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25.3556 · Interpellanza urgente · 2025-06-04

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:

1. Quali danni economici causano alla Svizzera ogni anno i dazi statunitensi? In che modo pregiudicano la competitività delle nostre imprese a livello internazionale?

2. Gli Stati Uniti sono consapevoli dei vantaggi degli scambi commerciali con la Svizzera, degli investimenti delle nostre imprese e del numero di posti di lavoro che vengono così creati?

3. Il Consiglio federale valuterà misure di sgravio concrete – per esempio incentivi fiscali o assicurazioni per le esportazioni – per proteggere le imprese dai dazi?

4. In che modo il Consiglio federale coinvolgerà maggiormente i settori interessati nella strategia di politica commerciale al fine di poter reagire rapidamente ai rischi economici legati ai dazi statunitensi?

5. Esistono soluzioni settoriali specifiche, per esempio disposizioni derogatorie per rami industriali elvetici che il Consiglio federale potrebbe negoziare in via bilaterale?

6. Quali soluzioni intravede il Consiglio federale nel caso in cui, a causa dei dazi, il commercio tra la Svizzera e gli Stati Uniti dovesse diminuire nei prossimi anni?

7. Che segnale danno i dazi statunitensi per il settore delle tecnologie di punta e in che modo la Svizzera può garantire che il suo mercato dell’innovazione non venga estromesso?

8. Come valuta il Consiglio federale la competitività della piazza economica elvetica alla luce del fatto che il nostro Paese dà seguito all’imposizione minima OCSE, mentre altri Paesi importanti come gli Stati Uniti ne rifiutano o ritardano l’attuazione?

9. Secondo il Consiglio federale, quali saranno le conseguenze per i consumatori svizzeri del non disciplinamento dei colossi tech, in particolare per quanto riguarda la protezione dei dati, la trasparenza del mercato e la dipendenza digitale?

10. Considerate le sempre maggiori restrizioni al commercio per motivi geopolitici, quali misure adotta il Consiglio federale per garantire l’approvvigionamento della Svizzera con materie prime d’importanza strategica?

11. In che modo è possibile rafforzare la posizione della Svizzera sui mercati internazionali? Quali opzioni sono ipotizzabili?

12. Quando e come verranno consultate le due Commissioni della politica estera (CPE) sul mandato di negoziazione concreto?

Begründung

La politica economica statunitense, imprevedibile, complica le esportazioni e crea un clima di insicurezza. Per un’economia aperta e orientata alle esportazioni come quella svizzera, si tratta di un rischio economico considerevole.

Stellungnahme des Bundesrates

L’economia svizzera è colpita dai dazi aggiuntivi statunitensi in modo diretto e indiretto. Al 28 maggio 2025, in base alla media degli anni 2020-2024, le esportazioni svizzere direttamente toccate dai dazi supplementari erano pari a 37 miliardi di dollari, il che potrebbe portare al pagamento di dazi annui aggiuntivi fino a 3,85 miliardi di dollari. Una parte non trascurabile dei dazi aggiuntivi dovrebbe essere trasmessa agli acquirenti tramite un aumento dei prezzi. I dazi aggiuntivi riducono la competitività delle imprese svizzere sul mercato USA rispetto agli operatori locali ma, ad oggi, questa competitività rimane intatta rispetto agli operatori di Stati terzi, sottoposti agli stessi dazi. Le previsioni congiunturali per la Svizzera per l’anno in corso e per il prossimo indicano una crescita inferiore alla media dell’economia elvetica, ma non un crollo. Le valutazioni riguardanti l’impatto sulla nostra economia sono molto incerte a causa della volatilità della situazione.L’ambasciata svizzera a Washington ha sviluppato il programma «Swiss Impact USA», che sottolinea i vantaggi delle relazioni economiche e scientifiche fra Svizzera e Stati Uniti. Gli effetti positivi (importo degli investimenti, numero dei posti di lavoro creati, ecc.) vengono resi noti in America anche tramite la piattaforma www.swissimpactusa.com. Questi elementi rientrano naturalmente anche nel dialogo con gli Stati Uniti e sono stati trasmessi per iscritto all’ufficio del rappresentante per il commercio degli Stati Uniti (USTR) nel quadro degli accertamenti prima dell’introduzione dei cosiddetti dazi «reciproci». Questa informazione è stata inoltre pubblicata sul sito della SECO. Gli Stati Uniti conoscono la situazione. A titolo di esempio è possibile citare la presa di posizione dell’ambasciatrice statunitense Calista Gingrich in occasione della sua audizione presso il Foreign Relations Committee del Senato USA l’8 maggio 2025.Il Consiglio federale analizza con regolarità le conseguenze dei dazi sull’economia svizzera e la necessità di introdurre misure supplementari. In tal senso la SECO ha reso noto in un comunicato stampa che i nuovi dazi e quelli annunciati verranno riconosciuti come motivi per la richiesta d’indennità per lavoro ridotto (ILR). Il 14 maggio 2025 il Consiglio federale ha deciso di prolungare la durata massima di riscossione dell’ILR da 12 a 18 mesi fino a fine luglio 2026. Le imprese hanno a disposizione anche altri strumenti, per esempio la promozione delle esportazioni da parte della S-GE o dell’ASRE. Un sostegno alle imprese che vada oltre quanto appena precisato non è opportuno, a maggior ragione ora che l’economia svizzera non è minacciata da una grave recessione. Il Consiglio federale mantiene la propria strategia della «politica industriale orizzontale» e la sua determinazione a migliorare le condizioni quadro per tutte imprese.Il Consiglio federale attribuisce grande importanza alla stretta collaborazione con l’economia nel campo della politica economica esterna. I canali esistenti per uno scambio strutturato e regolare con i settori interessati vengono intensamente sfruttati. Il dialogo con il settore privato è stato ulteriormente potenziato così da poter rispondere in modo rapido e coordinato alle nuove sfide in campo economico.È prematuro esprimersi sui possibili risultati dei negoziati.Il Consiglio federale è determinato a rafforzare e approfondire le relazioni economiche bilaterali. A tempo debito potranno essere vagliate ulteriori misure.I dazi aggiuntivi riguardano importanti settori dell’export elvetici, fra cui quelli orologiero, alimentare e dell’industria metalmeccanica ed elettronica (MEM). Per i settori colpiti i nuovi ostacoli commerciali hanno un forte impatto negativo. Negli ultimi decenni il reale apprezzamento del franco – le cui conseguenze sulla competitività dei prezzi sono molto più ampie di quelle dell’aumento dei dazi – ha tenuto costantemente sotto pressione l’industria svizzera, che ha dovuto adeguarsi. L’economia elvetica ha ripetutamente dimostrato la sua resilienza. Per consentire alla nostra economia dell’innovazione e dell’esportazione di continuare a rispondere nel migliore dei modi alle future richieste di adeguamento, il Consiglio federale lavora al miglioramento continuo delle condizioni quadro dell’economia, in particolare stabilizzando e sviluppando ulteriormente la via bilaterale con l’UE. Nella sua seduta del 13 giugno 2025 ha avviato la consultazione sul pacchetto Svizzera-UE, che si concluderà il 31 ottobre 2025.Stando al memorandum rilasciato in gennaio dal presidente americano, l’imposizione minima dell’OCSE non dovrebbe essere applicabile o produrre effetti negli Stati Uniti. Ad oggi gli USA mirano a una «coesistenza» del sistema fiscale statunitense con l’imposizione fiscale minima dell’OCSE affinché gli elementi extraterritoriali di quest’ultima non gravino sul Paese. Questa coesistenza dovrebbe possibilmente essere realizzata nel quadro dell’Inclusive Framework OCSE / G20; i dettagli dell’attuazione non sono ancora stati definiti. Al momento non è neppure chiaro in che modo l’OCSE, l’UE e gli altri Stati coinvolti nell’attuazione reagiranno alle richieste degli Stati Uniti. Da ciò dipenderanno le conseguenze per la competitività dei gruppi industriali svizzeri attivi a livello internazionale e per la nostra piazza economica. Tuttavia, fino a quando la Svizzera dovrà aspettarsi che altri Stati, in particolare quelli dell’UE, applichino imposte complementari extraterritoriali nei confronti delle imprese elvetiche, rimane nell’interesse del nostro Paese attuare l’imposizione minima in modo conforme, al fine di garantire la certezza del diritto ed evitare che la base imponibile defluisca verso l’estero. Il Consiglio federale segue da vicino gli sviluppi internazionali, molto dinamici, e la riforma fiscale attualmente discussa dal Congresso al fine di poter adottare, ove necessario, misure adeguate nell’interesse della Svizzera.Gli operatori esteri devono conformarsi alla legislazione in vigore in Svizzera, come per esempio alla legge sulla protezione dei dati. Il Consiglio federale ha già intrapreso diversi adeguamenti del quadro legale. Il 5 aprile 2023 ha incaricato il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC) di elaborare un avamprogetto sulla regolamentazione delle piattaforme di comunicazione e dei motori di ricerca. In questo modo si intendono rafforzare i diritti degli utenti che effettuano ricerche nello spazio digitale e rendere più trasparenti le piattaforme di comunicazione e i motori di ricerca molto grandi. Il progetto per la consultazione è stato elaborato. Il Consiglio federale ha già esaminato a più riprese la questione e deciderà in merito in un secondo tempo. Il 12 febbraio 2025 il Consiglio federale ha inoltre stabilito di ratificare la Convenzione del Consiglio d'Europa sull’intelligenza artificiale (IA) e apportare le necessarie modifiche al diritto svizzero.Gestire i rapporti di dipendenza e i rischi legati all’approvvigionamento rientra fra i compiti principali delle imprese. Queste ultime sono nella posizione migliore per poter valutare e affrontare i rischi. Per rifornire la Svizzera delle materie prime di cui ha bisogno, il Consiglio federale punta su mercati quanto più possibile aperti e sulla diversificazione delle fonti, evitando inoltre di applicare una politica industriale verticale. Ove necessario, per migliorare la sicurezza dell’approvvigionamento, vaglia cooperazioni internazionali, accordi settoriali e la modernizzazione degli accordi di libero scambio. A titolo complementare il Consiglio federale promuove lo sviluppo dell’economia circolare e sostiene in modo mirato la ricerca di base per l’eventuale sostituzione di metalli d’importanza critica come litio, cobalto e nichel. In aggiunta a ciò sostiene il monitoraggio e la gestione per prevenire eventuali strozzature nell’approvvigionamento.La strategia di economia esterna del Consiglio federale prevede la conclusione di nuovi accordi economici e commerciali e la modernizzazione di quelli esistenti come contributo alla diversificazione dell’economia elvetica. Molti negoziati sono a buon punto e il Consiglio federale esamina costantemente l’opportunità di avviarne di nuovi.Le due CPE sono state consultate lunedì due giugno.