25.3418 · Postulato · 2025-03-24
Dipartimento degli affari esteri
Trasmesso al Consiglio federale
Wortlaut
La drammatica situazione in cui è venuta a trovarsi l’USAID, la più grande agenzia bilaterale al mondo per lo sviluppo, pone la cooperazione internazionale allo sviluppo di fronte a sfide senza precedenti. Il potenziale congelamento dei fondi assegnati all’USAID, il rischio che l'organizzazione si ritiri da numerosi Paesi e la rescissione, già attuata, di numerosi contratti di progetto rischiano di compromettere i progressi conseguiti nei decenni nel settore dello sviluppo ed espongono a problemi esistenziali soprattutto le popolazioni dei Paesi più poveri.
La Svizzera è un partner affidabile nell’ambito della cooperazione internazionale e in questa situazione di crisi è tenuta pertanto ad assumere un ruolo di primo piano. Particolarmente colpita è la sanità mondiale, settore in cui vengono salvate vite umane e che è stato di recente inserito come prioritario nella Strategia di cooperazione internazionale (CI) per il periodo 2025-2028. La crisi che colpisce l’USAID si sta ripercuotendo anche su numerose organizzazioni svizzere, attive nell’attuazione di progetti comuni.
Il Consiglio federale è incaricato di esaminare ed esporre in un rapporto i punti seguenti:
Quali sono le conseguenze dirette e indirette derivanti dall’interruzione delle attività dell’USAID sull'impegno bilaterale e multilaterale della Svizzera, in particolare per quanto concerne la Ginevra internazionale e i progetti di ONG (non svizzere) cofinanziati con fondi svizzeri, che non potranno essere realizzati a causa della minacciata sospensione dei fondi all’USAID?
Quali sono le conseguenze dirette e indirette derivanti dall’interruzione delle attività dell’USAID sui Paesi più poveri al mondo, nei quali la Svizzera è attiva, e sulle ONG svizzere che operano in quei Paesi?
In che modo il Consiglio federale intende attenuare le conseguenze catastrofiche derivanti dall’interruzione delle attività dell’USAID sulla sanità mondiale, che è una delle nuove priorità della Strategia CI 2025-2028?
Il Consiglio federale deve indicare i singoli progetti e programmi dell’USAID da cui gli Stati Uniti si sono ritirati e a cui la Svizzera partecipa in una qualunque forma. Se gli Stati Uniti si sono ritirati o prevedono di ritirarsi da altri progetti e programmi che hanno una qualsivoglia relazione con la Svizzera, il Consiglio federale deve indicare anche ciascuno di questi progetti o programmi. I costi dei progetti devono essere quantificati e la quota finora riservata dalla Svizzera per ogni progetto e programma deve essere indicata singolarmente.
Il Consiglio federale, nel caso in cui preveda di ammortizzare le perdite derivanti dal ritiro degli Stati Uniti dall’USAID, dovrà indicare dove intende attingere i fondi necessari e come giustificare un tale agire alla popolazione, considerata la difficile situazione finanziaria della Svizzera (13a rendita AVS, ecc.).
Begründung
La crisi in cui versa attualmente l’USAID mette a repentaglio programmi di sviluppo essenziali nei Paesi più poveri al mondo. Già solo nel settore sanitario vi è il rischio che vengano a cadere programmi di vitale importanza: ad esempio nella prevenzione e nel trattamento dell'HIV/AIDS o nella lotta contro la tubercolosi e la malaria. La Svizzera, importante attore nella cooperazione internazionale e Stato in cui hanno sede importanti organizzazioni multilaterali, riveste in tal senso un ruolo che le impone una responsabilità particolare.
Attraverso la nuova Strategia CI 2025-2028, la Svizzera si è già impegnata a rafforzare la sanità mondiale. La situazione attuale impone ora un’azione rapida e decisa tesa a preservare i risultati di decenni di cooperazione allo sviluppo e l’assunzione di quelle responsabilità che, nel suo ruolo di partner affidabile, incombono al nostro Paese.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
Nel 2024 gli Stati Uniti hanno contribuito all’aiuto pubblico allo sviluppo con 63,3 miliardi di dollari, quasi un terzo dell’importo totale destinato all’aiuto pubblico allo sviluppo (APS) da tutti gli Stati dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE). Circa il 45 per cento degli aiuti umanitari mondiali è stato fornito dagli Stati Uniti. Un blocco prolungato dei pagamenti avrebbe gravi ripercussioni a livello internazionale. A breve o medio termine, infatti, nessun altro Paese sarebbe in grado di colmare tale lacuna. Inoltre, attualmente anche molti altri donatori – tra cui la Svizzera – hanno annunciato o deciso tagli alla cooperazione internazionale (CI). La CI deve affrontare sfide importanti anche nell’ambito della sanità globale, che è e rimane una priorità della Strategia CI 2025–2028 (FF 2024 1518). Il Consiglio federale si dichiara disposto a tenere costantemente informate le Commissioni della politica estera sulle conoscenze e sugli sviluppi più recenti. Tuttavia, ritiene che un rapporto in adempimento del postulato su un tema così volatile non fornirebbe risultati conclusivi nella situazione attuale.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.