Centro asilanti a Luino (I). Per evitare problemi di ordine pubblico in Svizzera si valuti la chiusura del valico di Fornasette
25.3162 · Interpellanza · 2025-03-19
Dipartimento delle Finanze
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Richiamando la risposta alla domanda 25.7022, si evidenzia che il Centro asilanti di Luino, situato in territorio italiano, potrebbe generare problematiche di ordine pubblico con ripercussioni dirette sulla sicurezza e la stabilità delle zone di confine svizzere. In particolare, vi è la preoccupazione che eventuali ospiti del centro possano attraversare illegalmente il confine, causando insicurezza tra la popolazione residente e aumentando la pressione sulle forze dell’ordine elvetiche.
Alla luce di tali potenziali criticità, si pone l’attenzione sulla necessità di predisporre misure preventive atte a garantire la sicurezza interna e la protezione dei cittadini svizzeri. Tra queste, una possibile soluzione potrebbe essere la chiusura completa o parziale (ad esempio, durante le ore notturne) del valico secondario di Fornasette, quale misura dissuasiva e di contenimento.
Pertanto, si chiede al Consiglio federale di rispondere ai seguenti quesiti:
Nel caso in cui il Centro asilanti di Luino causasse problemi di ordine pubblico in Svizzera o si verificassero attraversamenti illegali da parte dei suoi ospiti, il Consiglio federale valuterebbe la possibilità di chiudere completamente o parzialmente il valico di Fornasette?
Quali sarebbero i criteri specifici per adottare una simile misura?
Il Consiglio federale sta già monitorando la situazione legata a questo centro e i suoi potenziali effetti sulla sicurezza dei cittadini di Tresa?
Sono previste collaborazioni con le Autorità italiane per prevenire e contrastare eventuali fenomeni di migrazione irregolare e problemi di ordine pubblico legati a questa struttura?
Sono previste collaborazioni con le Autorità ticinesi per limitare al minimo i potenziali rischi?
Quali altre misure potrebbero essere adottate per rafforzare il controllo delle frontiere e prevenire accessi irregolari da questo specifico valico, tenendo conto delle recenti decisioni delle Camere federali, le quali chiedono un maggiore impegno nel controllo dei confini?
Stellungnahme des Bundesrates
1. L’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC) analizza costantemente la situazione e i rischi e, nel quadro del suo mandato, adotta le misure appropriate. In tale contesto esso è in stretto contatto con le autorità partner nazionali e internazionali. Come indicato nella risposta alla domanda 25.7176, il Consiglio federale ritiene minimi i vantaggi di una chiusura notturna permanente del valico di confine di Fornasette al fine di combattere la criminalità transfrontaliera. Una chiusura può impedire l’entrata ai veicoli, ma non ai pedoni. 2. Non esistono criteri generalmente applicabili per la chiusura dei valichi di confine. Eventuali misure proporzionate ed efficaci vengono decise caso per caso e a seconda della situazione, in collaborazione con le autorità cantonali competenti per la sicurezza. Al riguardo si tiene conto delle disposizioni nazionali e, in particolare, di quelli internazionali in relazione alla cooperazione Schengen. Con Schengen è stata introdotta la libera circolazione delle persone e, di conseguenza, la possibilità di viaggiare attraverso le frontiere aperte. In assenza di motivi gravi, la chiusura dei valichi di confine non è consentita. 3. Le autorità competenti della Confederazione e del Cantone Ticino scambiano regolarmente informazioni con le autorità partner italiane in merito alla situazione attuale e alle sfide al confine comune, compreso il previsto centro per richiedenti l’asilo a Luino. Secondo i dati attuali, il centro può ospitare al massimo 18 persone. 4. / 5. La collaborazione con le autorità partner nazionali e internazionali è un elemento centrale nella lotta alla criminalità transfrontaliera e alla migrazione irregolare. L’UDSC svolge impieghi congiunti con la polizia cantonale ticinese e, regolarmente, con le autorità partner italiane, tra cui anche la settore della Polizia di frontiera italiana competente per Luino. Un altro elemento fondamentale nella lotta alla criminalità è inoltre la collaborazione presso il Centro di cooperazione doganale e di polizia (CCPD) a Chiasso, gestito congiuntamente da Svizzera e Italia, il quale garantisce uno scambio giornaliero di informazioni a livello operativo, degli incontri regolari tra i servizi competenti così come un’analisi congiunta dei fenomeni criminali nella zona di confine. Inoltre, il Centro competenze flussi migratori (CCFM), gestito insieme alle autorità italiane, fornisce un valido supporto nell’identificazione e nel rinvio delle persone entrate illegalmente. Questi strumenti esistenti si sono dimostrati efficaci e la cooperazione nell’ambito di tali possibilità deve essere portata avanti e, se necessario, intensificata. 6. I mezzi tecnici ausiliari come le telecamere offrono un supporto efficace nella lotta alla criminalità transfrontaliera. Essi consentono all’UDSC di impiegare le proprie risorse in modo mirato e flessibile. Il Dipartimento federale delle finanze sta attualmente valutando le possibilità per attuare le mozioni delle due Commissioni delle istituzioni politiche 25.3021 e 25.3026 Intensificare i controlli ai confini della Svizzera.