25.3313 · Interpellanza · 2025-03-21
Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport
Liquidato
Wortlaut
Il parere del Consiglio federale relativo all’interpellanza 24.4484 è contraddittorio e non del tutto comprensibile. Questo riguarda in particolare l’affermazione secondo cui le persone soggette all’obbligo di prestare servizio militare che non sono incorporate in formazioni (ad es. militari all’ultimo anno del loro obbligo di prestare servizio militare nonché militari in ferma continuata «proscioglimento dei militari in ferma continuata dall’obbligo di prestare servizio militare secondo l’art. 20 OOPSM») non potrebbero essere chiamate in servizio per effettuare servizio d’appoggio o servizio attivo. Inoltre, in particolare sullo sfondo degli sviluppi geopolitici (a cui il Consiglio federale fa ripetutamente riferimento) è sconcertante che facendo riferimento ad «argomenti di comodo» esso voglia rinunciare a chiamare in servizio migliaia di militari che in realtà potrebbero essere chiamati in servizio.
Si pongono ora le seguenti domande:
1. Il Consiglio federale può confermare che i seguenti gruppi possono essere chiamati in servizio?
Militari all’ultimo anno dell’obbligo di prestare servizio militare (cfr. Ip. 21.3343 e Ip. 24.3662)?
Militari in ferma continuata secondo l’articolo 20 OOPSM (cfr. Ip. 22.3744 nonché commenti ai singoli articoli dell’OOPSM [in tedesco], in merito all’art. 20, pag. 8)?
In caso contrario, perché no?
2. In questo contesto, corrisponde al vero che il 1° marzo 2024 avrebbero potuto essere chiamati in servizio d’appoggio o in servizio attivo più di 170 000 militari?
3. Il Consiglio federale può confermare che,
nel caso di un servizio d’appoggio le sfide seguenti non costituiscono un motivo che impedisce di chiamare in servizio militari: equipaggiamento, istruzione e (re)incorporazione in formazioni (cfr. art. 75 cpv. 4 LM)?
in caso di evento possono essere chiamate in servizio ulteriori truppe e ordinate nuove convocazioni (art. 77 cpv. 2 LM) e l’obbligo di prestare servizio militare (ad es. anche per militari all’ultimo anno dell’obbligo di prestare servizio militare) possa essere aumentato di cinque anni (cfr. art. 13 cpv. 2 lett. b LM)?
In caso contrario, perché no?
4. Sulla scorta della domanda 3, il Consiglio federale può confermare che tutti i militari che teoricamente possono essere chiamati in servizio lo siano anche nella pratica, qualora lo richiedesse la situazione geopolitica e se vi fosse la volontà di farlo? In caso contrario, perché no?
5. Il Consiglio federale è disposto a fare in modo che il DDPS a partire da ARMA25 indichi di volta in volta anche il totale di militari che possono essere chiamati a prestare servizio d’appoggio e servizio attivo (cfr. il parere alla domanda 5 dell’Ip. 24.4484)?
Stellungnahme des Bundesrates
Da un punto di vista meramente giuridico, i militari all’ultimo anno dell’obbligo di prestare servizio militare e i militari in ferma continuata che hanno assolto interamente il servizio d’istruzione obbligatorio possono essere chiamati in servizio per effettuare servizio d’appoggio o servizio attivo fino al termine dell’obbligo di prestare servizio. Una chiamata in servizio per un servizio attivo o un servizio d’appoggio è giuridicamente possibile. Tuttavia, il fatto che non sia possibile equipaggiare in modo completo, istruire in modo specifico all’impiego e alloggiare contemporaneamente tutti i militari che possono essere chiamati a effettuare uno di questi servizi, è un fattore limitante. Questo riguarda in particolare anche i citati ex militari in ferma continuata che quattro anni dopo aver assolto il proprio servizio d’istruzione obbligatorio hanno riconsegnato il loro equipaggiamento personale (art. 54a della legge militare; RS 510.10) e che sino all’assolvimento dell’obbligo minimo di prestare servizio militare di sette anni (art. 13 cpv. 2 LM) continuano a far parte per altri tre anni di un pool di personale solamente sotto il profilo amministrativo (art. 1 cpv. 2 dell’organizzazione dell’esercito; RS 513.1). Bisogna inoltre tenere presente che l’istruzione di queste persone soggette all’obbligo di prestare servizio militare risale a quattro fino a sette anni prima. Alla luce di quanto precede, una chiamata in servizio di tutte le persone soggette all’obbligo di prestare servizio militare, che possono essere chiamate in servizio dal punto di vista meramente giuridico, non risulta essere appropriata in qualsiasi caso. a. Di regola e per quanto possibile nel servizio d’appoggio vengono impiegate truppe che si trovano in servizio (art. 75 cpv. 1 LM). I militari di queste truppe sono equipaggiati con il loro proprio materiale personale e sono istruiti secondo la loro funzione. Per una reincorporazione di militari incorporati in una formazione al di fuori dell’esercito, come ad esempio i militari in ferma continuata che hanno assolto interamente il servizio d’istruzione obbligatorio (art. 54a cpv. 4 LM) o i militari degli altri pool di personale non vi sono motivi d’impedimento sotto il profilo giuridico. Tuttavia a livello pratico sorgono dei problemi. A seconda dello scopo dell’impiego in servizio d’appoggio e della portata richiesta della chiamata in servizio può rivelarsi una sfida procurarsi in tempo utile il materiale indispensabile mancante nella quantità necessaria. Inoltre l’istruzione specifica all’impiego, che dev’essere assolta prima di ogni impiego, potrebbe durare più del previsto in quanto l’istruzione di base militare o gli ultimi corsi di ripetizione dei militari supplementari chiamati in servizio risalgono a troppo tempo addietro. Nella pratica questi aspetti depongono a sfavore di una chiamata in servizio, a meno che non sia assolutamente necessario.b. Sì.c. – No. Si rimanda alla risposta alla domanda 2. Il Censimento dell’esercito contiene già oggi le cifre rilevanti sui militari che possono essere chiamati in servizio per il 1° marzo (giorno di riferimento del Censimento dell’esercito) sia per il servizio d’appoggio sia per il servizio attivo. Un totale complessivo ipotetico (cfr. risposta 2) risulterebbe fuorviante. Il Censimento dell’esercito serve inoltre a gestire le direttive in materia di fabbisogno di nuove leve per tutti i gradi militari e non come strumento per la gestione della prontezza dell’esercito.