Divieto di costruzione di nuove centrali nucleari. Non creiamo incertezza nella politica energetica
25.3240 · Interpellanza · 2025-03-20
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
A questo riguardo si pongono le seguenti domande:
Su quale fondamento scientifico e tecnologico si basa la decisione di revocare il divieto di costruire nuove centrali nucleari, considerato che le nuove tecnologie nucleari non sono ancora mature per il mercato? Oppure il Consiglio federale intende forse costruire nuove centrali ricorrendo alla tecnologia convenzionale?
Com’è possibile promuovere il potenziamento delle energie rinnovabili se allo stesso tempo viene portato avanti un controprogetto che rischia di compromettere il clima per gli investimenti e la sicurezza della pianificazione in questo settore?
Fino a che punto la costruzione di nuove centrali nucleari può contribuire effettivamente alla sicurezza dell’approvvigionamento e al raggiungimento degli obiettivi climatici, visti i lunghi tempi di costruzione e la scarsa flessibilità della tecnologia in questione?
In che modo il Consiglio federale pensa di affrontare i costi e i rischi finanziari nettamente superiori legati ai progetti di nuove centrali nucleari senza compromettere la promozione delle energie rinnovabili?
In una Svizzera tanto piccola, densamente popolata e potenzialmente vulnerabile come si concilia il rilascio di autorizzazioni per la costruzione di nuove centrali nucleari con i rischi ben noti di questa tecnologia?
Quali strategie intende perseguire il Consiglio federale per scongiurare la dipendenza dalla tecnologia nucleare straniera e i rischi geopolitici ad essa associati, in particolare per quanto riguarda le catene di approvvigionamento e le risorse provenienti da Stati autocratici (ad es. l’uranio proveniente dalla Russia o dal Kazakistan)?
Quali insegnamenti ricavabili dai progetti internazionali per la costruzione di nuove centrali nucleari, che spesso sforano il budget previsto e nascondono rischi economici, confluiscono nel processo decisionale del Consiglio federale?
Begründung
La decisione del Consiglio federale di mettere in discussione il divieto di costruire nuove centrali nucleari compromette la transizione energetica, in quanto ritarda quei cambiamenti turbolenti ma necessari per raggiungere un sistema energetico decentralizzato e rigenerativo. Tale decisione mina la volontà espressa in modo chiaro di procedere a un rapido potenziamento delle energie rinnovabili e crea incertezza nella politica energetica. Una simile situazione rende insicuri gli investitori e provoca ritardi nel potenziamento delle necessarie infrastrutture di rete e tecnologie di stoccaggio. In questo modo si mettono a rischio sia il raggiungimento degli obiettivi climatici della Svizzera sia la stabilità e la flessibilità del futuro sistema energetico. Come in altri Paesi, anche in Svizzera il voler mantenere l’energia nucleare ritarda l’implementazione di soluzioni più sostenibili e flessibili che sarebbero necessarie per raggiungere gli obiettivi di azzeramento delle emissioni nette entro il 2050.
Stellungnahme des Bundesrates
Ad 1 e 4-7: Come già affermato nel parere sull’interpellanza 24.4011 Brenzikofer «Piani del Consiglio federale per le centrali nucleari (1)», il controprogetto indiretto all’iniziativa popolare «Energia elettrica in ogni tempo per tutti (Stop al blackout)», la quale chiede la revoca del divieto di costruzione di nuove centrali nucleari, non riguarda un progetto specifico e quindi nemmeno la tecnologia dei reattori di eventuali nuove centrali nucleari. Analogamente il controprogetto non riguarda né l’acquisto di tecnologie estere per le centrali nucleari né il finanziamento di nuovi impianti di questo tipo. Le centrali nucleari attualmente esistenti sono state finanziate senza fondi federali e oggi vengono mantenute in esercizio in modo economicamente efficiente. Attraverso il suo controprogetto indiretto il Consiglio federale intende piuttosto sostenere l’apertura tecnologica nel settore della produzione di energia elettrica e permettere una discussione di fondo su eventuali nuove centrali nucleari. A 2: Il potenziamento delle energie rinnovabili rimane molto importante e deve essere perseguito con coerenza. Tuttavia, l’esperienza degli ultimi anni ha mostrato che molti progetti richiedono tempi molto lunghi e sono oggetto di numerosi ricorsi. A lungo termine si potrebbe rafforzare la sicurezza dell’approvvigionamento elettrico anche attraverso nuove centrali nucleari. Queste ultime e le energie rinnovabili non si escludono affatto a vicenda. Il Consiglio federale non ritiene che il controprogetto possa compromettere il clima per gli investimenti e la sicurezza della pianificazione per il potenziamento delle energie rinnovabili. A 3: Caratterizzate da un esercizio sicuro e rispettoso del clima e del territorio, le centrali nucleari esistenti in Svizzera rappresentano tuttora circa un terzo della produzione di elettricità e forniscono energia di banda affidabile. Senza una loro sostituzione verrebbe a mancare una fonte di energia elettrica estremamente importante, soprattutto in inverno. Il controprogetto consente di prendere in considerazione a lungo termine la costruzione di nuove centrali nucleari per garantire la sicurezza dell’approvvigionamento, qualora necessario e nell’ottica dell’apertura tecnologica.