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25.3538 · Interpellanza · 2025-06-02

Dipartimento di giustizia e polizia

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

La crescita demografica aumenta la pressione sull’infrastruttura e le risorse della Svizzera. Lo stesso UFAM giunge alla conclusione che «in futuro si dovrà coprire il fabbisogno di un numero crescente di persone in termini di alimentazione, alloggio, mobilità e turismo». L’immigrazione è il motore principale della crescita demografica, con ripercussioni sociali, economiche ed ecologiche. Già soltanto l’immigrazione netta 2024 (83 392 persone,) richiede:37905 abitazioni (UST) – e solo 35 900 autorizzazioni edilizie (2023): la penuria di abitazioni aumenta.384 medici (FMH): la penuria di medici aumenta.2135 infermieri (UFSP): la penuria di personale infermieristico aumenta.44’615 automobili (UST): le infrastrutture dei trasporti raggiungono sempre più i loro limiti.526 GWh energia elettrica (UFE), corrispondente a 88 turbine eoliche: la sicurezza dell’approvvigionamento cala.Nel periodo 2009–2018 la superficie d’insediamento è cresciuta di una superficie pari al doppio del lago di Zurigo.Fino al 2020 le emissioni di gas serra pro capite sono scese del 38 per cento rispetto al 1990, ma solo del 20 per cento in totale. Gli obiettivi intermedi secondo il Protocollo di Kyoto sono stati ampiamente conseguiti pro capite, ma non in termini assoluti.Dal 2000 i rifiuti urbani sono cresciuti del 28per cento – con un aumento pro capite di solo l’uno-due per cento. Sono necessarie nuove discariche, a scapito dell’ambiente e della sicurezza alimentare.Invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti: Riconosce il nesso causale tra immigrazione e impatto sulle risorse, ossia il fatto che l’immigrazione aumenta la pressione nei settori suelencati?A partire da quale valore limite concreto considera i problemi relativi apenuria di abitazioni (p. es. numero di abitazioni vacanti)penuria di medici (p. es. posti di medico vacanti)penuria di personale infermieristico (posti vacanti nel settore infermieristico)congestionamento dell’infrastruttura del traffico (p. es. ore di coda)penuria di energia elettrica (p. es. GWh fabbisogno d’importazione)conseguimento degli obiettivi climatici (p. es. differenza della riduzione pro capite o in termini assoluti)rifiuti urbani supplementari (numero di nuove discariche necessarie)sufficientemente critici per appellarsi al vigente articolo 14 capoverso 2 dell’Accordo sulla libera circolazione delle persone?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Il Consiglio federale è consapevole che la crescita della popolazione e l’immigrazione possono influire sui settori politici menzionati. Queste correlazioni sono attualmente esaminate nel quadro dell’adempimento di diversi postulati, in particolare nel rapporto in adempimento del postulato 23.4171 Gössi «Rapporto aggiornato sulla libera circolazione delle persone e l'immigrazione in Svizzera», che conterrà un’analisi globale delle ripercussioni dell’immigrazione su diversi settori politici. In numerosi settori tra cui la pianificazione territoriale, l’infrastruttura dei trasporti o la politica energetica e ambientale, l’immigrazione costituisce solo uno dei fattori d’influenza. L’evoluzione della popolazione è quindi integrata nelle strategie e nelle misure esistenti. Nel rapporto in adempimento del postulato 23.3042 Bellaiche «Visione positiva di una Svizzera con 10 milioni di abitanti» il Consiglio federale illustrerà come i suoi strumenti di pianificazione e le sue misure tengono conto delle ripercussioni, delle opportunità e delle sfide rappresentante dall’evoluzione demografica. 2. Secondo l’articolo 14 paragrafo 2 dell’Accordo tra la Svizzera e l’Unione europea (UE) sulla libera circolazione delle persone (ALC; RS 0.142.112.681), in caso di gravi difficoltà di ordine economico o sociale il Comitato misto si riunisce, su richiesta di una delle parti contraenti, al fine di esaminare le misure adeguate per porre rimedio alla situazione. Secondo l’ALC vigente, una decisione di questo tipo richiede tuttavia il consenso delle parti contraenti. Il diritto interno non contiene alcuna disposizione che definisce quando la Svizzera deve invocare la clausola di salvaguardia prevista dall’ALC vigente. Per contro, la versione concretizzata della clausola di salvaguardia, convenuta dalla Svizzera e l’UE nel quadro dei negoziati per aggiornare l’ALC (art. 14a ALC), amplia il margine di manovra della Svizzera. Se in seno al Comitato misto non trova un’intesa con l’UE, la Svizzera potrà adire un tribunale arbitrale, anche senza il consenso dell’UE. Se il tribunale arbitrale constata l’esistenza di gravi difficoltà di ordine economico, la Svizzera deciderà autonomamente la natura e la durata delle misure protettive. Se il tribunale arbitrale non constatata l’esistenza di gravi difficoltà di ordine economico e la Svizzera adotta comunque misure protettive, l’UE potrebbe avviare una procedura di composizione delle controversie per violazione dell’ALC e adottare misure di compensazione proporzionate in uno degli accordi sul mercato interno (esclusa la parte dell’accordo agricolo). Per l’attuazione a livello nazionale della versione concretizzata della clausola di salvaguardia, il Consiglio federale ha optato per un monitoraggio fondato su indicatori e valori soglia. Se l’immigrazione netta risultante dall’ALC oppure l’aumento dell’occupazione frontaliera, della disoccupazione o del ricorso all’aiuto sociale superano un determinato valore soglia, il Consiglio federale deve sistematicamente esaminare l’attivazione della clausola di salvaguardia (art. 21b dell’avamprogetto della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione, AP-LStrI; RS 142.20). Può tuttavia procedere a questo esame anche se altri indicatori, ad esempio nei settori mercato del lavoro, sicurezza sociale, abitazioni o trasporti, evidenziano gravi difficoltà di ordine economico o sociale. Andrà ponderato caso per caso in che misura le limitazioni alla libera circolazione delle persone sono necessarie e adeguate per mitigare i problemi esistenti.