25.3250 · Interpellanza · 2025-03-21
Dipartimento degli affari esteri
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Il 4 febbraio scorso il presidente Trump ha annunciato, alla presenza del primo ministro Netanyahu, il suo piano per Gaza: una pulizia etnica su vasta scala e la costruzione di una «Riviera» svuotata dei suoi abitanti e destinata ad accogliere i miliardari di tutto il mondo in cerca di investimenti. I Palestinesi, dal canto loro, saranno costretti a partire – con o senza coercizione – per altri Paesi, che saranno anch’essi più o meno costretti ad accoglierli. Nello stesso frangente, l’amministrazione Trump ha annunciato pubblicamente di non opporsi alla colonizzazione della Cisgiordania, il che costituisce un’altra grave violazione del diritto internazionale umanitario. Al di là delle conseguenze umanitarie, con milioni di Palestinesi privati delle loro terre e dei loro diritti, queste posizioni estremiste contribuiscono al drammatico indebolimento del diritto internazionale e soprattutto di quello umanitario. Dinanzi a simili dichiarazioni oltraggiose e criminali, quale è stata e quale sarà la reazione del Consiglio federale? L’Esecutivo ritiene che anche in questo caso si tratti di una pericolosa deriva dell’amministrazione statunitense, che si sta allontanando sempre di più dal diritto internazionale e dal multilateralismo, essenziali per il nostro Paese?L’Esecutivo ha valutato le conseguenze per la nostra sicurezza dell’abbandono delle regole comuni e quindi dell’obbligo per gli Stati di rispettare le frontiere internazionalmente riconosciute e il diritto internazionale umanitario? Anche l’Esecutivo pensa che ci si debba mobilitare per impedire che simili piani possano concretizzarsi e per collaborare attivamente con tutti i Paesi ancora impegnati a favore di una soluzione a due Stati, per esempio quelli arabi che hanno proposto un piano da 53 miliardi per la Striscia di Gaza?La Svizzera ha sempre affermato di contare su entrambe le parti nell’intento di definire insieme le condizioni per una pace duratura e i confini della futura Palestina. Purtroppo, vista la totale indisponibilità del Governo israeliano a negoziare una pace giusta che tenga conto dei diritti dei Palestinesi, l’Esecutivo condivide l’opinione che sia giunto il momento di fare pressione su Netanyahu affinché prenda in considerazione questa strada? Per esempio riconoscendo la Palestina, così da inviare chiaramente il messaggio che una pulizia etnica e la cancellazione del popolo palestinese, apertamente prospettati da Trump e Netanyahu, non sono un’opzione?
Stellungnahme des Bundesrates
1-3: Il Consiglio federale non commenta le dichiarazioni di altri governi, tranne quando riguardano direttamente la Svizzera. Constata però che il multilateralismo è in crisi e che il diritto internazionale è messo a dura prova e, nella sua Strategia di politica estera 2024–2027, accorda la priorità al loro rafforzamento e adeguamento. La posizione del Consiglio federale relativa al Medio Oriente, definita nella Strategia MENA 2021–2024, è fondata sul diritto internazionale. La Svizzera sottolinea regolarmente l’importanza di rispettare il diritto internazionale umanitario che vieta, tra le altre cose, lo sfollamento forzato di popolazioni e la colonizzazione.4-6: Il Consiglio federale sostiene la soluzione a due Stati democratici, Israele e Palestina, che vivono fianco a fianco in pace all’interno di confini sicuri e riconosciuti, ed è pronto a sostenere ogni iniziativa di pace credibile. Ha preso atto del piano arabo per la ricostruzione di Gaza e ha accolto con favore gli sforzi degli Stati arabi per migliorare la situazione umanitaria sul posto. Questo piano rappresenta una valida base per affrontare le questioni relative alla ricostruzione, al buongoverno e alla sicurezza. Il fatto di riconoscere uno Stato palestinese deve essere parte di una soluzione di pace duratura in Medio Oriente.