25.3066 · Interpellanza · 2025-03-06
Dipartimento di giustizia e polizia
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
L’impiego dell’intelligenza artificiale (IA) può accentuare le disparità sociali. Nel mondo intero, esempi mostrano che le decisioni basate sull’IA possono colpire duramente i gruppi socialmente ed economicamente svantaggiati. Anche in Svizzera gli algoritmi influenzano in misura crescente importanti ambiti della vita: valutano le candidature a un posto di lavoro, esaminano la solvibilità di una persona e consigliano contenuti sui social media. Studi dimostrano che le persone possono subire discriminazioni algoritmiche. I sistemi di IA possono ad esempio preferire gli uomini nel processo di reclutamento o accordare alle donne condizioni di credito peggiori nonostante una comparabile situazione finanziaria. Inoltre, l’IA generativa rafforza gli stereotipi di genere.Gli interessati difficilmente si rendono conto delle discriminazioni subite, in quanto i sistemi di IA sono sovente impiegati a loro insaputa e operano in «scatole nere» poco trasparenti. Effetti di retroazione possono inoltre rafforzare pregiudizi esistenti. In una decisione di principio, il Consiglio federale riconosce la necessità di regolamentazione e dichiara di voler ratificare la Convenzione del Consiglio d’Europa sull’intelligenza artificiale. Questo strumento è tuttavia incentrato sugli attori statali e non tratta i rischi nel settore privato. In Svizzera non esiste alcuna legge generale che protegga gli attori privati dalla discriminazione. Senza chiari adeguamenti legislativi, la protezione resterà lacunosa. Le sfide poste dalla discriminazione algoritmica, quali gli effetti di scala o le distorsioni nei dati di allenamento, richiedono misure mirate.1. Come il Consiglio federale intende colmare queste lacune?2. La Convenzione del Consiglio d’Europa sull’intelligenza artificiale riguarda soprattutto attori statali. Dato che i sistemi di IA sono sempre più utilizzati anche da attori privati, come il Consiglio federale intende proteggere la popolazione dalla discriminazione?3. Casi concreti mostrano che l’impiego di sistemi di IA può ad esempio comportare discriminazioni nei confronti delle donne, nell’ambito del reclutamento, dell’esame della solvibilità, dell’IA generativa e dei social media. In che modo il Consiglio federale può adempiere il suo obbligo di protezione da tali discriminazioni nel settore privato?4. Come intende garantire che i sistemi di reclutamento basati sull’IA garantiscano pari opportunità e non penalizzino sistematicamente le candidature delle donne o di altri gruppi discriminati?
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale risponde in maniera globale alle domande poste. È consapevole che il crescente utilizzo dei sistemi di intelligenza artificiale comporta determinati rischi, in particolare per quanto riguarda i diritti alla parità di trattamento e alla non discriminazione, anche nel settore privato (cfr. in particolare la sua risposta all'interpellanza Marti Min Li 23.4133 Discriminazione algoritmica. La protezione dalla discriminazione prevista dalla legge è sufficiente?). La concezione dell’IA deve tenere conto dei rischi di rafforzare e sistematizzare le discriminazioni, soprattutto nei confronti delle donne e delle persone appartenenti a minoranze. Gli algoritmi sono infatti allenati sulla base di dati che riflettono e tendono a riprodurre i pregiudizi sociali. Lo sviluppo di distorsioni e il loro impatto sono fenomeni alquanto complessi per cui occorre dedicare particolare attenzione all’intero ciclo di vita dell’IA. D'altro canto, l’IA potrebbe ad esempio anche aiutare a individuare le distorsioni della selezione nel processo di reclutamento. La Convenzione del Consiglio d’Europa sull’intelligenza artificiale e i diritti umani, la democrazia e lo Stato di diritto si applica al settore pubblico e a quello privato. Nel settore privato, gli Stati hanno tuttavia un maggior margine di manovra in termini di portata e intensità delle misure da adottare per conseguire gli obiettivi della Convenzione. Il Consiglio federale ha sfruttato questo margine di manovra nella sua decisione del 12 febbraio 2025 (cfr. il comunicato stampa: https://www.bj.admin.ch/bj/it/home/aktuell/mm.msg-id-104110.html), schierandosi a favore di una legislazione rivolta principalmente al settore pubblico, ma in grado di includere il settore privato quando sono in gioco i diritti fondamentali delle persone. Il progetto legislativo che il Dipartimento federale di giustizia e polizia elaborerà entro fine 2026 su mandato del Consiglio federale dovrà quindi trattare in particolare le sfide legate alla trasparenza, alla protezione dei dati, alla non discriminazione e alla sorveglianza. Nel quadro dei suoi lavori, il Consiglio federale presterà particolare attenzione alle questioni legate alla discriminazione. È tuttavia troppo presto per dire in che modo procederà.