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25.3221 · Interpellanza · 2025-03-20

Dipartimento degli affari esteri

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Dopo la caduta del regime di Bashar al-Assad, la speranza di un futuro democratico in Siria è stata offuscata dal dubbio per quanto riguarda l’inclusività del processo avviato dall’attuale presidente del governo di transizione (STG), Ahmad al-Sharaa, ex leader dell’ormai sciolto gruppo islamista Hay’at Tahrir al-Sham (HTS). I recenti sviluppi hanno evidenziato una serie di carenze, in quanto i rappresentanti di regioni e gruppi che non sono associati a HTS sono stati esclusi dai negoziati sulla Costituzione e sui meccanismi decisionali.

L’organizzazione di aiuto CSI Svizzera scrive:

«Ogni forma di cauto ottimismo è crollata quando, il 7 marzo 2025, il governo di transizione ha lanciato un appello ai volontari a combattere contro "ciò che resta del vecchio governo" sulla costa siriana. Da allora si sono verificati attacchi sistematici contro gli alauiti. Durante le esecuzioni di massa, i combattenti filogovernativi della maggioranza musulmana sunnita hanno gridato frasi come "ecco i maiali alauiti". Questi atti violenti hanno anche mietuto vittime tra la popolazione cristiana e alimentato i timori di tutte le minoranze religiose. Nel giro di tre giorni sono stati uccisi più di 1000 civili, prevalentemente alauiti. Anche Fabrice Balanche, direttore di ricerca presso l’Università di Lione, si dice scettico: "È legittimo chiedersi come qualcuno che ha passato 20 anni in un gruppo terrorista possa deradicalizzarsi da un giorno all’altro e diventare un fautore della democrazia". Secondo Balanche, al-Sharaa "si è allontanato da al-Qaida sul piano tattico, ma non su quello ideologico"».

1. Il Consiglio federale riconosce il carattere estremista e totalitario del governo di transizione di HTS a Damasco?

2. In cosa consiste esattamente il pacchetto di aiuti per un totale di 60 milioni di franchi a favore della Siria, annunciato dalla DSC il 17 marzo 2025? Chi si occuperà di distribuire tali aiuti?

3. Gli aiuti saranno distribuiti solo nelle regioni controllate dal governo di transizione di HTS a Damasco o anche nelle aree al di fuori del suo controllo, come As-Suwayda e la Siria nord-orientale?

4. Se gli aiuti saranno inviati nelle regioni controllate dal governo di transizione di HTS a Damasco, come si intende garantire che non finiscano nelle mani di gruppi terroristici estremisti?

5. Se i beni di prima necessità saranno inviati nelle regioni controllate dal governo di transizione di HTS a Damasco, cosa si farà per assicurare che siano distribuiti nelle aree a maggioranza alauita, come Laodicea?

Stellungnahme des Bundesrates

1. L’organizzazione Hay’at Tahrir al-Sham (HTS) è un’organizzazione terroristica designata dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Anche il leader di HTS figura anche come singola persona nella lista delle sanzioni delle Nazioni Unite, che la Svizzera attua, adottando automaticamente qualsiasi modifica apportata dal Consiglio di sicurezza alle sue liste. Inoltre, HTS e i suoi membri e sostenitori rientrano nel campo di applicazione della decisione generale del Consiglio federale del 19 ottobre 2022 concernente il divieto dei gruppi «Al-Qaïda» e «Stato islamico» nonché delle organizzazioni associate (art. 74 della legge federale sulle attività informative, RS 121). Trattandosi di un reato penale ai sensi del diritto del nostro Paese, si applicano anche gli articoli pertinenti del Codice penale svizzero. La Svizzera promuove una transizione politica inclusiva impegnandosi nel dialogo con tutte le figure chiave siriane, compresi i membri del Governo di transizione. 2 In occasione della Conferenza sulla Siria tenutasi a Bruxelles il 17 marzo 2025, la Svizzera si è impegnata a stanziare 60 milioni di franchi per l’aiuto umanitario in Siria e nella regione, in particolare in Libano e in Giordania, per aiutare le persone in fuga e quelle che rientrano in patria. A tal fine, la DSC lavora in stretta collaborazione con agenzie dell’ONU, ONG internazionali e partner locali. I progetti specifici sono attualmente in fase di definizione. 3/5. La Svizzera sostiene la popolazione siriana in tutto il Paese, indipendentemente da chi controlla il territorio, basandosi sull’applicazione dei principi umanitari, in particolare sul principio dell’imparzialità. È pronta a rispondere in modo flessibile alle nuove esigenze e si impegna a garantire un accesso sicuro, rapido e senza ostacoli agli aiuti in tutta la Siria, comprese le regioni menzionate, come As-Suwaida, la Siria nord-orientale e Latakia. 4. Il DFAE dispone di vari meccanismi di controllo per garantire che nessun fondo sia utilizzato in modo improprio. Questi meccanismi sono già stati illustrati in diversi contesti, da ultimo nel rapporto del Consiglio federale del 29 gennaio 2020 in adempimento della mozione Imark 16.3289 e del postulato Bigler 18.3820.