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25.3103 · Interpellanza · 2025-03-13

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

In confronto agli investimenti dell’Unione europea, degli Stati Uniti e della Cina nel settore dei semiconduttori, e sapendo che la Svizzera è esclusa dal programma Orizzonte Europa nel campo dell’intelligenza artificiale e della ricerca quantistica, l’investimento della Confederazione nel programma SwissChips è realistico?

Begründung

Oggi il 50% del mercato dei semiconduttori è coperto dalla società TSMC di Taiwan. Le mire della Cina su Taiwan non sono un segreto per nessuno e basterebbe un blocco dell’isola per far sprofondare il mercato mondiale in una crisi senza precedenti, con conseguenze economiche gravi e insospettabili. Questa situazione ha spinto gli Stati Uniti a investire 52 miliardi di dollari per aumentare la propria autonomia. L’Unione europea ha fatto lo stesso e annunciato un investimento di 43 miliardi di euro.La Cina ha annunciato di voler investire l’equivalente di oltre 40 miliardi di dollari in questo settore strategico.Anche la Svizzera, che non ha la pretesa di paragonarsi a tali potenze economiche, è dipendente da questo mercato, il cui approvvigionamento determina il funzionamento e lo sviluppo della nostra economia. È ovvio che la Svizzera non è in grado di garantire la propria autonomia in questo settore, ma non potrebbe nemmeno contare sulla solidarietà dei suoi vicini europei in caso di crisi, tanto più che l’Unione europea ha accuratamente escluso questo settore strategico dagli accordi Orizzonte (https://digital-strategy.ec.europa.eu/it/policies/quantum).La Svizzera, in sostanza, dovrebbe fare affidamento solo su sé stessa. Ma il Consiglio federale, in risposta alla mozione 24.3526, ritiene che la costituzione di scorte sufficienti sia irrealistica e delega questo compito al settore privato.Stando così le cose, i 26 milioni di franchi impegnati dalla Confederazione attraverso la Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l’innovazione (SEFRI), ai quali si aggiungono gli impegni di 7,8 milioni di franchi ciascuno stanziati nel programma SwissChips dal CSEM (Centro svizzero di elettronica e microtecnica), dal Politecnico di Losanna (EPFL) e dal Politecnico di Zurigo (ETH), non sono forse l’espressione di una scarsa consapevolezza dei rischi che ci minacciano e delle sfide che ci attendono?

Stellungnahme des Bundesrates

Il settore dei semiconduttori comprende una moltitudine di tipologie utilizzate in un’ampia gamma di prodotti finali. Come sottolinea l’autore dell’interpellanza, l’integrazione dell’intera catena del valore dei semiconduttori in un unico Paese è difficilmente realizzabile a causa delle forti interdipendenze internazionali del settore stesso. Le catene del valore dei semiconduttori sono frammentate in tutto il mondo, mentre le varie fasi della produzione sono concentrate geograficamente. L’industria svizzera dei semiconduttori è attiva nelle parti più diverse delle catene del valore e si sta affermando sul mercato mondiale grazie al suo posizionamento in mercati di nicchia.Come indicato nel parere sul postulato 23.3866 Cottier, il Consiglio federale segue da vicino lo sviluppo delle iniziative di politica industriale nel settore dei semiconduttori nei principali blocchi economici dell’Unione europea (UE), della Cina e degli Stati Uniti. Il rapporto in adempimento del postulato analizza le opportunità offerte da una maggiore diversificazione geografica delle fonti di approvvigionamento della Svizzera e i rischi di concorrenza sleale derivanti da iniziative di politica industriale in altri Paesi.Nel Rapporto sulla situazione dell’economia svizzera del 22 maggio 2024 (https://www.seco.admin.ch/seco/it/home/Publikationen_Dienstleistungen/Publikationen_und_Formulare/Strukturwandel_Wachstum/Wachstum/lagebericht_schweizer_volkswirtschaft_2024.html), il Consiglio federale ha esaminato anche le conseguenze per l’economia svizzera delle iniziative di politica industriale lanciate all’estero. Il Consiglio federale ritiene che, in quanto economia aperta, la Svizzera debba astenersi da misure protezionistiche. Per ragioni di efficienza ed equità, respinge anche le misure di sostegno pubblico che si rivolgono a industrie o settori specifici. Tali misure di politica industriale creano dipendenze a lungo termine, ostacolano i cambiamenti strutturali, comportano un rischio significativo di cattiva allocazione delle risorse, a scapito dei contribuenti, e comportano una disparità di trattamento tra i settori economici in Svizzera.Gli aiuti pubblici, invece, vengono utilizzati per promuovere la ricerca e l’innovazione, facendo della Svizzera uno dei Paesi leader a livello mondiale, con una spesa pubblica dell’1 % del PIL in questi settori, integrata da finanziamenti del settore privato pari al 2,2 % del PIL. L’economia svizzera può inoltre contare su una serie di vantaggi comparativi, come una bassa aliquota fiscale per le imprese, un mercato del lavoro flessibile e una forza lavoro qualificata, un migliore accesso ai mercati esteri grazie a una serie di accordi di libero scambio di ampia portata e un elevato grado di stabilità politica e certezza del diritto. Il 22 maggio 2024 il Consiglio federale ha adottato un’agenda di politica economica per migliorare ulteriormente le condizioni quadro. Questa misura ha avuto un effetto positivo sull’economia svizzera e, di conseguenza, anche sul settore dei semiconduttori.L’iniziativa SwissChips, citata dall’autore dell’interpellanza, è quindi soltanto uno tra i tanti punti forti dell’economia svizzera di cui beneficia l’industria dei semiconduttori. Lanciata nel 2023 nell’ambito delle misure transitorie volte a compensare la mancata associazione della Svizzera al pacchetto Orizzonte Europa nel periodo 2021-2024, è allineata alle attività europee di Orizzonte Europa e del programma Europa Digitale (DEP) e nel contempo sviluppa i punti forti della Svizzera nella ricerca sui semiconduttori. Si rivolge principalmente agli istituti di ricerca universitari svizzeri. La sua priorità è quella di incoraggiare la progettazione di chip, non la produzione di semiconduttori.La conclusione materiale dei negoziati sul pacchetto globale Svizzera-UE nel dicembre 2024 ha permesso di attivare pienamente un accordo transitorio nel campo della ricerca e dell’innovazione a partire dal 1° gennaio 2025. L’accordo transitorio consente a ricercatori e innovatori svizzeri di accedere a quasi tutti i bandi per i progetti nell’ambito dei programmi citati sopra. Anche le attività dell’impresa comune «Chips Joint Undertaking» nell’ambito di Orizzonte Europa sono particolarmente importanti per il settore.Nel frattempo, si è concluso anche il processo di convalida della Commissione europea relativo all’accesso alle aree strategiche dei programmi Orizzonte Europa e DEP: i ricercatori svizzeri possono partecipare a tutti i bandi per i progetti nei settori dell’intelligenza artificiale e della ricerca quantistica, soggetti a restrizioni. Gli inviti a presentare progetti nel campo dei semiconduttori del programma DEP non sono interessati dalle restrizioni nelle aree strategiche, ma restano riservati agli Stati membri dell’UE e dello Spazio economico europeo.