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25.3401 · Postulato · 2025-03-21

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Pianificato nel Consiglio nazionale

Wortlaut

Il Consiglio federale è invitato a redigere un rapporto sulla promozione di misure contro il burn-out e l’esaurimento emotivo sul posto di lavoro. Nel farlo va considerato che il burn-out è un fenomeno multifattoriale e che nella prevenzione è fondamentale un ambiente di lavoro sano, che offra sostegno e una buona conciliabilità fra vita lavorativa e familiare. Va accordata maggiore attenzione ai gruppi e ai settori particolarmente colpiti. Datori di lavoro e lavoratori devono essere sensibilizzati ancora maggiormente e messi nella condizione di riconoscere i rischi e di poter intervenire per tempo. Oltre a sottolineare le buone pratiche, il rapporto dovrebbe operare un confronto con le misure adottate negli altri Paesi. Vanno considerate le competenze dei vari attori – in particolare Confederazione, Cantoni, datori di lavoro, lavoratori e settore sanitario – nonché presentate misure e raccomandazioni.

Begründung

Stando all’Ufficio federale di statistica, in Svizzera il 22 per cento della popolazione attiva si sente sempre più spossato a livello emotivo. Gli studi confermano che la pressione causata da una società basata sulla performance e la commistione di vita privata e lavorativa portano a sempre maggiore stress ed esaurimento. Alle persone colpite, il burn-out causa grandi sofferenze psichiche e fisiche, con conseguenze anche finanziarie. Ma c’è dell’altro: il burn-out è anche responsabile di ingenti danni economici per le imprese. I collaboratori in burn-out sono meno produttivi e possono rimanere a lungo in malattia. Il danno economico è stimato a diversi miliardi di franchi e aumenta ancora, a livello sociale, se si includono anche i costi dell’assicurazione invalidità.
Il burn-out non è considerato una malattia, ma una sindrome derivante da stress lavorativo cronico non trattato. Lo «stress lavorativo» comprende anche mansioni non remunerate come la cura dei familiari e i compiti domestici. I sintomi di questa sindrome sono la perdita di energia e l’esaurimento, un atteggiamento sempre più negativo o il disinteresse per il proprio lavoro e una perdita di efficacia. Lo scopo del presente postulato non è far riconoscere il burn-out come malattia professionale, dato che le richieste in tal senso sono state respinte dal Parlamento.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

La salute mentale è un tema molto importante per la salute pubblica, le cui sfide riguardano l’intera popolazione. In molti Paesi industrializzati al burn-out viene data grande attenzione. Il Consiglio federale è consapevole delle sfide relative a questo fenomeno e condivide le preoccupazioni espresse dall’autore del postulato sulle possibili conseguenze su datori di lavoro e lavoratori.

È però importante ribadire le responsabilità previste nella legge sul lavoro (LL; RS 822.11). In virtù dell’articolo 6 LL, la protezione della salute sul posto di lavoro – che comprende integrità fisica e psichica – è di competenza sia del datore di lavoro, sia del lavoratore. La legge conferisce loro un ampio margine di manovra per identificare, adeguare e applicare mezzi di prevenzione appropriati ai contesti specifici delle diverse imprese.

Il burn-out è un problema complesso, multifattoriale, la cui definizione non ha ancora trovato un consenso unanime all’interno della comunità scientifica. Non esiste una soluzione unica, applicabile a tutte le imprese o una soluzione specifica per un determinato settore o gruppo di dipendenti: ogni caso è a sé stante e la prevenzione deve essere definita su misura per il contesto professionale.

Le imprese possono già beneficiare di un ampio sostegno. La SECO mette a disposizione informazioni sulla prevenzione dei rischi psicosociali sul posto di lavoro e un apposito opuscolo dal titolo «Prevenire il burnout». Altre pubblicazioni sulle misure di prevenzione sono per esempio proposte da Promozione Salute Svizzera o dal programma di prevenzione «Laboratorio di leadership» (opuscoli, liste di controllo). Queste offerte, basate sulle buone pratiche e su una vasta letteratura internazionale, sono già note alle imprese e non risulta dunque necessario redigere un rapporto soltanto per elencarle. Per quanto riguarda la conciliabilità fra vita professionale e privata, anch’essa menzionata nel postulato, occorre ricordare che a inizio anno la SECO ha pubblicato una versione aggiornata del manuale per le PMI «Lavoro e famiglia».

Tenuto conto di quanto precede, il Consiglio federale ritiene che non sia necessario redigere un rapporto sulla promozione di misure contro il burn-out e l’esaurimento emotivo sul posto di lavoro. Anziché commissionare un nuovo rapporto, vanno considerate le misure già note ponendo l’accento sulla loro effettiva attuazione.



Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.