25.3419 · Mozione · 2025-03-25
Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport
Trasmesso al Consiglio federale
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di rafforzare le misure adottate per proteggere le comunità che vivono in Svizzera dalle attività d’influenza straniera. Nel caso in cui in questo contesto fossero necessari adeguamenti legislativi, il Consiglio federale è invitato a sottoporli alle Camere federali per discussione e approvazione.
Begründung
Nel rapporto redatto in adempimento del postulato 20.4333 della CPE-N, il Consiglio federale spiega come le comunità che vivono in Svizzera e che sono state oppresse nel loro Paese d’origine siano sorvegliate e intimidite da attori di Stati esteri. Per i membri di queste comunità le libertà individuali garantite in Svizzera risultano in tal modo limitate e questo costituisce un’ingerenza inammissibile nella sovranità svizzera.
Nel suo rapporto, il Consiglio federale avverte inoltre che l’acuirsi delle tensioni internazionali e i continui progressi tecnologici non faranno che accrescere queste attività d’influenza. È pertanto necessario rafforzare immediatamente le misure adottate per proteggere le comunità che vivono in Svizzera.
L’attuazione dell’intervento dovrà avvenire in stretto coordinamento con le misure adottate in seguito al postulato 22.3006 della CPS-N e alla mozione 23.3969 della CPE-N.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
Consiglio federale condivide la richiesta della mozione secondo cui le attività di influenza, tra cui la sorveglianza e l’intimidazione nel senso di attività di repressione transnazionale e di influenza mediante disinformazione esercitate da alcuni Stati, possano in parte interferire seriamente nell’ordinamento giuridico svizzero come pure nell’ordinamento internazionale basato su regole e limitare l’esercizio dei diritti fondamentali. In quanto tali, occorre contrastarle.
Con l’adozione del rapporto “Situation von tibetischen und uigurischen Personen in der Schweiz” (2025) (Situazione dei tibetani e degli uiguri in Svizzera; www.sem.admin.ch > La SEM > Media > Comunicati stampa > 12.02.2025) menzionato nella mozione in adempimento del postulato 20.4333, il Consiglio federale ha quindi deciso i passi successivi volti a integrare le richieste principali della mozione. Il Consiglio federale tematizzerà ad esempio la repressione transnazionale nei colloqui concernenti i diritti umani con gli Stati interessasti. Inoltre l’intenzione è quella di conferire alla Rete integrata Svizzera per la sicurezza un mandato per la verifica e l’attuazione di possibili misure nell’ambito del coordinamento nazionale, della prevenzione e della sensibilizzazione. Tutte le organizzazioni partner interessate, compresi i Cantoni, saranno coinvolti in questo processo. Nell’ambito degli ulteriori lavori si esaminerà anche in che misura siano necessarie misure aggiuntive contro la repressione transnazionale, tra cui misure di protezione e sostegno concrete nonché un’istituzionalizzazione del dialogo con i gruppi delle diaspore.
Con l’adozione del rapporto “Beeinflussungsaktivitäten und Desinformation - Bericht des Bundesrates in Erfüllung des Postulats 22.3006 SiK-N vom 19.06.2024” (Attività di influenza e disinformazione; www.sepos.admin.ch > Politica di sicurezza > Attività di influenza e disinformazione) in adempimento del postulato 22.3006, il Consiglio federale ha inoltre deciso di coordinare meglio in futuro l’analisi e la valutazione della situazione in materia di disinformazione con l’obiettivo di identificare le attività di influenza nel settore delle informazioni da parte di attori statali, di individuare gli attori di queste attività e le loro intenzioni e di identificare le misure. Inoltre lo scambio all’interno dell’Amministrazione federale sulle attività di influenza e disinformazione sarà ampliato e istituzionalizzato.
Il tema della repressione transnazionale sarà integrato anche nei lavori in corso per una nuova strategia di politica di sicurezza e sarà quindi inserito nel contesto complessivo della politica di sicurezza.
Alla luce dei lavori già decisi e attualmente in corso, il Consiglio federale intende prima di tutto attuarli e in seguito verificarne l’efficacia.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.