25.3273 · Interpellanza · 2025-03-21
Dipartimento di giustizia e polizia
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
In seguito all’annuncio del Consiglio federale del 29 gennaio 2025, è preoccupante che il divieto delle adozioni internazionali auspicato dal consigliere federale Beat Jans abbia portato a una moratoria di fatto. Le famiglie, le istituzioni e i bambini coinvolti patiscono già l’incertezza creata dall’annuncio del Governo.Il PLR critica che questo divieto generalizzato, volto a combattere gli abusi, allo stesso tempo privi migliaia di bambini dell’opportunità di trovare genitori amorevoli in Svizzera. Per questo motivo invitiamo il Consiglio federale a rispondere rapidamente alle domande seguenti:Conferma che l’annuncio di un divieto delle adozioni internazionali comporta notevoli ritardi nella procedura di adozione e implica quindi già pesanti conseguenze per le famiglie e i bambini coinvolti? Quali casi concreti di abusi o rischi di abusi sono all’origine della decisione di vietare in futuro le adozioni internazionali? In che misura questi casi giustificano un divieto generalizzato? Il Consiglio federale ritiene che un divieto generalizzato costituisca lo strumento appropriato per combattere gli abusi? Quali misure alternative, proporzionate ed etiche potrebbero essere adottate per prevenire gli abusi preservando la possibilità delle adozioni internazionali?Il Consiglio federale ritiene che sarebbe stato possibile, sul piano giuridico, combattere in maniera mirata gli abusi nelle procedure di adozione internazionale senza sprofondare le famiglie e tutti i bambini coinvolti in un’incertezza giuridica? Quali sono gli aspetti di diritto costituzionale in questo contesto?Esistono casi comparabili in altri Paesi in cui abusi nelle procedure di adozione internazionale hanno potuto essere trattati in maniera mirata senza emanare alcun divieto generalizzato? Se sì, quali insegnamenti trae il Consiglio federale da questi esempi per la situazione in Svizzera? Come intende procedere in futuro per garantire la protezione dagli abusi e allo stesso tempo assicurare che i bambini che ne hanno bisogno possano sempre trovare genitori amorevoli in Svizzera grazie all’adozione internazionale?
Stellungnahme des Bundesrates
1. La decisione del Consiglio federale del 29 gennaio 2025 concerne l’elaborazione di un avamprogetto di revisione del diritto in materia di adozione internazionale. Non comporta dunque conseguenze per la situazione giuridica attuale: le procedure d’adozione internazionale continuano a essere trattate e possono essere presentate nuove domande, come è stato comunicato alle autorità centrali dei Cantoni e dei principali Paesi d’origine con cui la Svizzera coopera. Finora non vi sono state reazioni da parte delle autorità centrali estere. I dossier continuano a essere trattati come d’abitudine, vale a dire che le proposte per l’accoglienza di un bambino specifico sono ricevute e trattate e che nuovi dossier sono inviati dai Cantoni ai fini della trasmissione all’estero. Non sono stati quindi constatati ritardi nel trattamento dei dossier né da parte dell’Ufficio federale di giustizia (autorità centrale federale conformemente alla Convenzione dell’Aia sull’adozione internazionale; RS 0.211.221.311) né da parte delle autorità estere. Come per ogni modifica legislativa, si pone la questione dell’applicazione del nuovo diritto – nella fattispecie la sospensione delle adozioni internazionali – alle procedure in corso al momento dell’entrata in vigore del diritto. La questione sarà esaminata nel quadro del processo legislativo. Si porrebbe anche in uno scenario di riforma implicante una diminuzione del numero di Paesi d’origine con cui un’adozione è possibile. 2. Il Consiglio federale si è fondato sul rapporto finale del 27 giugno 2024 del gruppo d’esperti «Adozione internazionale» (disponibile all’indirizzo www.bj.admin.ch > Società > Progetti di legislazione in corso > Adozione internazionale), basato su numerose fonti, tra cui i lavori della Conferenza dell’Aia di diritto internazionale privato. 3., 4. e 6. Nel suo rapporto finale del 27 giugno 2024, il gruppo d’esperti giunge alla conclusione che lo statu quo non è soddisfacente e propone due scenari per una futura politica in materia di adozione internazionale in Svizzera: lo scenario di una sospensione completa e quello di una riforma comportante in particolare una riduzione dei Paesi di cooperazione e una riorganizzazione (concentrazione delle competenze) in Svizzera. Il gruppo d’esperti fa notare che nemmeno una riforma efficace e profonda del sistema attuale può escludere abusi futuri. Il Consiglio federale ritiene quindi che riforme da sole non permetterebbero di tenere sufficientemente conto del bene del bambino. Il gruppo d’esperti solleva inoltre la questione della proporzionalità alla luce dell’esiguo numero di adozioni internazionali in Svizzera (una trentina all’anno). In seguito alla decisione del Consiglio federale del 29 gennaio 2025, l’Ufficio federale di giustizia elaborerà un avamprogetto di revisione del diritto in materia di adozione internazionale. Per favorire un ampio dibattito in seno alla società su questo sensibile tema, l’avamprogetto conterrà due opzioni: la sospensione delle adozioni internazionali, preferita dal Consiglio federale, e un’opzione di riforma. 5. Progetti di revisione del diritto in materia di adozione internazionale sono in corso in svariati Paesi comparabili alla Svizzera con l’obiettivo di ridurre o sospendere le adozioni internazionali. I Paesi Bassi hanno in un primo tempo riformato il loro sistema e poi hanno deciso di disimpegnarsi dall’adozione internazionale. In altri Paesi sono in corso riforme (p. es. in Belgio, Svezia, Norvegia o nel Québec), in certi casi accompagnate da una moratoria fino alla conclusione della fase di analisi e della riforma. Negli ultimi anni diversi Paesi hanno drasticamente ridotto il numero di Paesi di cooperazione o hanno interrotto cooperazioni in seguito ad analisi negative. Anche alcuni Paesi d’origine hanno di recente deciso di limitare se non addirittura sospendere del tutto l’adozione internazionale (p. es. la Cina o la Repubblica ceca).