita. Oltre a questi contributi finanziari, le conferenze tematicamente interessate (CDDGP, CDSPC, CCPCS), i tre concordati sull'esecuzione delle sanzioni penali e il Centro svizzero di competenze in materia d’esecuzione di sanzioni penali (CSCSP) assicurano il coordinamento tra i Cantoni e l'armonizzazione delle prassi con raccomandazioni, direttive, manuali o altri documenti, nonché con la formazione del personale. Si segnalano, ad esempio, le linee guida adottate nel novembre 2023 dalla CDDGP sulla carcerazione preventiva e di sicurezza o il manuale del CSCSP sulla presa a carico psichiatrica nel quadro della privazione della libertà, pubblicato nel dicembre 2021. 4. I concordati attuali sono già integrati nella cooperazione tra la Confederazione e i Cantoni. Fanno anche parte della Commissione della CDDGP per l’esecuzione delle pene, che esiste dal 2024 e in seno alla quale le raccomandazioni del CPT e la loro eventuale attuazione sono oggetto di discussioni approfondite.