Le responsabilità della Svizzera in fatto di protezione della popolazione civile e fornitura di aiuti umanitari nella Striscia di Gaza
25.3558 · Interpellanza · 2025-06-04
Dipartimento degli affari esteri
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
La situazione umanitaria nella Striscia di Gaza è catastrofica. La popolazione civile è accerchiata, senza vie di fuga, rifugi e rifornimenti. Ogni giorno muoiono persone negli attacchi contro ospedali, personale medico e infrastrutture civili. Gli aiuti umanitari vengono sistematicamente bloccati. Organizzazioni umanitarie come Medici senza frontiere (MSF) criticano la crescente militarizzazione degli aiuti, in cui le forniture sono vincolate a condizioni politiche o militari. La Gaza Humanitarian Foundation (GHF), cosponsorizzata da Israele e Stati Uniti, ne è un esempio: da maggio ci sono stati attacchi quotidiani nei suoi centri. Il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres chiede un’indagine indipendente. La Svizzera non ha però sottoscritto l’appello dell’UE per il cessate il fuoco, l’accesso senza ostacoli per le organizzazioni umanitarie e il rilascio degli ostaggi: una prova di inettitudine nella politica estera di uno Stato che sostiene le Convenzioni di Ginevra. È ormai tempo che la Svizzera prenda una posizione chiara.
Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:
Perché il Consiglio federale non cita esplicitamente le violazioni del diritto internazionale umanitario, in particolare gli attacchi alle infrastrutture civili e al personale medico nella Striscia di Gaza?
Il Consiglio federale critica la crescente militarizzazione degli aiuti umanitari testimoniata per esempio da MSF? Se sì, come viene espressa concretamente questa critica?
Quali misure sta adottando il Consiglio federale per garantire che le organizzazioni umanitarie possano lavorare senza intralci, in modo sicuro e indipendente nella Striscia di Gaza?
Come giudica il Consiglio federale il fatto che la popolazione civile palestinese di fatto non abbia vie di fuga e che non esistano rifugi? Quali conseguenze ne trae sul piano del diritto internazionale?
Come valuta il Consiglio federale gli attacchi alla popolazione civile nei centri di distribuzione della GHF?
L’Esecutivo è favorevole all’indagine indipendente chiesta dalle Nazioni Unite per fare luce sui fatti ed è pronto a sostenerla attivamente?
Qual è la posizione del Consiglio federale riguardo al ruolo della GHF, le cui attività sono al centro di controversie a livello internazionale?
Come valuta il Consiglio federale il rischio che l’ampliamento dell’operazione militare metta ulteriormente a repentaglio la vita degli ostaggi, e quali misure ritiene opportune?
Il Consiglio federale è consapevole del fatto che il suo silenzio al riguardo può essere percepito come un’approvazione delle violazioni del diritto internazionale? Come intende contrastare questa percezione?
Stellungnahme des Bundesrates
1. e 9. Il Consiglio federale si è espresso più volte sulla situazione in Medio Oriente e ha condannato le violazioni del diritto internazionale da parte di Israele e di Hamas. Le accuse di violazioni del diritto internazionale umanitario devono essere oggetto di indagini indipendenti e trasparenti. La Svizzera sottolinea costantemente – sia a livello bilaterale che sul piano multilaterale – l’obbligo, per tutte le parti coinvolte, di rispettare il diritto internazionale umanitario. Ciò include il dovere di proteggere la popolazione civile, compreso il personale umanitario, e le infrastrutture civili. In quanto potenza occupante, Israele ha una responsabilità particolare in questo ambito ai sensi delle Convenzioni di Ginevra. Il consigliere federale Ignazio Cassis ha ricordato tali obblighi durante il suo incontro con il ministro degli affari esteri israeliano Gideon Sa’ar in occasione della sua visita in Medio Oriente (10 e 11 giugno 2025). Allo stesso modo, la Svizzera si esprime regolarmente anche in ambito multilaterale, come ha fatto per esempio il 12 giugno 2025 sostenendo la risoluzione A/RES/ES-10/27 dell’Assemblea generale dell’ONU. Tale risoluzione pone un accento particolare sull’obbligo di protezione del personale umanitario, già ribadito nella risoluzione 2730 presentata dalla Svizzera al Consiglio di sicurezza nel maggio del 2024. Nella sua dichiarazione all’Assemblea generale, la delegazione svizzera ha nuovamente espresso costernazione per gli attacchi contro il personale umanitario, i convogli e le strutture umanitarie nella Striscia di Gaza. La Svizzera condanna tutti gli attacchi di questo tipo, e quindi anche quelli perpetrati da Israele. 2.–3. e 5.–7. Il Consiglio federale chiede che sia garantito un accesso umanitario rapido, sicuro e senza ostacoli a tutta la Striscia di Gaza per tutti gli attori umanitari, in particolare l’ONU e i suoi partner. Gli aiuti devono poter raggiungere l’intera popolazione bisognosa senza discriminazioni e in misura sufficiente. L’Esecutivo ribadisce che ricorrere alla fame come arma di guerra è vietato dal diritto internazionale umanitario e costituisce un crimine di guerra. Il consigliere federale Ignazio Cassis ha richiamato più volte l’attenzione del suo omologo israeliano sulla carenza di aiuti umanitari e sugli obblighi di Israele in quanto potenza occupante, tra cui quello di garantire l’approvvigionamento di tutta la popolazione nel territorio sotto il suo controllo. Per poter usufruire dell’accesso garantito dal diritto internazionale umanitario, le organizzazioni umanitarie sono tenute a rispettare i principi umanitari (umanità, imparzialità). Gli aiuti militarizzati compromettono il rispetto di tali principi e delle norme internazionali. Il Consiglio federale è preoccupato per le numerose vittime civili nei pressi dei centri di distribuzione della Gaza Humanitarian Foundation. Tali episodi devono essere oggetto di indagini indipendenti. 4. Le parti belligeranti hanno l’obbligo, in virtù del diritto internazionale, di proteggere la popolazione civile e i beni di carattere civile, di allontanarli, per quanto possibile, dalle vicinanze degli obiettivi militari e di adottare senza indugio tutti i provvedimenti possibili per ricercare, raccogliere e sgomberare i feriti e i malati. È vietato utilizzare la popolazione civile per mettere, con la sua presenza, determinati punti o determinate regioni nonché forze armate al sicuro dalle operazioni militari. 8. Dal 7 ottobre 2023, il Consiglio federale chiede la liberazione immediata e incondizionata di tutti gli ostaggi da parte di Hamas. Ricorda che, ai sensi del diritto internazionale umanitario, la presa di ostaggi costituisce un crimine di guerra. La liberazione degli ostaggi è un elemento importante nei negoziati per un cessate il fuoco duraturo. Il Consiglio federale prosegue i suoi sforzi diplomatici per creare una prospettiva politica quale base per la soluzione a due Stati.