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25.3204 · Interpellanza · 2025-03-20

Parlamento

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Nel 1974 Margrith Bigler-Eggenberger divenne la prima donna a essere eletta giudice a tempo pieno al Tribunale federale di Losanna, dopo avervi già lavorato per due anni come giudice supplente.

Sin dal momento dell’elezione emerse che il curriculum vitae da lei presentato era stato alterato: le Camere federali avevano cioè ricevuto una versione abbreviata, nella quale erano state palesemente cancellate tappe importanti della sua carriera. L’inganno venne scoperto soltanto perché il padre di Margrith Bigler-Eggenberger, Matthias Eggenberger, consigliere agli Stati sangallese e membro della commissione elettorale, le chiese spiegazioni riguardo alle lacune nel suo percorso professionale. Da una successiva ricerca negli archivi dei Servizi del Parlamento è emerso che è stato conservato unicamente il curriculum manipolato.

Questa manipolazione di documenti equivale a un atto di diffamazione. Anche all’interno del Tribunale federale Margrith Bigler-Eggenberger incontrò peraltro notevoli difficoltà: ella stessa riferì di essere stata poco apprezzata e che alcuni colleghi giudici, per anni, si rifiutarono persino di rivolgerle la parola. Ancora oggi, la rappresentanza di giudici donne presso il Tribunale federale, il Tribunale penale federale e il Tribunale amministrativo federale è insufficiente.

Né all’epoca, né negli anni successivi, la manipolazione dei documenti relativi all'elezione della prima giudice federale è stata oggetto di un’indagine. In occasione del 150° anniversario del nostro Tribunale supremo, è giunto il momento di fare chiarezza e di gettare luce sulle macchinazioni avvenute all’epoca.

L’Ufficio delle Camere federali è pertanto invitato a rispondere alle seguenti domande e ad avviare un'indagine sulla manipolazione dei documenti.

  1. Come è stato possibile che il curriculum vitae presentato da Margrith Bigler-Eggenberger sia stato palesemente alterato?

  2. Per quale motivo negli archivi è disponibile solo la versione manipolata? Dove si trova l’originale?

  3. Chi è responsabile di questa manipolazione?

  4. Sono state violate prescrizioni o leggi? Perché non esistono verbali completi sulla procedura di elezione dei giudici in quel periodo?

  5. L'Ufficio è disposto a condurre un’indagine approfondita su questa manipolazione di documenti?

  6. Quali misure sta adottando per garantire che simili manipolazioni non si ripetano in futuro?

Stellungnahme des Bundesrates

Domande 1-4: le domande sollevate dall’autrice dell’interpellanza si riferiscono a eventi molto lontani nel tempo, risalenti a un’epoca in cui nessun organo parlamentare era ancora competente per la preparazione dell’elezione dei giudici dei tribunali della Confederazione. Solo nel 2003 è stata istituita una commissione parlamentare, ovvero la Commissione giudiziaria, incaricata di preparare l’elezione dei giudici federali (art. 40a della legge sul Parlamento). Da allora, tutte le proposte di elezione sono documentate e archiviate in modo trasparente.

Fino agli anni Ottanta, la preparazione delle elezioni dei giudici federali era affidata esclusivamente ai gruppi parlamentari dell’Assemblea federale, i quali individuavano candidati idonei all’interno dei partiti di appartenenza. Nel 1976, il Consiglio nazionale ha esaminato la mozione Auer 75.415 concernente le elezioni al Tribunale federale (Boll. Uff. CN 1976 829 segg.), e chiedeva una procedura più accurata e trasparente. La mozione è stata trasformata in postulato dal Consiglio nazionale (Boll. Uff. CN 1976 831). In risposta a tale postulato, nel 1983 è stato istituito un gruppo di lavoro informale, composto da rappresentanti dei diversi gruppi parlamentari presenti nei tribunali della Confederazione, incaricato di preparare le elezioni dei giudici federali. Tuttavia, la presentazione formale delle candidature all’Assemblea federale rimaneva di esclusiva competenza dei gruppi parlamentari.

I Servizi del Parlamento hanno ritrovato due curricula vitae (CV) di Margrit Bigler-Eggenberger nell’Archivio federale svizzero: il primo, redatto per il gruppo socialista in occasione della sua elezione a giudice supplente del Tribunale federale nel 1972, il secondo, destinato all’Assemblea federale plenaria per la sua elezione a giudice federale nel 1974. Alla luce di questi elementi, non è possibile stabilire con certezza quali informazioni siano state fornite direttamente da Margrit Bigler-Eggenberger e quali, eventualmente, siano frutto di modifiche successive. Un terzo CV di Margrit Bigler-Eggenberger era conservato negli archivi del Tribunale federale, ma non risulta né datato né firmato.

Il CV consegnato ai membri dell’Assemblea federale non menziona alcuna attività forense (in particolare tirocini) svolta da Margrit Bigler-Eggenberger. Analoga omissione si riscontra anche nel CV presentato all’Assemblea federale da Robert Alexandre Patry, anch’egli eletto giudice federale nella sessione invernale del 1974. In entrambi i casi, tuttavia, è indicato il conseguimento del brevetto di avvocato. I due CV, di lunghezza simile, risultano leggermente più brevi rispetto a quelli conservati presso il Tribunale federale, circostanza che lascia presumere l’esistenza, già all’epoca, di una prassi volta a sintetizzare i profili dei candidati prima della loro distribuzione all’Assemblea federale plenaria (cfr. risposta alla domanda 6).

I Servizi del Parlamento hanno esaminato le fonti biografiche relative alla signora Margrit Bigler-Eggenberger. Fatta eccezione per l’assenza di riferimenti alla sua attività forense (in particolare tirocini e impieghi a tempo parziale) e alla sua elezione nel consiglio di amministrazione della SUVA nel 1972, non sono emerse ulteriori discrepanze rispetto al CV distribuito all’Assemblea federale plenaria nel 1974. Sulla base delle informazioni attualmente disponibili, le accuse di manipolazione non risultano pertanto comprovate.

Domanda 5: alla luce dei documenti attualmente disponibili, l’Ufficio non ritiene sussistano motivi per un ulteriore approfondimento del caso, tanto più che, all’epoca dei fatti, non esisteva ancora un organo parlamentare incaricato di preparare le elezioni dei giudici federali. L’Ufficio si dichiara, tuttavia, disponibile a mettere a disposizione la propria documentazione nell’ambito di eventuali progetti di ricerca scientifica.

Domanda 6: dalla creazione della Commissione giudiziaria, nel marzo 2003, la selezione dei giudici federali è oggetto di una preparazione in seno a una commissione parlamentare. I CV dei candidati vengono trasmessi integralmente dalla segreteria della Commissione giudiziaria ai membri della sottocommissione incaricata dell’esame dei dossier e, in caso di audizione, anche ai membri della commissione plenaria. L’intera procedura è documentata e archiviata nel rispetto della legge sulla protezione dei dati. La proposta di elezione elaborata dalla Commissione giudiziaria è trasmessa all’Assemblea federale plenaria sotto forma di rapporto, che si conclude con un breve CV del candidato. In tale sintesi, i tirocini non sono menzionati e l’elenco delle attività accessorie non ha carattere esaustivo. Una volta approvato dal presidente della Commissione, il rapporto è distribuito a tutti i membri dell’Assemblea federale e pubblicato, in tre lingue, sul sito Internet del Parlamento. Eventuali inesattezze possono essere segnalate e, se del caso, corrette tempestivamente.