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25.3366 · Mozione · 2025-03-21

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di presentare al Consiglio dei diritti umani dell’ONU la richiesta di stralciare il punto 7 («La situazione dei diritti umani in Palestina e negli altri territori arabi occupati») dall’ordine del giorno permanente. Per trattare tale tematica è infatti già disponibile il punto 4 dell’ordine del giorno: «Situazioni dei diritti umani che richiedono l’attenzione del Consiglio».

Begründung

La Svizzera è stata uno degli attori chiave nella creazione del Consiglio dei diritti umani dell’ONU nel 2006. All’epoca venne adottato un ordine del giorno in dieci punti, ma il punto 7 è dedicato eccezionalmente solo alla questione Israele/Palestina. Questo trattamento speciale riservato a una determinata aerea — che purtroppo può essere definito come un accanimento contro Israele — non è giustificabile. Non rispecchia la reale situazione globale dei diritti umani e contraddice il principio secondo cui tutti gli Stati devono essere giudicati secondo criteri uniformi. Inoltre, è in contrasto con la definizione internazionale di antisemitismo adottata dall’International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA), e accettata anche dalla Svizzera, secondo cui è considerata antisemita anche l’applicazione di una doppia misura, imponendo a Israele un comportamento non previsto o non richiesto a qualsiasi altro Paese democratico. Il punto 7 dell’ordine del giorno dà regolarmente luogo a dibattiti di più giorni e conduce spesso a condanne discutibili nei confronti di Israele, mentre agli altri Paesi viene dedicata solo una minima parte del tempo disponibile. Circa il 50 per cento delle condanne è rivolto esclusivamente contro Israele, nonostante il 58 per cento dei Paesi membri del Consiglio dei diritti umani dell’ONU sia costituito da Stati non democratici. Inoltre, concentrare il punto 7 dell’ordine del giorno su un unico Paese è in contrasto con il principio della neutralità permanente della Svizzera, che impone la parità di trattamento. Se il punto 7 dovesse rimanere in vigore, la Svizzera dovrebbe, per coerenza, prendere in considerazione l’eventualità di uscire dal Consiglio dei diritti umani dell’ONU.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

In risposta alla mozione 17.3819, il Consiglio federale ha illustrato i difficili negoziati che hanno portato alla creazione del Consiglio dei diritti umani dell’ONU (CDU).La Svizzera resta convinta delle riserve espresse durante tali negoziati nel 2006–2007, a proposito della trattanda n. 7 dell’ordine del giorno del CDU. Dato che la “situazione dei diritti umani in Palestina e negli altri territori arabi occupati” è una trattanda a sé stante, ciò fa del conflitto israelo-palestinese l’unico a figurare permanentemente all’ordine del giorno del Consiglio. L’attenzione speciale rivolta alla questione solleva dubbi dal punto di vista istituzionale e del diritto internazionale, e contraddice il principio della parità di trattamento di tutte le situazioni nazionali. Già nel quadro della stesura della risoluzione 5/1, la Svizzera aveva pertanto sostenuto un approccio standardizzato e non discriminatorio.Allo stesso tempo, il Consiglio federale è consapevole della particolare sensibilità politica della questione. Vista la situazione attuale – caratterizzata da un conflitto armato in corso, una crisi umanitaria senza precedenti nella Striscia di Gaza e un contesto generale precario in Medio Oriente – ritiene che sia inappropriato avviare una discussione sullo stralcio del punto 7 dall’ordine del giorno. Una simile iniziativa comporterebbe un notevole rischio di accentuare la polarizzazione e non lascerebbe spazio a un dialogo obiettivo e costruttivo. Inoltre, le esperienze raccolte recentemente nell’ambito dei preparativi per l’auspicata quarta conferenza delle Alte Parti contraenti delle Convenzioni di Ginevra hanno dimostrato quanto sia difficile, attualmente, raggiungere un consenso, anche sulle questioni umanitarie.Alla luce di quanto precede, ad oggi il Consiglio federale non intende intavolare una discussione sullo stralcio del punto 7 dell’ordine del giorno. In qualità di Stato ospite del CDU, la Svizzera ha una responsabilità particolare per la stabilità e il corretto funzionamento di questo organismo. In seno al Consiglio, continua a sostenere l’applicazione coerente, obiettiva e non discriminatoria degli standard in materia di diritti umani. Quando la Svizzera interviene in merito al punto 7 dell’ordine del giorno, come ha fatto da ultimo nel 2020, agisce in maniera differenziata e con l’obiettivo di evitare critiche infondate o non equilibrate.A prescindere dalla presente mozione, nelle future riflessioni su possibili riforme dell’ordine del giorno permanente la Svizzera continuerà a impegnarsi affinché tutte le situazioni nazionali siano trattate al punto 4 («Situazioni dei diritti umani che richiedono l’attenzione del Consiglio»). Resta così fedele alla sua linea politica in fatto di diritti umani, adoperandosi per un dialogo obiettivo, giusto e costruttivo presso il CDU.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.