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25.3314 · Mozione · 2025-03-21

Dipartimento delle Finanze

Pianificato nel Consiglio nazionale

Wortlaut

In seguito al cambiamento strutturale della piazza bancaria svizzera, la garanzia dei depositi deve essere orientata alle banche più grandi. A tal fine, è necessario aumentare la somma totale degli impegni contributivi, esaminare un finanziamento ex ante ed elaborare una strategia per finanziare la garanzia dei depositi nel caso in cui i fondi previsti siano insufficienti.

Begründung

La garanzia dei depositi è uno strumento importante per rafforzare la fiducia dei depositanti nella loro banca e ridurre il rischio di una corsa agli sportelli («bank run»). Si tratta inoltre di uno strumento riconosciuto a livello internazionale e rientra tra gli standard fondamentali («key standard») del Financial Stability Board (FSB). L’analisi di diritto comparato concernente la regolamentazione e la vigilanza sui mercati finanziari nonché la regolamentazione TBTF, effettuata nell’ambito dell’indagine della Commissione parlamentare d’inchiesta (CPI) [1], evidenzia le lacune normative svizzere rispetto alle raccomandazioni del FSB e ad altre giurisdizioni rilevanti. A titolo di confronto: negli Stati Uniti l’agenzia statale Federal Deposit Insurance Corporation (FDIC) garantisce i depositi fino a 250 000 dollari statunitensi con un finanziamento ex ante e un grado di copertura di almeno l’1,35 per cento. L’UE garantisce i depositi fino a 100 000 euro con un finanziamento ex ante del 70 per cento e un grado di copertura dello 0,8 per cento. A Singapore, i depositi fino a 100 000 dollari statunitensi sono garantiti da un fondo ex ante.

La Svizzera dispone di un sistema di garanzia dei depositi attraverso l’organismo di autodisciplina esisuisse. Tuttavia, tale garanzia è limitata all’1,6 per cento della somma totale dei depositi garantiti, il che non è sufficiente in caso di necessità, soprattutto dopo la concentrazione del mercato nel settore bancario a seguito della fusione d’urgenza di Credit Suisse. Inoltre, il finanziamento della garanzia dei depositi è dovuto solo nel momento in cui un istituto affiliato ne fa richiesta. Tuttavia, in questo modo si riduce la liquidità delle banche affiliate proprio in un momento di crisi, il che aumenta il rischio di contagio. Tale situazione non è stata pienamente considerata nemmeno nel quadro dell’ultima revisione (deposito di titoli) della legge dell’8 novembre 1934 sulle banche (LBCR; RS 952.0). Per evitare effetti prociclici, occorre esaminare un finanziamento integrale ex ante, come raccomandato dal Fondo monetario internazionale (FMI) nell’ultima valutazione della Svizzera. È inoltre necessario elaborare una strategia per finanziare la garanzia dei depositi qualora i fondi previsti non siano sufficienti. L’efficacia della strategia, in caso di applicazione, deve essere verificata mediante un test.

[1]: Lea Hungerbühler, Rechtsvergleichende Analyse der Regulierung und Beaufsichtigung der Finanzmärkte sowie der TBTF-Regulierung, 2024

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale ritiene che sia necessario intervenire nell’ambito della protezione dei depositanti, soprattutto nell’ottica di una società che usa sempre meno contanti nella vita quotidiana. Per questo motivo, il progetto di legge per l’attuazione delle misure contenute nel rapporto del Consiglio federale del 10 aprile 2024 sulla stabilità delle banche e in quello della Commissione parlamentare d’inchiesta del 20 dicembre 2024 prevede anche provvedimenti volti a rafforzare la protezione dei depositanti.Tuttavia, come illustrato nel rapporto del 10 aprile 2024, il Consiglio federale è dell’idea che non sia necessario intervenire né in merito all’importo massimo dei depositi garantiti pari a 100 000 franchi per ogni cliente (depositi privilegiati), né sul finanziamento integrale ex ante della garanzia dei depositi.Come emerge dal confronto con gli Stati Uniti, anche un limite individuale notevolmente più elevato può essere ritenuto insufficiente, motivo per cui l’agenzia statunitense FDIC è stata costretta nel marzo 2023 a garantire la totalità dei depositi della Silicon Valley Bank. Inoltre, un aumento marcato o illimitato del limite individuale provocherebbe incentivi inappropriati presso i depositanti in termini di scelta della banca nonché entità e ripartizione dei depositi. Di conseguenza, aumenterebbe significativamente anche il fabbisogno di finanziamento della garanzia dei depositi.Nel complesso, i depositi garantiti presso le banche svizzere ammontano a oltre 500 miliardi di franchi. Dall’entrata in vigore delle norme sulla garanzia dei depositi il 1° gennaio 2023, il grado di copertura della Svizzera pari all’1,6 per cento risulta elevato nel confronto internazionale.Già oggi le banche associate a esisuisse sono tenute a depositare titoli facilmente realizzabili di elevata qualità o franchi svizzeri in contanti presso un ente di subcustodia sicuro per un importo pari alla metà dei propri impegni contributivi (0,8 % del totale dei depositi garantiti) oppure a concedere un prestito in contanti a esisuisse. Un finanziamento integrale ex ante della garanzia dei depositi non consentirebbe di migliorare in maniera sostanziale la protezione dei depositanti rispetto allo stato attuale. A tal proposito, sarebbe necessario un fondo con investimenti liquidi pari a circa 8 miliardi di franchi, che andrebbe costituito e gestito dalle banche per un lungo periodo. Per finanziarlo sarebbe probabilmente necessario aumentare anche le tasse dei depositanti. Il Consiglio federale ritiene che il rapporto costi-benefici di un siffatto adeguamento dell’attuale sistema non sarebbe vantaggioso.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.