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25.3405 · Postulato · 2025-03-21

Dipartimento dell'interno

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di vagliare diverse varianti e impostazioni per un reddito minimo garantito incondizionato dinamico e illustrare in un rapporto gli effetti di queste varianti e quali altri approcci permetterebbero di ridurre la disparità a livello di reddito e sostanza in modo adeguato, efficace e fattibile.

Begründung

Il 5 giugno 2016 i votanti svizzeri hanno respinto un’iniziativa sull’introduzione di un reddito di base incondizionato. Tra i punti controversi dell’iniziativa vi era il fatto che il reddito di base incondizionato proposto avrebbe dovuto essere versato a tutti gli abitanti in Svizzera, a prescindere dalla loro situazione finanziaria. La questione di un reddito di base per coprire il fabbisogno vitale è più che mai di attualità: in Svizzera oltre un milione di persone sono povere o a rischio di povertà e il numero di quelle che devono farcela con occupazioni precarie è in aumento. Non dovrebbe essere così: la digitalizzazione e l’automazione incrementano costantemente la produttività del lavoro, ma purtroppo non tutte le persone in Svizzera ne traggono vantaggio. La disparità a livello di reddito e sostanza continua ad aumentare nel nostro Paese. Occorrono dunque urgentemente nuovi approcci per contrastare questa crescente disparità.Il reddito minimo garantito incondizionato dinamico dovrebbe integrare la copertura del fabbisogno vitale nell’odierno sistema fiscale ed essere attribuito automaticamente alle persone che vi hanno diritto sulla base della decisione definitiva di tassazione fiscale. Tale reddito minimo non dovrebbe essere una prestazione assistenziale. Nel contempo andrebbe valutato se un reddito di base dinamico possa sostituire in gran parte l’odierno sistema assistenziale, in modo da ridurre l’onere amministrativo rispetto a oggi.La proposta dovrebbe essere associata all’incentivo di procurarsi un guadagno supplementare con un impiego a tempo parziale o di integrarsi nel mondo del lavoro tradizionale con un guadagno adeguato. Un elemento centrale in tal senso potrebbe essere un aumento dinamico del reddito minimo garantito per compensare un «reddito inferiore», che inizi a fronte di un guadagno proprio minimo, cresca progressivamente fino a raggiungere il massimo in caso di guadagno proprio pari al livello della soglia di povertà, e si concluda a partire da un determinato guadagno, da definire.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

In Svizzera la povertà colpisce l’8,1 per cento della popolazione residente permanente, ossia circa 708 000 persone (dati più recenti del 2023). Nel dicembre del 2024 il Consiglio federale ha deciso di riunire gli sforzi per la lotta alla povertà in una struttura nazionale. Inoltre, in attuazione della mozione Revaz 23.4450 «Lottare contro la povertà proseguendo il programma di prevenzione e adottando una strategia nazionale», presenterà entro la metà del 2027 una strategia nazionale di lotta contro la povertà. Il reddito minimo garantito incondizionato proposto nel postulato corrisponde in sostanza a un’imposta negativa sul reddito. Modelli alternativi di reddito minimo garantito in Svizzera sono stati vagliati negli anni 2000, molti dei quali su incarico del Consiglio federale o dell’Amministrazione federale (Stutz e Bauer, Modelle zu einem garantierten Mindesteinkommen, 2003; Leu et al., Erwerbsabhängige Steuergutschriften: Möglichkeiten und Auswirkungen einer Einführung in der Schweiz, 2008; Abul Naga et al., «The Redistributive Impact Of Alternative Income Maintenance Schemes: A Microsimulation Study Using Swiss Data», in Review of Income and Wealth, 2008, vol. 54, n. 2, pagg. 193–219; Consiglio federale, Erwerbsausfall und soziale Absicherung, 2012). Per quanto concerne l’imposta negativa sul reddito, i vari studi condotti giungono tutti alla stessa conclusione: se deve garantire un reddito sufficiente e nel contempo fornire un adeguato incentivo al lavoro, tale imposta non è finanziariamente sostenibile. Il Consiglio federale ritiene che questa considerazione sia tuttora valida. L’introduzione di un’imposta federale sul reddito negativa sarebbe peraltro possibile soltanto in seguito a una modifica dell’articolo 128 della Costituzione federale (RS 101). Da quanto risulta, ad oggi non vi è alcuno Stato che abbia introdotto un’imposta negativa sul reddito in forma pura e su base permanente. Nella maggioranza dei modelli di attuazione, l’imposta negativa sul reddito non è in grado da sola di garantire il minimo vitale oppure è limitata a determinati gruppi della popolazione (p. es. accrediti d’imposta per le persone che esercitano un’attività lucrativa). L’introduzione di un’imposta negativa sul reddito metterebbe inoltre in questione in diversi punti l’attuale ripartizione federalistica delle competenze. Per introdurre questo strumento in tutta la Svizzera, occorrerebbe presumibilmente implementarlo tramite l’imposta federale diretta. Se l’imposta negativa sul reddito permettesse effettivamente di garantire la copertura del fabbisogno vitale, sorgerebbe un conflitto latente con la disposizione costituzionale secondo la quale l’assistenza agli indigenti è di competenza dei Cantoni (art. 115). Inoltre, l’auspicata sostituzione dell’odierno sistema assistenziale comporterebbe nuove e importanti sfide. L’aiuto sociale, infatti, non fornisce soltanto un sostegno finanziario, ma anche un importante aiuto personale e promuove l’integrazione sociale e professionale delle persone interessate. Se la copertura del fabbisogno vitale materiale fosse integrata nel sistema fiscale, risulterebbe poco chiaro come poter garantire questo aiuto personale.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.