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25.3220 · Interpellanza · 2025-03-20

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

In risposta alla mia interpellanza 24.3798 in merito a una pianificazione finanziaria a lungo termine per poter sostenere i costi in aumento derivanti dalla perdita di biodiversità, il Consiglio federale scrive che «le interazioni tra perdita di biodiversità, cambiamento climatico e sviluppo economico sono estremamente complesse». Pertanto le stime dei costi per il 2050 sarebbero soggette a notevoli incertezze, motivo per cui non ne esistono di recenti. Al contempo, risponde però che uno di studio di Ecoplan, che prevede costi economici annuali per il 2050 derivanti dalla perdita di biodiversità che vanno da 14 a 16 miliardi, «contiene una stima dei costi dell’inazione nel settore della biodiversità».

Considerate le incertezze in entrambe le direzioni, i costi potrebbero risultare (significativamente) inferiori o (significativamente) maggiori. Per casi del genere, la Svizzera riconosce il principio di precauzione. Invece di applicarlo, però, il Consiglio federale sta pianificando ingenti tagli al budget nel settore della natura, dell’ambiente e dell’educazione ambientale. Così facendo, taglia i fondi senza valutare le conseguenze a lungo temine sulle finanze e per le generazioni future (cfr. Ip. 24.4072).

Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:

  1. La politica federale contempla scenari sui costi futuri con un orizzonte temporale fino o oltre il 2050? Se sì, in quali ambiti e qual è l’obiettivo di tali stime? In caso di risposta negativa, perché?

  2. Si sono concluse le analisi per i vari settori parziali della biodiversità citate nella risposta alla domanda 23.7624? Se sì, quali settori parziali sono stati esaminati e dove sono state pubblicate le analisi? In caso di risposta negativa, perché?

  3. Se ritiene che lo studio Ecoplan non quantifichi con sufficiente precisione le conseguenze e i costi derivanti dalla perdita dei servizi ecosistemici, è disposto a commissionare nuovi studi sullo stesso tema? In caso affermativo, entro quando? In caso di risposta negativa, perché?

  4. Il fatto che il Consiglio federale attualmente stia effettuando tagli di entità tale per cui in futuro i costi dell’inazione saranno ancora più alti è in linea con il principio di precauzione e con gli interessi di politica finanziaria ed economici a lungo termine della Svizzera? In caso affermativo, perché? In caso di risposta negativa, cosa suggerisce?

  5. In che modo il Consiglio federale sta preparando l’economia e la società ai costi attesi e in continuo aumento che dovranno probabilmente essere sostenuti in futuro a causa della perdita di biodiversità e del declino dei servizi ecosistemici?

Stellungnahme des Bundesrates

1) Al momento il Consiglio federale non dispone di scenari che prevedono i costi futuri della perdita di biodiversità per la Svizzera. 2) Un progetto di ricerca nell’ambito del piano d’azione Strategia Biodiversità Svizzera (www.bafu.admin.ch > Temi > Tema Biodiversità > Politica della biodiversità > Strategia e piano d’azione) effettua una stima del valore ecologico, sociale ed economico nonché del valore aggiunto lordo dei settori economici che ne dipendono direttamente. Inoltre, sulla base di cinque scenari, illustra i possibili sviluppi in Svizzera in seguito ai cambiamenti ipotizzati, da qui al 2060, in ambito climatico e di utilizzo del territorio. L’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) pubblicherà il rapporto di sintesi in merito a tale progetto di ricerca probabilmente entro fine 2025. 3) Lo studio menzionato è un documento di lavoro risalente al 2010 commissionato dall’UFAM. Per il 2050, gli autori avevano stimato costi annui legati all’inazione compresi fra i 14 e i 16 miliardi di franchi, sottolineando però anche l’elevato grado di incertezza di questo calcolo. A tale proposito, la Confederazione esamina costantemente i risultati delle ricerche più recenti e valuta in quali ambiti vi siano lacune conoscitive e dove siano realizzabili e opportuni ulteriori studi. Al momento non ne sono previsti di nuovi. 4) Il Consiglio federale mira a una politica finanziaria equilibrata che mantenga le spese e le entrate in equilibrio nel corso del ciclo congiunturale, in conformità con il freno all’indebitamento, e che tenga conto anche degli interessi a lungo termine della Svizzera. Viste le sfide attuali del bilancio federale legate agli elevati deficit previsti e la lunga lista di spese aggiuntive pianificate, il Consiglio federale deve stabilire delle priorità. Pertanto, nel pacchetto di sgravio 27 (www.admin.ch > Documentazione > Comunicati stampa > Il Consiglio federale indice la consultazione sulle misure di sgravio applicabili dal 2027) propone misure mirate in tutti i settori di compiti. 5) La Confederazione investe, solo in Svizzera, oltre 600 milioni di franchi all’anno in favore della salvaguardia della biodiversità e dei servizi ecosistemici che ne dipendono, per esempio attraverso la promozione della biodiversità nel settore agricolo e la valorizzazione di superfici di particolare rilevanza ecologica come gli inventari nazionali dei biotopi. Con l’approvazione della seconda fase (2025–2030) del piano d’azione Biodiversità (www.admin.ch > Documentazione > Comunicati stampa > Biodiversità: il Consiglio federale approva la seconda fase del piano d’azione), il Consiglio federale intende anche colmare determinate lacune. Inoltre, in particolare nell’ambito del rapporto sull’ambiente, riferisce a intervalli regolari anche sullo stato e sulle sfide della biodiversità.