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La Svizzera smantella la propria dogana, mentre il mondo prepara nuovi dazi. Trasparenza sulle disposizioni esecutive, rischi sistemici ed equità nel sistema doganale

25.3468 · Interpellanza · 2025-05-07

Dipartimento delle Finanze

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

La riforma della legge doganale svizzera, unita alla digitalizzazione tramite il programma DaziT, comporta profondi cambiamenti nel sistema di imposizione doganale. La legge quadro (LE-UDSC), su cui il Parlamento dovrà presto esprimersi, lascia aperte molte questioni, mentre le relative ordinanze (oltre 1000 pagine) non sono ancora accessibili. Si rilevano perdite di competenze nel settore, semplificazioni che riducono i controlli e concessioni a operatori esteri, in un contesto internazionale sempre più protezionistico e complesso.

Chiedo pertanto al CF:

  1. E’ normale che il Parlamento debba pronunciarsi sulla LE-UDSC senza aver prima avuto accesso al pacchetto di ordinanze, presumibilmente superiore alle 1.000 pagine?

  2. Il Consiglio federale è disposto a garantire che il pacchetto di ordinanze per l’attuazione della riforma doganale sia reso disponibile al Parlamento in tempo utile prima del voto finale?

  3. Il CF condivide l’opinione che il controllo, la sorveglianza e l’analisi del traffico transfrontaliero di merci da parte del UDSC e di altre autorità in Svizzera si basino su un sistema tariffario – ossia la classificazione delle merci secondo la tariffa doganale svizzera?

  4. Come intende il CF assicurare che queste competenze tariffarie – particolarmente rilevanti nell’attuale contesto internazionale segnato da dazi aggiuntivi ed embarghi – vengano preservate e coltivate in modo duraturo all’interno del UDSC?

  5. Come intende il CF affrontare l’oggettivo indebolimento dell’efficacia e dell’efficienza dei controlli, causato dalla perdita di dati legata alla semplificazione della dichiarazione doganale?

  6. Come intende il Consiglio federale far fronte al rischio che tale perdita di controllo comporti svantaggi concorrenziali per molte imprese svizzere?

  7. Come giustifica il CF il fatto che imprese estere senza sede legale in Svizzera possano svolgere attività di rilevanza doganale, mentre le imprese svizzere si scontrano con significativi ostacoli normativi all’estero?

  8. Come affronta il CF il rischio che la perdita della possibilità di controllo tariffario nel traffico transfrontaliero – a causa della scomparsa dei dati e della formazione specifica del personale doganale – possa condurre la Svizzera, a grandi passi, verso un’unione doganale con l’Unione Europea?

Stellungnahme des Bundesrates

1./2. Le ordinanze relative alla legge sui compiti dell’UDSC sono emanate sulla base delle disposizioni legali. Per questo è necessaria una versione consolidata della riveduta legge sulle dogane dopo la deliberazione di dettaglio in Parlamento. I principali progetti di ordinanza verranno presumibilmente posti in consultazione a fine anno e, prima dell’approvazione del Consiglio federale, presentati per consultazione alle Commissioni dell’economia e dei tributi di entrambe le Camere.3. Sì, il Consiglio federale condivide questa opinione. Sia a livello nazionale che internazionale la voce di tariffa è un importante elemento per garantire il corretto svolgimento del traffico transfrontaliero delle merci. Oltre alle voci di tariffa, costituiscono informazioni importanti ai fini del controllo e della sorveglianza del traffico transfrontaliero delle merci anche, ad esempio, le indicazioni su destinatario, speditore, Paese d’origine, valore e designazione della merce.4. Il controllo del traffico transfrontaliero delle merci e la riscossione dei dazi e dei tributi dovuti sono pilastri centrali del mandato principale dell’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC). Un gruppo di lavoro appositamente costituito sta elaborando, su incarico del capo del Dipartimento federale delle finanze, misure concrete per rafforzare le conoscenze doganali.5./6. Il Consiglio federale non condivide l’opinione dell’autore dell’interpellanza sul fatto che i controlli vengano indeboliti. Grazie alla digitalizzazione, i processi dell’UDSC sono uniformati e semplificati. Ciò riguarda anche l’esame del numero di dati richiesti e, se del caso, la loro riduzione. In questo modo si possono accelerare i processi transfrontalieri e ridurre i costi di regolamentazione. Con la riduzione dei compiti amministrativi, presso l’UDSC si liberano inoltre risorse che possono essere impiegate per controlli mirati. Le semplificazioni pianificate sono vincolate a condizioni. In caso di irregolarità, le semplificazioni che sono state concesse possono essere limitate.7. Già nel diritto doganale vigente l’allestimento di dichiarazioni doganali a titolo professionale è limitato e legato a determinate condizioni. Il nuovo diritto prevede, come quello odierno, che le persone che allestiscono dichiarazioni delle merci a titolo professionale devono avere la loro sede o domicilio nel territorio doganale. Sono previste eccezioni solo per le persone che hanno la sede o il domicilio nei pressi del confine al di fuori del territorio doganale e per quelle che sono esonerate dall’obbligo di sede in virtù di un trattato internazionale. In ogni caso, la persona deve disporre di un recapito nel territorio doganale.8. Come già illustrato, il Consiglio federale non condivide l’opinione dell’autore dell’interpellanza. Non essendo membro dell’unione doganale europea, la Svizzera continua a effettuare controlli doganali in funzione dei rischi e sulla base della situazione. Anche in futuro l’UDSC formerà e perfezionerà il proprio personale in modo specifico nei vari ambiti.

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