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25.3260 · Interpellanza · 2025-03-21

Dipartimento di giustizia e polizia

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Già in gennaio l’Associazione dei Comuni Svizzeri (ACS) ha denunciato una situazione a rischio di collasso in molti Comuni a causa dell’assegnazione improvvida ed eccessiva di richiedenti l’asilo da parte dei rispettivi Cantoni, messi a loro volta sotto pressione dalla distribuzione dei migranti decisa a livello federale.

Un caso di questo tipo si è verificato in questi giorni nel piccolo comune ticinese di Val Mara, dove un albergo verrà trasformato “temporaneamente” (?) in alloggio per almeno 40 richiedenti l’asilo. A quanto pare il Cantone ha coinvolto l’autorità comunale solo a decisione già presa.

La struttura si trova in zona residenziale e poco servita dai mezzi pubblici, i problemi che essa causerà alla popolazione e alle attività economiche presenti in loco sono fin troppi facili da prevedere.

Chiedo al CF:

  • Fino a quando il CF intende mettere in difficoltà gli enti locali e la popolazione residente con una politica d’asilo eccessivamente permissiva?

  • Non ritiene il CF che il Ticino, in materia di asilo, sia già sufficientemente penalizzato dalla propria posizione geografica a ridosso dell’Italia, e dunque il numero di richiedenti l’asilo assegnato al Cantone debba essere ridotto?

  • Il CF considera adeguatamente le conseguenze negative per la popolazione ed i servizi pubblici locali dell’arrivo di numeri importanti di asilanti in realtà piccole e discoste?

  • Non ritiene il CF troppo comodo asserire che la responsabilità della sicurezza ricade sulla polizia cantonale e comunale, scaricandosi di fatto delle proprie responsabilità?

Stellungnahme des Bundesrates

  1. La revisione della legge sull’asilo è stata adottata dal Parlamento e accolta dal Popolo nella votazione del 5 giugno 2016 con il 66,8 per cento dei voti, in Ticino con il 55,8 per cento. La legge riveduta è entrata in vigore il 1° marzo 2019 e il Consiglio federale si conforma alla volontà democratica del Popolo svizzero. L’alloggio dei richiedenti l’asilo è una responsabilità congiunta della Confederazione, dei Cantoni e dei Comuni; l’attuazione della politica d’asilo si fonda su questa collaborazione volta a garantire il rispetto dei principi del diritto rispondendo in maniera efficace alle sfide attuali.

  2. I richiedenti l’asilo che entrano in Svizzera attraverso il Canton Ticino sono registrati nel centro federale d’asilo Pasture e trasferiti, in base alla chiave di ripartizione proporzionale alla popolazione, nelle altre regioni procedurali per lo svolgimento delle procedure di asilo. La Confederazione e i Cantoni hanno concordato di tenere conto delle prestazioni particolari dei Cantoni che ospitano i centri di asilo o dei Cantoni aeroportuali nella ripartizione dei richiedenti asilo tra i Cantoni. Inoltre, nel calcolo della quota del Cantone Ticino sono considerati i centri federali d’asilo di Chiasso e Pasture nonché i rinvii eseguiti a partire da questi centri. Il numero di richiedenti l’asilo attribuiti al Cantone è ridotto di conseguenza.

  3. Il Consiglio federale tiene pienamente conto delle implicazioni per la popolazione e i servizi pubblici locali. Conformemente alla legge sull'asilo, la ripartizione dei richiedenti asilo mira a garantire un'equa ripartizione tra i Cantoni. Il Consiglio federale lavora in stretta collaborazione con i Cantoni e i Comuni per garantire che le sfide legate all'accoglienza dei richiedenti asilo siano gestite in modo equilibrato e che nessuna regione debba sostenere un onere sproporzionato. A tal fine, per ogni struttura federale d’asilo è istituito un gruppo di accompagnamento composto dalle autorità comunali e dai servizi pubblici coinvolti, compresa la polizia cantonale. Le difficoltà riscontrate ed eventuali conseguenze negative sono trattate in questo contesto. Le modalità di gestione dei singoli centri sono inoltre sistematicamente disciplinate in una convenzione tra tutte le parti coinvolte.

  4. Il Consiglio federale applica il principio di sussidiarietà proprio al sistema federale svizzero: la sicurezza nello spazio pubblico è di competenza delle autorità cantonali. La Confederazione sostiene tuttavia finanziariamente i Cantoni, in particolare attraverso un contributo forfettario proporzionale alle dimensioni del centro, per i costi per la sicurezza. La Segreteria di Stato della migrazione (SEM) è responsabile della sicurezza all'interno dei centri federali e a tal fine incarica una società privata. Elabora un ampio dispositivo di sicurezza, coordinato con le autorità cantonali e comunali interessate e comprendente, se necessario, pattugliamenti esterni. Il Comune indica alla SEM le zone, i quartieri e le strade da sorvegliare in via prioritaria. Questa condivisione delle responsabilità consente una gestione del centro adeguata alle specificità locali.