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25.3168 · Interpellanza · 2025-03-19

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Durante la pandemia da coronavirus uno dei principali strumenti messi in atto dalle autorità federali per sostenere le nostre aziende è stata l’indennità per lavoro ridotto (ILR). Questo strumento ha permesso di evitare che le aziende confrontate a un calo dell’attività a causa delle misure imposte procedessero a licenziamenti di massa. Oggi, lo scopo di evitare i licenziamenti è però messo a repentaglio da alcuni controlli basati su un’interpretazione restrittiva della legge.

Begründung

La SECO ha effettuato controlli presso diverse migliaia di aziende che hanno beneficiato dell’ILR per accertarsi della legittimità delle indennità percepite. In base all’ultimo conteggio, in data 14 marzo 2025 erano stati effettuati 7068 controlli, per un importo di restituzione di 184 610 073 franchi. Parallelamente i tribunali federali hanno emanato sentenze in merito a tali controlli. I controlli in questione sono essenziali per garantire la legittimità delle ILR versate e per sanzionare eventuali abusi. La giurisprudenza mostra tuttavia un’interpretazione molto rigida di alcune condizioni applicate, in particolare quella relativa al carattere «controllabile» del tempo di lavoro secondo l’articolo 31 capoverso 3 lettera a LADI. Ciò comporta gravi conseguenze per le aziende interessate: se anche uno solo dei presupposti dell’ILR non è considerato soddisfatto, l’azienda deve rimborsare gli importi ricevuti, con il rischio di fallimento e di dover procedere a licenziamenti collettivi. Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande: 1. Tra le decisioni di restituzione pronunciate in seguito ai controlli effettuati in materia di ILR nell’ambito della pandemia, quante erano basate sulla condizione concernente il carattere controllabile del tempo di lavoro secondo l’articolo 31 capoverso 3 lettera a LADI? 2. Il Consiglio federale condivide la valutazione della SECO secondo cui l’interpretazione del carattere controllabile del tempo di lavoro non deve tenere conto delle circostanze speciali della pandemia, tra cui l’urgenza e la grande diversità delle aziende interessate? 3. Il Consiglio federale ha valutato i rischi derivanti dalle decisioni di restituzione per il tessuto economico svizzero, in particolare considerato il rischio elevato di fallimento o di licenziamenti collettivi? Se sì, quali sono le sue conclusioni?

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale concorda con l’autrice dell’interpellanza: il ricorso all’indennità per lavoro ridotto (ILR) è stato importante per attenuare le conseguenze indesiderate delle misure prese per lottare contro la pandemia. Anche in situazioni straordinarie l’ILR deve essere corrisposta in conformità con le basi legali vigenti. L’assicurazione contro la disoccupazione (AD) o il suo ufficio di compensazione sono tenuti per legge a impedire, per quanto possibile, il pagamento di prestazioni ingiustificate (art. 83 cpv. 1 lett. h legge sull’assicurazione contro la disoccupazione [LADI]; RS 837.0) e a verificare che le disposizioni di legge siano state applicate correttamente (art. 83a LADI).Domanda 1: La Segreteria di Stato dell’economia (SECO) pubblica ogni mese i risultati dei controlli effettuati (consultabili all’indirizzo www.lavoro.swiss). A fine febbraio 2025 erano stati svolti complessivamente 4037 controlli, di cui 1298 presso la sede dell’azienda. Tra questi controlli sul posto, 1169 hanno potuto essere effettuati sulla base del controllo del tempo di lavoro esistente. In 129 casi, pari a quasi il 10 per cento dei controlli sul posto, non è stato possibile controllare il tempo di lavoro a causa della mancata registrazione delle ore di lavoro.Domanda 2: Nella concessione dell’ILR durante la pandemia il Consiglio federale ha tenuto conto delle circostanze particolari che hanno causato perdite di lavoro nelle aziende. Poiché l’esistenza di un sistema di registrazione del tempo di lavoro da parte dell’azienda è indispensabile per verificare le ore perse indennizzate, non si è potuto rinunciarvi nemmeno durante la pandemia. La controllabilità della perdita di lavoro è quindi rimasta un presupposto del diritto all’ILR e non è stata abrogata o modificata né dalla legge COVID-19 (RS 818.102) né dall’ordinanza COVID-19 assicurazione contro la disoccupazione (RS 837.033). I datori di lavoro che hanno chiesto l’ILR sono stati informati di questa condizione e delle conseguenze del suo mancato rispetto.In assenza di prove concernenti la perdita di lavoro a causa della mancata registrazione delle ore di lavoro o dell’esistenza di numerose contraddizioni nella registrazione (tempo di lavoro non plausibile), l’ufficio di compensazione non ha alcun margine di manovra per considerare legittime le prestazioni versate. In questi casi non sussiste alcun diritto all’indennità, come confermato dalla giurisprudenza costante dei tribunali.Domanda 3: Non è stata svolta alcuna analisi approfondita in merito all’impatto delle restituzioni sul tessuto economico svizzero. La correzione delle prestazioni indebitamente riscosse, la loro restituzione e la lotta agli abusi sono importanti per mantenere la fiducia degli assicurati nell’AD. Considerato l’importo delle prestazioni erogate durante la pandemia, il Consiglio federale sostiene la verifica della legittimità di tali prestazioni e la loro restituzione in caso di riscossione indebita. Per agevolare il rimborso delle ILR indebitamente percepite da parte delle imprese senza metterne a repentaglio l’esistenza o i posti di lavoro, la SECO conclude su richiesta convenzioni di rimborso pluriennali. I datori di lavoro interessati beneficiano così di un periodo fino a cinque anni per rimborsare le prestazioni indebitamente riscosse.