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Crisi del settore automobilistico svizzero ed europeo a causa della minaccia di eccessiva regolamentazione (ordinanza sul CO2)

25.3084 · Interpellanza · 2025-03-10

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

La politica di divieti e sanzioni perseguita dalla consigliera federale Simonetta Sommaruga per educare la popolazione svizzera alla mobilità elettrica è chiaramente fallita e le vendite di automobili elettriche sono in fase di stallo. Tuttavia, con l’ordinanza sulla riduzione delle emissioni di CO2 (ordinanza sul CO2), basata sulla legge sul CO2 in vigore dall’inizio del 2025, che il Consiglio federale prevede di mettere in vigore a breve, si profila una regolamentazione eccessiva che minaccia l’esistenza del settore automobilistico nazionale e mette a rischio migliaia di posti di lavoro. Nel quadro della procedura di consultazione del 2024 concernente l’ordinanza sul CO2 , la politica di sanzioni prevista è stata respinta all’unanimità dai partiti borghesi UDC e PLR nonché dalle associazioni stradali e dell’economia, poiché considerata nefasta per il settore automobilistico quale motore dell’economia. Per sciogliere il nodo gordiano tra l’eccessiva regolamentazione e le condizioni quadro insufficienti per la mobilità elettrica, a fine febbraio 2025 l’associazione degli importatori svizzeri di automobili (auto-schweiz) ha presentato il suo «piano in dieci punti per il successo della mobilità elettrica». Persino la burocratica Commissione UE ha, nel frattempo, segnalato la propria disponibilità ad adottare un normativa più flessibile per aumentare la competitività nel settore automobilistico europeo.

Chiediamo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:

  1. Il Consiglio federale è consapevole del fatto che con l’ordinanza sul CO2 mette a rischio migliaia di posti di lavoro, causando la chiusura di molte imprese del settore automobilistico svizzero?

  2. Il Consiglio federale è disposto a imporre una moratoria di cinque anni sull’imposta sugli autoveicoli dopo l’abolizione di tutti i dazi all’importazione alla fine del 2023?

  3. Il Consiglio federale è pronto a creare maggiori incentivi per i proprietari di case, i datori di lavoro e coloro che sono disposti a investire, offrendo detrazioni fiscali per l’installazione di stazioni di ricarica per veicoli elettrici?

  4. Qual è la posizione del Consiglio federale sulla trasparenza dei prezzi di ricarica nello spazio pubblico?

  5. Nell’ordinanza sul CO2 il Consiglio federale è disposto a rinunciare in modo coerente alle costose regolamentazioni per garantire il cosiddetto «Swiss Finish»?

  6. Il Collegio concorda sul fatto che un’entrata in vigore retroattiva dell’ordinanza sul CO2 comprometterebbe la certezza del diritto della Svizzera?

  7. Il Consiglio federale è disposto a rendere più flessibile il piano di riduzione delle emissioni di CO2 e quindi ad orientare maggiormente la regolamentazione alla realtà del mercato?

  8. Quali misure intende adottare il Consiglio federale per favorire la concorrenza tra i migliori sistemi di propulsione, indipendentemente dalla tecnologia su cui si basano?

Stellungnahme des Bundesrates

1. L’ordinanza sul CO2 (RS 641.711) tiene conto degli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 in Svizzera decisi dal Popolo e dal Parlamento nell’ambito della legge sul CO2 (RS 641.71). Sono obiettivi ambiziosi ma raggiungibili, anche grazie alla percentuale significativamente più alta di veicoli con spina presente in Svizzera rispetto all’UE. Le cifre dei veicoli immatricolati mostrano un chiaro aumento dei veicoli elettrici nel primo trimestre del 2025 rispetto agli anni precedenti. Inoltre, vengono immatricolati sempre più veicoli ibridi invece di veicoli con motore a semplice combustione interna. Per questi motivi il Consiglio federale non ritiene che le prescrizioni sulle emissioni di CO2 possano portare a rivolgimenti sul mercato. 2. Nel novembre 2023 il Consiglio federale ha deciso di approvare la modifica dell’ordinanza sull’imposizione degli autoveicoli (RU 2023 651) come parte del piano di correzione del bilancio pubblico. Una netta maggioranza dei partecipanti alla consultazione concernente la revisione dell’ordinanza si era espressa a favore di tale modifica. Considerato il continuo calo dei prezzi delle materie prime impiegate per la realizzazione delle batterie, quali litio, cobalto e nichel, e l’ulteriore diminuzione dei prezzi delle batterie stesse (oltre il 20 % in meno nel 2024 rispetto al 2023), i prezzi d’acquisto delle auto elettriche hanno già raggiunto in diversi segmenti il livello di quelli delle auto con motore a combustione interna o lo raggiungeranno nel prossimo futuro. L’imposta sugli autoveicoli è destinata al 100 % al Fondo per le strade nazionali e il traffico d’agglomerato (FOSTRA). In tal modo anche le auto elettriche contribuiscono al finanziamento di queste infrastrutture. Attualmente sono ancora esonerate da un’imposta sugli oli minerali equivalente. 3. L’11 dicembre 2023 il Parlamento ha trasmesso al Consiglio federale la mozione 23.3225 Maret «Dedurre fiscalmente le spese d’installazione delle infrastrutture di ricarica negli edifici». Il 20 dicembre 2024 ha approvato il progetto per l’abolizione del valore locativo (17.400), che non ammette più una serie di detrazioni dall’imposta federale diretta nell’ambito degli edifici, comprese le misure di risparmio energetico e di protezione ambientale. In linea di principio i costi per la realizzazione dell’impianto di base e dell’infrastruttura di ricarica possono essere scaricati sul canone di locazione dei posti auto sotto forma di prestazione aggiuntiva e sulla base delle tabelle paritetiche della durata di vita stilate dall’Associazione Svizzera Proprietari Fondiari congiuntamente all’Associazione Inquilini. Per le società immobiliari istituzionali e le imprese gli investimenti in infrastrutture di ricarica riducono gli utili e quindi le imposte. Per i privati i Cantoni seguono prassi diverse tra l’uno e l’altro in materia di detrazione fiscale per le stazioni di ricarica dei veicoli elettrici. Per i proprietari di case monofamiliari bastano nella maggior parte dei casi stazioni di ricarica semplici, in quanto esse non richiedono solitamente una gestione del carico. Oggi queste stazioni di ricarica costano poche centinaia di franchi e in alcuni casi vengono addirittura messe gratuitamente a disposizione dai concessionari di autoveicoli al momento dell’acquisto di un’auto elettrica. Per tali ragioni il Consiglio federale ritiene che ulteriori detrazioni fiscali avrebbero un effetto limitato sulla penetrazione del mercato della mobilità elettrica. 4. L’esigenza di trasparenza sui prezzi della ricarica è legittima. Tale aspetto è regolamentato nell’ordinanza sull’indicazione dei prezzi (RS 942.211) e la competente Segreteria di Stato dell’economia fornisce un foglio informativo con spiegazioni specifiche. Il Consiglio federale sta valutando la necessità di un ulteriore intervento in relazione al nuovo regolamento UE per un’infrastruttura per i combustibili alternativi. 5. Nel complesso l’ordinanza sul CO2 prende a riferimento in larga misura le corrispondenti normative dell’UE. La legislazione svizzera prevede inoltre già oggi diverse forme di flessibilità di economia di mercato per l’esecuzione delle prescrizioni sulle emissioni di CO2, che consentono un margine di manovra maggiore rispetto alle corrispondenti normative dell’UE. Ad esempio, singoli veicoli possono essere ceduti a parchi veicoli di altri importatori. A differenza di quanto avviene nell’UE, dal 2025 in Svizzera possono essere conteggiati ai fini della valutazione del raggiungimento dell’obiettivo anche i carburanti sintetici. 6. Il 14 marzo 2024 il Parlamento ha approvato la revisione della legge sul CO2, che è entrata in vigore il 1° gennaio 2025 insieme agli obiettivi di emissione di CO 2 dei nuovi veicoli, il che significa che il Consiglio federale non ha avuto alcun margine di manovra per quanto riguarda la data di entrata in vigore. Il Consiglio federale ha adottato la revisione dell’ordinanza sul CO2 il 2 aprile 2025. La consultazione è stata avviata già il 26 giugno 2024, pertanto i tratti essenziali delle disposizioni esecutive erano già noti ben prima del 2025. Inoltre, la legislazione svizzera si fonda su quella dell’UE. La riduzione del 15 per cento prevista da quest’ultima entro il 2025 per gli obiettivi di emissione dei parchi veicoli è stata pubblicata nel corrispondente regolamento europeo già nel 2019. 7. La legislazione in materia di emissioni di CO2 si basa sulla decisione del Parlamento concernente la legge sul CO2 che prevede un dimezzamento delle emissioni di CO2 rispetto al 1990 entro il 2030. Il 5 marzo 2025 la Commissione europea ha annunciato che nel marzo 2025 avrebbe presentato al Parlamento europeo e al Consiglio una modifica della normativa in materia di obiettivi di emissione (cfr. https://ec.europa.eu > commission > presscorner). Secondo tale modifica il raggiungimento degli obiettivi di emissione verrebbe valutato su un periodo di tre anni. Eventuali eccedenze registrate in un anno potrebbero quindi essere compensate in un anno successivo. Gli obiettivi rimangono complessivamente invariati. Il Consiglio federale esaminerà l’eventuale necessità di adeguare la legislazione svizzera non appena saranno pronte le proposte concrete della Commissione europea. 8. La legislazione svizzera è improntata all’apertura verso ogni tipo di tecnologia. Ad esempio, i veicoli a celle a combustibile alimentati a idrogeno sono equiparati ai veicoli elettrici a batteria. Inoltre, a partire dal 2025 anche i carburanti sintetici potranno essere conteggiati ai fini della valutazione del raggiungimento degli obiettivi.