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25.3078 · Interpellanza · 2025-03-10

Dipartimento delle Finanze

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

La situazione sul fronte della parità salariale sta peggiorando. A fine novembre 2024, uno studio dell’Ufficio federale di statistica ha mostrato che la parte non spiegabile della differenza salariale tra donna e uomo è passata dal 45,4 per cento nel 2018 al 48,2 per cento nel 2022.

Nondimeno, qualche passo in avanti è stato fatto. La legge federale sugli appalti pubblici (LAPub), entrata in vigore nel 2021, stabilisce che, per le prestazioni che devono essere fornite in Svizzera, il committente aggiudica la commessa pubblica soltanto a offerenti che osservano le disposizioni sulla parità salariale tra donna e uomo. Il committente può controllare il rispetto della parità salariale e può quindi chiedere un documento che la attesti. Anche l’Ufficio federale per l’uguaglianza fra donna e uomo può eseguire controlli ordinati dal committente.

Per contro, non esiste alcuna base legale federale che stabilisca disposizioni analoghe alla LAPub in materia di concessione di sussidi, né un criterio che preveda l’osservanza della parità salariale tra donna e uomo.

Alcuni Cantoni prescrivono il controllo della parità salariale durante la procedura di concessione di sussidi. Quando ero consigliera di Stato nel Cantone di Vaud e mi occupavo proprio di parità, ho introdotto un controllo sulla parità salariale per gli offerenti nell’ambito delle commesse pubbliche E per le unità sussidiate.

Ogni anno l’ufficio per la parità del Cantone di Vaud esegue un controllo presso dieci attori (offerenti o unità sussidiate) estratti a sorte. Nel 2025 questa procedura di selezione casuale è stata ottimizzata. Se vogliono continuare a lavorare con il settore pubblico, gli attori inadempienti hanno 90 giorni di tempo per conformarsi ai requisiti. La Confederazione potrebbe ispirarsi al modello del Cantone di Vaud, che si è rivelato efficace. Un siffatto adeguamento migliorerebbe la capacità di controllo, rifletterebbe il tenore della legge federale sulla parità dei sessi e ne estenderebbe il campo di applicazione.

Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:

1) Il Consiglio federale come valuta la situazione della parità salariale nelle imprese sussidiate dalla Confederazione?

2) Sono state attuate misure per far rispettare la parità salariale in questo specifico ambito?

3) Il Consiglio federale è disposto a modificare la legge sui sussidi o qualsiasi altra base legale pertinente per garantire che i sussidi versati dalla Confederazione siano concessi a unità che rispettano la parità salariale?

Stellungnahme des Bundesrates

Il rapporto «Analyse der Lohnunterschiede zwischen Frauen und Männern anhand der Schweizerischen Lohnstrukturerhebung (LSE) 2022», pubblicato nel marzo del 2025 e disponibile in tedesco, concernente l’analisi, condotta nel 2022, delle differenze salariali tra donne e uomini in base alla rilevazione svizzera sulla struttura dei salari mostra che, nell’insieme dell’economia (settori pubblico e privato), il divario salariale complessivo tra donne e uomini è diminuito di 3,2 punti percentuali tra il 2018 e il 2022, passando dal 17,8 al 14,6 per cento. Nello stesso periodo si è osservata inoltre una riduzione della parte non spiegabile della differenza salariale, che è passata dall’8,1 al 7,0 per cento.

Il Consiglio federale riconosce l’importanza della parità salariale e sottolinea che si tratta di un principio costituzionale che tutte le imprese devono rispettare, comprese quelle beneficiarie di sussidi federali. Alcune unità sussidiate dalla Confederazione devono già ora effettuare analisi della parità salariale in applicazione della legge federale sulla parità dei sessi oppure devono comprovare, ai sensi del diritto in materia di appalti pubblici, il rispetto delle disposizioni sulla parità salariale. Nel quadro della Strategia Parità 2030, il Consiglio federale ha anche esaminato l’opportunità di introdurre meccanismi di controllo del rispetto della parità salariale per tutte le unità sussidiate dalla Confederazione e, nell’agosto del 2024, ha deciso di rinunciare a un’estensione di tali controlli. Il Consiglio federale ritiene pertanto che l’attuale regolamentazione sia sufficiente e che non siano necessarie modifiche della legislazione.