25.3463 · Interpellanza · 2025-05-06
Dipartimento di giustizia e polizia
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
I massicci tagli di bilancio del governo Trump a scapito dell’ONU, delle sue agenzie e delle organizzazioni umanitarie comportano licenziamenti a Ginevra.Si rammenta che Ginevra ospita decine di organizzazioni internazionali governative e non. Numerosi impieghi sono a rischio, tra cui quelli di funzionari internazionali titolari di un permesso Ci. Molti posti sono occupati da salariati che non essendo cittadini di uno Stato membro dell’Unione europea non beneficiano della libera circolazione delle persone. Il diritto di restare non è garantito in particolare per i titolari di un permesso Ci, che in caso di licenziamento devono lasciare il territorio una volta trascorso un termine di cortesia. Tra un termine di cortesia troppo breve e contingenti di permessi di dimora troppo limitati (a Ginevra: 147 per permessi L e 91 per permessi B per il 2025), molte persone potrebbero essere costrette con le loro famiglie a lasciare la Svizzera, con conseguenze sociali ed economiche nefaste di ampia portata e un’enorme perdita di conoscenze per la piazza economica.I salariati della Ginevra internazionale devono poter restare e continuare a far approfittare Ginevra e la Svizzera delle loro competenze, del loro know-how e delle loro relazioni.In questo contesto, il Consiglio federale è disposto a garantire un termine di cortesia sufficientemente lungo al personale colpito dai tagli per trovare un impiego nonché a eliminare i contingenti per i salariati della Ginevra internazionale?
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale segue con attenzione gli annunci di tagli operati dal Governo statunitense al bilancio di numerose organizzazioni internazionali presenti in Svizzera. Le ripercussioni in termini di posti di lavoro persi potrebbero essere importanti. Tuttavia, è importante sottolineare, come fa l’autore dell’interpellanza, che i collaboratori delle organizzazioni internazionali non sono tutti toccati allo stesso modo a seconda della loro nazionalità, in particolare per quanto concerne i licenziamenti. Allo stato attuale e sulla base delle previsioni relative all’utilizzo dei contingenti, il Consiglio federale ritiene che i contingenti disponibili dovrebbero essere sufficienti per soddisfare le domande di permessi di lavoro presentate per cittadini di Stati terzi toccati da questi tagli di bilancio. La Segreteria di Stato della migrazione (SEM) è regolarmente in contatto con le autorità cantonali competenti e, se necessario, mette rapidamente e senza formalità a disposizione dei Cantoni che ne fanno richiesta contingenti supplementari provenienti dalla riserva federale, che non è stata esaurita negli ultimi anni. Inoltre, un aumento dei contingenti non garantirebbe che le persone licenziate da organizzazioni internazionali trovino nuovi datori di lavoro disposti a chiedere permessi di dimora e di lavoro. In virtù dell’articolo 15 capoverso 4 dell’ordinanza sullo Stato ospitante (OSOsp; RS 192.121), il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) decide caso per caso se occorre accordare una proroga per una durata limitata alla fine della funzione ufficiale conformemente agli usi internazionali (termine di cortesia) per permettere alle persone interessate di definire le modalità della loro partenza. Secondo la prassi del DFAE, ai funzionari internazionali è in particolare accordato un termine di cortesia di due mesi dalla data in cui terminano le loro funzioni. Lo stesso termine vale per i famigliari. Ogni domanda individuale e motivata di un termine di cortesia superiore a due mesi che sarà presentata al DFAE dall’organizzazione internazionale a cui appartiene il funzionario sarà esaminata in maniera accurata. Il DFAE è inoltre in stretto contatto con le organizzazioni internazionali in questione. Durante il termine di cortesia, i famigliari titolari di un permesso Ci non hanno più accesso al mercato svizzero del lavoro secondo questa procedura agevolata. Possono tuttavia chiedere alle autorità cantonali di autorizzarli a porre termine alla loro attività lucrativa entro un termine ragionevole che se del caso può corrispondere, in tutto o in parte, a quello di cortesia. Il loro datore di lavoro può, se necessario, sollecitare il rilascio di un permesso di dimora in applicazione della legislazione in vigore.