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25.3408 · Mozione · 2025-03-21

Dipartimento delle Finanze

Pianificato nel Consiglio nazionale

Wortlaut

Per finanziare l’equipaggiamento completo del nostro esercito, il suo ammodernamento e la costituzione di scorte di munizioni per garantire le capacità operative, il Consiglio federale è incaricato di adottare tutte le misure necessarie per stanziare un prestito straordinario per la difesa nazionale pari a un massimo di 40 miliardi di franchi. I fondi necessari potrebbero essere raccolti con l’emissione di titoli di Stato eventualmente garantiti dai fondi della BNS.

Begründung

Rinunciando eccezionalmente al freno all’indebitamento, la Germania investirà centinaia di miliardi di euro per rafforzare la propria difesa. Questa decisione mostra l’urgenza per i Paesi europei di consolidare la propria difesa a causa delle incertezze mondiali. In un contesto geopolitico instabile e pieno di rischi, nell’ambito dell’aumento della pressione sui Paesi europei (membri o meno della NATO), anche la Svizzera deve agire immediatamente per ammodernare il suo esercito e preservare la propria autonomia strategica. Le misure decise nel dicembre 2024 a tale riguardo non saranno sufficienti; anzi, non permetteranno neppure di equipaggiare in modo completo il nostro esercito che è molto obsoleto e presenta delle vulnerabilità critiche. Il prestito proposto permetterà di finanziare il riequipaggiamento completo delle sue formazioni, lo sviluppo delle nostre capacità spaziali, il rinnovo massiccio delle scorte di munizioni e un rafforzamento significativo delle tecnologie dell’informazione e della ciberdifesa. Questo intervento fa seguito alla mozione 24.3042, ritirata a causa del freno all’indebitamento. La situazione odierna richiede lo sforzo eccezionale che sembrava necessario nel 1936. La Costituzione federale autorizza l’eccezione consentita dalla Germania al freno all’indebitamento (art. 126 cpv. 3). Il nostro Paese ha dimostrato di essere in grado di sostenere altri impegni urgenti (salvataggio dell’UBS, COVID). Può e deve farlo per la sua sicurezza. Un prestito eviterà di incidere sugli altri settori prioritari dello Stato. Un meccanismo di controllo parlamentare adeguato dovrà garantire la corretta allocazione e una gestione trasparente dei fondi raccolti. Questo investimento rafforzerà l’economia svizzera, stimolerà l’industria nazionale, consoliderà il know-how tecnologico e sosterrà l’occupazione, in particolare grazie alle tecnologie a duplice impiego che vanno a beneficio sia della difesa sia delle infrastrutture civili.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

Nella sessione invernale 2024 il Parlamento ha deciso di modificare il messaggio del Consiglio federale concernente il preventivo 2025, aumentando di 530 milioni le uscite per l’armamento. L’incremento deve essere attuato anche negli anni del piano finanziario 2026‒2028, affinché le uscite dell’esercito raggiungano l’obiettivo dell’1 per cento del PIL già nel 2032 anziché nel 2035. Nei prossimi dieci anni (2026‒2035) per l’esercito sono dunque pianificate uscite complessive di quasi 89 miliardi. Sono circa 27 miliardi in più rispetto a quanto previsto prima dello scoppio della guerra in Ucraina. Queste uscite graveranno quindi nella stessa misura sul bilancio della Confederazione. Tali cifre non includono alcuni settori di spesa a favore della difesa, quali l’indennità per perdita di guadagno e i costi sostenuti dall’economia privata per l’esercito di milizia, in quanto non si riflettono nelle uscite della Confederazione. La mozione chiede l’emissione di un prestito straordinario pari a un massimo di 40 miliardi. L’impiego dei mezzi finanziari acquisiti dovrebbe però essere preventivato, poiché il freno all’indebitamento, sancito dalla Costituzione, esige che le uscite siano finanziate tramite le entrate e non mediante un ulteriore indebitamento (art. 126 cpv. 4 Cost.). Un prestito per la difesa nazionale non migliorerebbe quindi la situazione di bilancio. Nel 2024 il Consiglio federale ha già sottolineato tale questione nel suo parere al postulato 24.3042. Lo strumento di carattere straordinario offre alla Confederazione la flessibilità necessaria in situazioni eccezionali, consentendole di sostenere temporaneamente uscite superiori all’importo massimo ordinario definito dal freno all’indebitamento (art. 126 cpv. 3 Cost.). Secondo l’articolo 15 capoverso 1 lettera a della legge federale del 7 ottobre 2005 sulle finanze della Confederazione (LFC; RS 611.0), ciò è possibile in caso di «eventi eccezionali che sfuggono al controllo della Confederazione». Stando al messaggio del 5 luglio 2000 sul freno all’indebitamento, il finanziamento di «nuovi compiti durevoli o l’estensione di compiti esistenti», come il finanziamento dell’esercito proposto dall’autore della mozione, non giustifica eccezioni (FF_2000 4047, in particolare 4106). Il Consiglio federale non ravvisa la necessità di modificare le basi costituzionali del freno all’indebitamento, che garantiscono una politica finanziaria sostenibile. L’obiettivo principale è dunque riuscire a finanziare la crescita necessaria delle uscite per la difesa nel quadro delle normative vigenti; una misura che il Consiglio federale ritiene attuabile. Nel gennaio 2025 l’Esecutivo ha pertanto indotto la consultazione sulle misure di sgravio del bilancio della Confederazione applicabili dal 2027. Senza la sua attuazione o un controfinanziamento analogo alternativo, invece, non sarà possibile innalzare le uscite dell’esercito all’1 per cento del PIL entro il 2032.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.