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Perché le spese per la custodia dei figli delle persone prestanti servizio non sono assunte in tutti i casi per singoli giorni di servizio?

25.3287 · Interpellanza · 2025-03-21

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Attualmente le donne possono prestare volontariamente servizio nell’esercito svizzero e si auspica un netto aumento della loro quota. A tal fine è necessario eliminare gli incentivi o effetti negativi a discapito delle donne (e anche degli uomini).

Nell’ordinamento delle indennità di perdita di guadagno (IPG) è previsto che le spese di custodia per i figli vengano assunte soltanto in caso di servizio di almeno due giorni consecutivi. Per l’allestimento del rapporto annuale, quale esempio gli ufficiali ricevono soltanto un ordine di servizio di un giorno. Se un maggiore viene convocato per due giorni di servizio, riceve dall’ordinamento delle IPG un’indennità per la custodia dei figli da parte di terzi per questi giorni. Se invece si tratta di un singolo giorno di servizio, l’ordinamento delle IPG non assume le spese, che la stessa persona dovrà pagare di tasca propria. In tal caso, a determinate condizioni, vi è la possibilità di richiedere un’indennità al Servizio sociale dell’esercito. Evidentemente, però, le persone interessate non sono sufficientemente informate al riguardo e non sanno dell’esistenza di questa alternativa per l’assunzione delle spese tramite un altro servizio.

Alla luce di questa situazione, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:

  1. Perché attualmente le spese effettive per la custodia dei figli delle persone prestanti servizio non sono assunte in tutti i casi per singoli giorni di servizio?

  2. Può confermare che in questo caso il sostegno del Servizio sociale dell’esercito è troppo poco noto alle persone prestanti servizio e che occorre migliorare la comunicazione?

  3. È disposto ad adeguare gli opuscoli informativi delle IPG integrandovi queste situazioni?

  4. È disposto a garantire che anche a fronte di una convocazione per un servizio di un giorno le spese di custodia vengano assunte in tutti i casi? Come intende attuare questo proposito? Lo farà di propria iniziativa?

  5. Quante convocazioni per singoli giorni di servizio vengono effettuate all’anno per grado di servizio e sesso? Si può fornire una stima delle persone interessate e delle spese annue?

Stellungnahme des Bundesrates

1., 3. e 4. Conformemente all’articolo 7 della legge sulle indennità di perdita di guadagno (LIPG; RS 834.1), le persone prestanti servizio che vivono in comunione domestica con uno o più figli d’età inferiore ai 16 anni hanno diritto all’assegno per spese di custodia se prestano servizio per almeno due giorni consecutivi e, a causa di questo servizio, hanno sostenuto spese supplementari per la custodia dei figli. Il legislatore ha ritenuto che, di norma, l’assenza di una persona con figli prestante servizio soltanto per un giorno sia finanziariamente sostenibile, presumendo che in tali casi la custodia possa essere assunta dall’altro genitore, da familiari o da conoscenti. Inoltre, il trattamento di richieste e il versamento di assegni per singoli giorni comporterebbe spese amministrative eccessive. In aggiunta, la fissazione di un numero minimo di giorni di servizio riduce il rischio di richieste abusive di assegni, per esempio per servizi molto brevi o sporadici. L’opuscolo informativo 6.01 sulle indennità di perdita di guadagno (www.ahv-iv.ch -> Opuscoli -> Prestazioni dell’IPG [servizio, maternità, per l’altro genitore, assistenza e adozione]) fornisce ampie informazioni sul diritto all’assegno per spese di custodia (punto 5). 2. Il Servizio sociale dell’esercito adempie il mandato di cui all’articolo 31 della legge militare (LM; RS 510.10) offrendo consulenza sociale a tutte le persone prestanti servizio. In virtù dell’ordinanza sul Fondo sociale per la difesa e la protezione della popolazione (OFDP; RS 611.021), dispone inoltre della possibilità di fornire aiuto finanziario, se questo rispetta i criteri dell’ordinanza e dei regolamenti delle fondazioni finanziatrici. In questo contesto è possibile l’assunzione delle spese per la custodia dei figli, se da una valutazione globale del singolo caso emerge che ci si trova di fronte a una situazione di bisogno o a svantaggi sproporzionati (art. 2 OFDP). Nelle sue basi, il Servizio sociale dell’esercito riconosce esplicitamente il problema della custodia dei figli e provvede già a informare in merito. Nel 2024 i temi relativi a famiglia, figli e finanze sono stati trattati in combinazione in 397 casi (8 %), il che indica che la questione è di per sé nota. 5. Secondo la statistica del Sistema di gestione del personale dell’esercito e i dati dell’Ufficio federale del servizio civile, nel 2024 circa 70 800 persone hanno prestato singoli giorni di servizio nell’esercito (servizio normale), nel servizio civile e nella protezione civile. Il 4 per cento (2900 persone) erano donne. Il 60 per cento delle persone che hanno prestato singoli giorni di servizio ha almeno il grado di sottufficiale (servizio civile escluso). Secondo le cifre più recenti del registro delle IPG, l’11 per cento (16 100 persone) delle persone prestanti servizio nell’esercito (servizio normale), nel servizio civile e nella protezione civile ha percepito un assegno per i figli e lo 0,05 per cento (meno di 100 persone) ha percepito un assegno per spese di custodia. Tra le donne la quota è più alta che tra gli uomini, ma comunque inferiore all’1 per cento. Nel 2023, le spese complessive per gli assegni per spese di custodia sono ammontate a quasi 60 000 franchi.