Palestina. Domanda urgente di ricongiungimento familiare. Ginevra può e la Svizzera deve agire
25.320 · Iniziativa cantonale · 2025-11-04
Parlamento
Assegnato alla commissione competente
Wortlaut
Il Gran Consiglio della Repubblica e Cantone di Ginevra;
visto l’articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale del 18 aprile 1999;
visto l’articolo 115 della legge del 13 dicembre 2002 sul Parlamento;
visto l’articolo 156 della legge del 13 settembre 1985 relativa al regolamento del Gran Consiglio della Repubblica e Cantone di Ginevra,
considerando
- il lavoro svolto dall’organizzazione Children’s Right to Healthcare, in collaborazione con Medici Senza Frontiere (Svizzera), che si prepara ad accogliere in Svizzera bambini palestinesi feriti durante la guerra;
- l’assenza di un quadro amministrativo chiaro - in materia di permessi di soggiorno e accesso al territorio - che limita notevolmente la capacità di azione di queste associazioni;
- le risorse necessarie a disposizione di queste associazioni per adempiere i loro compiti, ma la mancanza di sostegno da parte delle autorità cantonali e federali per consentire un’accoglienza sicura, efficace e integrata nella comunità locale;
- l’urgenza di mobilitare le autorità ginevrine e federali al fine di stabilire una procedura semplificata che consenta di rispondere, nella misura dei mezzi disponibili a Ginevra e in Svizzera, a una situazione umanitaria senza precedenti;
- la situazione dei quattro bambini palestinesi di Gaza, gravemente feriti durante la guerra, che hanno potuto ricevere cure mediche a Ginevra grazie all’azione dell’ONG Children’s Right to Healthcare e all’impegno del dottor Salti, chirurgo urologo ginevrino;
- l’elenco iniziale di una ventina di bambini feriti durante la guerra a Gaza che l’ONG non è purtroppo riuscita a soccorrere, poiché la maggior parte di loro ha perso la vita durante i bombardamenti, proprio mentre Children’s Right to Healthcare stava completando le pratiche amministrative necessarie per avviare questa azione;
- il fatto che i bambini soccorsi dall’ONG Children’s Right to Healthcare siano gli unici bambini palestinesi feriti durante la guerra accolti a Ginevra;
- il fatto che una donna palestinese, la signora I. F., che attualmente si trova a Ginevra, abbia ancora due figli minorenni e quattro figli maggiorenni rimasti a Gaza, oltre al marito,
chiede all’Assemblea federale e al Consiglio federale,
fondandosi sull’articolo 8 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU), di esaminare in via prioritaria e favorevole ad accogliere una domanda volta al ricongiungimento di questa famiglia in Svizzera.
Begründung
Nel febbraio 2024 alcuni bambini palestinesi, accompagnati dalle loro madri e appartenenti a tre famiglie, sono arrivati a Ginevra:
- la signora A. A., 24 anni, e i suoi due figli di 3 e 4 anni;
- la signora I. F., 47 anni, e suo figlio di 18 anni;
- la signora H. A., 30 anni, e la sua figlia di 2 anni.
Grazie alle cure prestate, le loro condizioni di salute si sono stabilizzate. Senza tale presa a carico, la loro sopravvivenza sarebbe stata compromessa.
Integrazione in Svizzera
La loro integrazione sta procedendo in modo molto positivo:
- i bambini minorenni sono stati inseriti nelle strutture scolastiche e si esprimono già in francese;
- il ragazzo maggiorenne (giunto in Svizzera all’età di 17 anni con un peso di 30 kg), la cui riabilitazione alla protesi si sta rivelando lunga e impegnativa, ha ottenuto ottimi risultati scolastici, si è circondato di una solida cerchia di amici e manifesta il desiderio di intraprendere un apprendistato.
- Le madri frequentano corsi di francese e si integrano gradualmente nella vita sociale. Beneficiano inoltre del sostegno attivo della comunità palestinese di Ginevra.
I notevoli progressi compiuti da queste famiglie sono lodevoli, considerata la durezza del loro percorso. È doveroso ringraziare le autorità ginevrine e i servizi di accoglienza che, garantendo il loro sostegno, l’accesso all’alloggio e alle strutture di integrazione, sono stati determinanti ai fini della loro stabilizzazione e ricostruzione.
Sviluppi famigliari recenti
- la signora A. A. è rimasta vedova poco dopo il suo arrivo in Svizzera: suo marito, rimasto a Gaza, ha perso la vita in un bombardamento;
- la signora H. A. è stata recentemente raggiunta dal marito, che aveva lasciato Gaza prima della chiusura delle frontiere ed è riuscito a entrare in Svizzera dalla Tunisia;
- la situazione della signora I. F., per contro, rimane critica.
Situazione della signora I. F
Due figli minorenni e quattro maggiorenni, oltre che al marito, della signora I.F., che attualmente si trova a Ginevra, sono rimasti a Gaza. Nella notte del 5 agosto 2025, il loro rifugio di fortuna è stato bombardato, ferendo uno dei bambini minorenni. Attualmente non esiste più alcuna struttura ospedaliera funzionante. Questi attacchi si inseriscono in un contesto umanitario estremamente grave, ampiamente documentato dalle organizzazioni internazionali.
La signora I. F. desidera richiamare con urgenza l’attenzione delle autorità competenti sulla situazione critica della sua famiglia ristretta, attualmente in pericolo imminente nella Striscia di Gaza.
La sua famiglia è esposta a condizioni disumane di sopravvivenza:
- accesso pressoché inesistente all’acqua potabile;
- carestia accertata secondo i criteri della Classificazione Integrata della Sicurezza alimentare (IPC);
- mancanza di assistenza umanitaria vitale;
- bombardamenti incessanti che rendono ogni spostamento pericoloso, se non impossibile;
- minaccia permanente e diretta alla vita dei civili, compresi i famigliari della signora I.F.
In un rapporto presentato il 16 settembre 2025 a Ginevra, la Commissione internazionale indipendente d’inchiesta, incaricata dal Consiglio dei diritti dell’uomo dell’ONU sul territorio palestinese occupato, è giunta alla conclusione che le operazioni condotte da Israele a Gaza dimostrano un’intenzione genocida, identificando quattro dei cinque atti definiti dalla Convenzione del 1948.
Domanda urgente di ricongiungimento familiare
La gravità della situazione richiede un intervento urgente. Considerate le circostanze eccezionali e in conformità con i principi di protezione della famiglia, di umanità e di proporzionalità, sollecitiamo l’intervento delle autorità svizzere competenti al fine di consentire, nel più breve tempo possibile, l’ingresso in Svizzera ai familiari stretti della signora I. F.