25.3062 · Mozione · 2025-03-06
Dipartimento di giustizia e polizia
Assegnato alla commissione competente
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato d’introdurre la nozione di controllo coercitivo nel Codice penale e nel Codice civile.
Begründung
La violenza domestica non si limita alle aggressioni fisiche. Spesso inizia con una serie di pressioni psicologiche e di controlli ripetuti: controllo del telefono, delle frequentazioni, del modo di vestire, molestie morali, denigrazione o isolamento sociale. Il controllo coercitivo comporta gravi ripercussioni anche per i figli. Questi atti riprensibili non sono tuttavia sanzionati in quanto tali dal nostro Codice penale. Analogamente ad altri Paesi quali l’Inghilterra, la Scozia o la Danimarca, lo scorso gennaio l’Assemblea nazionale francese ha iscritto la nozione di controllo coercitivo nel suo Codice penale. Questa nuova disposizione permette di includere i comportamenti di dominio psicologico che privano le vittime della loro autonomia e dei loro diritti fondamentali. La decisione della Francia mostra soprattutto che il controllo coercitivo si può perfettamente iscrivere nella legislazione (contrariamente alla risposta del Consiglio federale alla mia interpellanza). Vi sono lacune anche nel diritto di famiglia, da cui la necessità di adeguare il nostro Codice civile. Alcune decisioni giudiziarie accordano ancora troppo spesso automaticamente diritti parentali ad autori di violenze, a scapito della sicurezza e del bene dei figli. Alcuni studi commissionati dal Consiglio federale (Università di Zurigo, agosto 2024; rapporto UFU/CSVD, gennaio 2024) hanno confermato l’urgenza di modificare la nostra legislazione penale e civile, insistendo sulla necessità di un approccio sistematico e coerente per garantire la piena applicazione della Convenzione di Istanbul. Anche il rapporto intermedio 2022-2026 del piano d’azione nazionale per l’attuazione della Convenzione di Istanbul (PAN-CI), pubblicato alla fine del 2024, evidenzia numerose lacune. Adeguando la nostra legislazione, rafforziamo la prevenzione della violenza domestica e della sua spirale di violenza. Questa modifica permette di migliorare la protezione delle vittime, compresi i figli, e di rispettare i nostri impegni internazionali.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
Per controllo coercitivo s’intende un comportamento di controllo e manipolazione in una relazione che si sviluppa in maniera continua e può raggiungere diversi livelli d’intensità. La nozione di controllo coercitivo è molto ampia. Il Consiglio federale riconosce che il controllo coercitivo può comportare ripercussioni negative e a lungo termine per i partner e i figli coinvolti. Ritiene pertanto importante prevenire tale comportamento e proteggere le vittime. Nel diritto penale si applica il principio di determinatezza, secondo cui una norma penale deve essere sufficientemente precisa e formulata in moda tale che il soggetto giuridico possa riconoscere quale comportamento è punibile. Questo principio si oppone all’introduzione nel diritto penale di una nuova fattispecie che punisca il controllo coercitivo. Inoltre, sarebbe prevista una pena per un comportamento relativamente poco grave. Invece, se il controllo coercitivo raggiunge un certo livello di gravità, sono applicabili le fattispecie penali vigenti, in particolare la coazione e la minaccia, ed eventualmente le lesioni semplici (sentenza del Tribunale federale 7B_510/2023 del 16 maggio 2024) o, a seconda delle circostanze, la fattispecie di atti persecutori, attualmente discussa in Parlamento. Nel diritto civile, le misure di protezione della personalità di cui all'articolo 28b del Codice civile (CC; RS 210) si applicano a tutte le forme di violenza contro le vittime, ossia alle violazioni e alla messa in pericolo della loro integrità fisica, psichica, sessuale e sociale tramite violenza, minacce o atti persecutori. Nel diritto di famiglia, la legislazione vigente tiene già conto di qualsiasi forma di violenza quando si tratta di disciplinare questioni relative ai figli, in particolare l’autorità parentale e la custodia. Anche se non è menzionato espressamente nella legge, il bene del figlio costituisce il criterio prioritario per ogni decisione che lo riguarda. Le difficoltà citate riguardano quindi piuttosto l’applicazione pratica della legge. La perizia dell’università di Zurigo menzionata nella mozione propone quindi di chiarire sistematicamente e di prevedere condizioni meno severe per l’attribuzione dell’autorità parentale esclusiva. Si può inoltre rinviare ai lavori in corso nell’ambito della procedura in materia di diritto di famiglia, che mirano a migliorare le regole di competenza e il diritto procedurale in caso di conflitti famigliari che coinvolgono bambini. Gli studi citati nella mozione trattano in particolare le offerte di sostegno e le misure di protezione per i figli esposti alla violenza nella relazione di coppia dei genitori nonché questioni relative all’autorità parentale, alla custodia e al diritto di visita in tali situazioni. Non contengono tuttavia raccomandazioni volte a modificare la legge e a estendere, ad esempio, la punibilità alle situazioni di controllo coercitivo. Il Piano d’azione nazionale 2022-2026 per l’attuazione della Convenzione di Istanbul (PAN CI; disponibile sul sito della Strategia Parità 2030, 3.1.1.3) e la roadmap di Confederazione e Cantoni contro la violenza domestica (3.1.1.1) prevedono numerose misure (di protezione), campagne informative e studi per tutelare gli adulti e i minorenni vittime di violenza domestica, tra cui può rientrare anche il controllo coercitivo. L’opportunità di proseguire il piano d’azione e di adottare nuove misure sarà esaminata nel 2026 nel rapporto finale sul PAN CI. Secondo il Consiglio federale, per combattere il controllo coercitivo occorre concentrarsi sulle misure di prevenzione, che è anche un obiettivo della mozione. Le misure già avviate devono essere portate avanti, attuate e laddove necessario migliorate. Il controllo coercitivo, le sue conseguenze e le pertinenti misure saranno esaminati ulteriormente nel quadro di questi lavori.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.