Lexipedia

25.3175 · Postulato · 2025-03-19

Dipartimento dell'interno

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di valutare in un rapporto:

  • se il principio del diritto a un salario uguale per un lavoro di uguale valore sancito dall’articolo 8 capoverso 3 della Costituzione federale e dalla LPar è rispettato;

  • quali misure possono essere adottate in caso di mancato rispetto della Costituzione federale e della LPar al fine di garantire salari uguali per lavori di uguale valore.

Begründung

Secondo l’articolo 8 capoverso 3 della Costituzione federale, uomo e donna hanno diritto a un salario uguale per un lavoro uguale o di uguale valore. Sebbene questa disposizione risalga a più di 40 anni fa, la differenza salariale tra donna e uomo si attesta ancora intorno al 18 per cento.Questo divario è dovuto a due fattori. Da un lato, le donne di tutte le categorie professionali percepiscono in media salari più bassi rispetto ai loro colleghi uomini. Dall’altro, la marcata segregazione di genere si riflette nelle notevoli differenze retributive tra le diverse professioni. Ancora oggi, le classiche «professioni femminili» nel settore dell’assistenza, delle cure o della vendita sono nettamente meno retribuite rispetto alle classiche «professioni maschili» nel settore tecnico o dell’artigianato. Il salario lordo medio mensile per le addette alle vendite è di 4760 franchi, per le donne nel settore delle cure è di 5326 franchi e in quello dell’assistenza è di 5150 franchi. Per gli uomini, invece, è di 5798 franchi nel settore forestale di 6244 franchi nel settore dell’elettricità e di 6237 franchi in quello della meccanica. I salari nettamente più elevati delle «professioni maschili» sono quindi molto più in linea con le prestazioni fornite. Il lavoro nelle «professioni femminili» è però pressoché altrettanto impegnativo e caratterizzato da una formazione professionale con un titolo di studio equivalente. Le professioni «maschili» e «femminili» sono quindi equivalenti, ma con uno stipendio notevolmente inferiore, il che è in contrasto con i principi della LPar e costituisce una discriminazione. I salari più bassi comportano inoltre maggiori problemi di sussistenza e rendite di vecchiaia più basse. Le professioni perdono attrattiva, anche se c’è un urgente bisogno di personale qualificato. Lo stesso salario per lo stesso lavoro all’interno dei rispettivi gruppi professionali è sempre più spesso oggetto di valutazione e controllo. Tuttavia, la differenza salariale tra le classiche professioni «femminili» e «maschili», e quindi la disparità salariale per un lavoro di uguale valore, resta un punto cieco che va approfondito e affrontato.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

Il diritto a «un salario uguale per un lavoro di uguale valore» è garantito dal principio costituzionale della parità salariale sancito dall’articolo 8 capoverso 3 della Costituzione federale (RS 101) e dalla legge federale sulla parità dei sessi (LPar; RS 151.1). Ai fini dell’attuazione della parità salariale, la LPar definisce un ventaglio di strumenti giuridici (art. 5) ai quali le persone interessate possono fare ricorso.

L’Ufficio federale per l’uguaglianza tra donna e uomo (UFU) mette gratuitamente a disposizione dei datori di lavoro il Logib, uno strumento di analisi standardizzato della parità salariale. I rapporti generati da questo strumento web permettono sia di garantire il controllo formale della parità salariale sia di informare il personale sui risultati dell’analisi. Dalla fine del 2023, è inoltre disponibile l’applicazione web «Logib sistema salariale» che consente ai datori di lavoro di elaborare un sistema semplice per la gestione di funzioni e salari, basato su criteri neutrali in relazione al genere. L’UFU effettua inoltre controlli regolari per verificare il rispetto della parità salariale negli appalti pubblici. Ogni anno la Confederazione esegue 30 controlli a campione, cui se ne aggiungono altri 70 circa condotti da Cantoni e Comuni.

Anche la revisione della LPar, entrata in vigore nel 2020, aveva come principale obiettivo la concretizzazione della parità salariale tra donne e uomini mediante l’attuazione di ulteriori misure statali. Da allora le aziende che impiegano almeno 100 dipendenti sono tenute a effettuare un’analisi interna della parità salariale ogni quattro anni, a sottoporla alla verifica di un organo indipendente e a informare il personale in merito ai risultati. Sarà una valutazione dell’efficacia delle pertinenti disposizioni della LPar a mostrare se l’obbligo legale di eseguire questa analisi contribuisce a una maggiore parità salariale. In occasione del bilancio intermedio sull’analisi della parità salariale del marzo del 2025, il Consiglio federale ha deciso di anticipare la valutazione dell’efficacia prevista dalla LPar entro il 2029. Basandosi sui suoi risultati, attesi per la fine del 2027, stabilirà se sottoporre al Parlamento ulteriori misure volte a migliorare la parità salariale.

Il Consiglio federale ritiene pertanto prematuro procedere all’esame di misure supplementari.



Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.