25.3359 · Interpellanza · 2025-03-21
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Il governo degli Stati Uniti ha deciso di limitare l’accesso della Svizzera ai chip ad alte prestazioni. Questi chip sono particolarmente importanti per le applicazioni basate sull’intelligenza artificiale (IA), sia per la ricerca e lo sviluppo sia per l’innovazione (ad esempio le start-up di IA), ma anche per l’economia e la piazza economica svizzera in generale. Il governo degli Stati Uniti vuole proteggere le proprie tecnologie e renderle disponibili senza restrizioni solo agli Stati alleati, di cui la Svizzera sembrerebbe non fare più parte. In questo contesto, è ancora più degno di nota il fatto che ICT-Formazione professionale Svizzera offre una nuova formazione nel campo dell’IA in collaborazione esclusiva con il gruppo tecnologico cinese Huawei. Il progetto è stato approvato dalla Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l’innovazione nell’agosto 2024. Desidero quindi porre le seguenti domande:
1. Quali sono le ragioni per cui gli Stati Uniti apparentemente non si fidano che la Svizzera protegga le loro tecnologie da Paesi che hanno un approccio critico nei loro confronti?
2. Quali sforzi sta compiendo il Consiglio federale per proteggere in modo efficace il know-how svizzero e le tecnologie degli Stati amici?
3. Che cosa sta facendo il Consiglio federale per impedire azioni di spionaggio nell’ambito della ricerca universitaria?
4 Il Consiglio federale continuerà ad autorizzare cicli di formazione sponsorizzati in esclusiva da aziende cinesi vicine al governo?
Stellungnahme des Bundesrates
1. All’inizio dell’anno l’amministrazione Biden aveva previsto di esentare alcuni Paesi dalla stretta relativa alla spedizione di circuiti integrati avanzati («chip di IA») a soggetti esterni agli Stati Uniti, senza però concedere a nessun Paese accesso illimitato ai chip di IA più avanzati e alle tecnologie correlate provenienti dagli Stati Uniti. In stretta collaborazione con gli attori dell’industria, della ricerca e dell’innovazione interessati, il Consiglio federale sta valutando varie misure per facilitare l’accesso ai beni in questione. A tal scopo sono inoltre in corso discussioni con le autorità dell’amministrazione Trump. Le disposizioni previste saranno probabilmente soggette a diverse modifiche, e potrebbero non contemplare una suddivisione in gruppi di Paesi.2. Al momento le tensioni geopolitiche hanno un impatto sul funzionamento dei controlli multilaterali sulle esportazioni nell’ambito degli aggiornamenti degli elenchi dei beni a duplice impiego, che possono essere utilizzati sia per scopi civili che militari. Per tener conto del progresso tecnologico, i più importanti partner commerciali della Svizzera hanno convenuto di coordinare i relativi controlli nazionali, in modo da continuare ad applicare i principi unitari armonizzati a livello internazionale nei controlli sull’esportazione dei beni. Il 13 dicembre 2024 il Consiglio federale ha deciso di continuare a voler puntare all’armonizzazione internazionale degli elenchi dei beni a duplice impiego. Il 2 aprile 2025, con la modifica all’ordinanza sul controllo dei beni a duplice impiego (OBDI; RS 946.202.1), ha deciso di introdurre nuovi controlli sulle esportazioni di beni a duplice impiego nei settori dell’informatica quantistica, della produzione di semiconduttori d’avanguardia, dell’intelligenza artificiale e della fabbricazione additiva. La modifica è entrata in vigore il 1° maggio 2025. Con questo adeguamento si intende garantire che i controlli sulle esportazioni svolti dalla Svizzera continuino a essere armonizzati a livello internazionale e che anche le future evoluzioni tecnologiche possano essere oggetto di accertamenti sulle esportazioni.3. Entro i limiti del suo mandato definito dalla legge e delle sue risorse, il Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) contribuisce alla sicurezza delle conoscenze e della ricerca. Dal 2004 conduce il programma «Prophylax», che mira a sensibilizzare aziende, amministrazioni pubbliche e istituti di ricerca in merito alle minacce derivanti dalla proliferazione e dallo spionaggio (dal 2013 tramite il modulo «Technopol»). Oltre alla sensibilizzazione, Technopol propone al pubblico destinatario misure di sicurezza concrete per una migliore protezione contro il trasferimento illegale di conoscenze e di tecnologie come pure contro la fuga indesiderata di informazioni e dati. In caso di sospetto spionaggio in un istituto di ricerca, il SIC può anche cercare informazioni e intervenire preventivamente a favore delle persone interessate. I casi rilevati vengono trasmessi alle autorità di perseguimento penale. A determinate condizioni, il SIC effettua anche valutazioni sulla minaccia rappresentata per la sicurezza interna da alcune persone che hanno richiesto un visto per studenti o ricercatori.Il Consiglio delle scuole universitarie della Conferenza svizzera delle scuole universitarie (CSSU) ha incaricato swissuniversities di coordinare da una prospettiva accademica le posizioni delle scuole universitarie riguardo alla sicurezza della ricerca e delle conoscenze all’interno di un gruppo di lavoro. Il compito principale di tale gruppo consiste nello sviluppo congiunto di criteri coerenti che aiutino le scuole universitarie e le altre istituzioni del settore della formazione superiore ad attuare le procedure necessarie per garantire la sicurezza della ricerca e delle conoscenze. Inoltre a novembre 2024 il capo del Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca ha istituito un gruppo di lavoro interdipartimentale dedicato, con il compito di esaminare, parallelamente alle attività svolte da swissuniversities, come possa essere offerto un valido sostegno alle scuole universitarie in merito a questo tema.4. Il titolo di studio menzionato (titolo provvisorio «Business AI Specialist») viene rilasciato sostenendo un esame federale di professione. Le organizzazioni del mondo del lavoro (oml) possono avviare la creazione di titoli per la formazione professionale superiore in collaborazione ad esempio con le aziende. Le oml sono gli organi responsabili degli esami federali di professione: disciplinano le condizioni di ammissione, il programma d’insegnamento, le procedure di qualificazione, i certificati e i titoli ed emanano i relativi contenuti sotto forma di regolamenti, che devono essere approvati dalla Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l’innovazione (cfr. art. 28 cpv. 2 e 3 della legge sulla formazione professionale [LFPr; RS 412.10]). La Confederazione supervisiona solo lo svolgimento degli esami, non i corsi di preparazione. I corsi – offerti da istituti di formazione cantonali, da associazioni di categoria o da operatori privati – non sono né regolamentati né controllati dalla Confederazione.