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25.3564 · Interpellanza · 2025-06-04

Dipartimento di giustizia e polizia

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Dal 1950, la popolazione svizzera è quasi raddoppiata, soprattutto con l’immigrazione. Nonostante diverse misure federali, la crescita demografica rimane sfrenata. Interventi parlamentari (19.3651, 20.5629, 23.4365) hanno proposto strumenti per regolare l’immigrazione dallo spazio UE/AELS. Il Consiglio federale respinge ad esempio una tassa d’immigrazione per incompatibilità con l’Accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC). Adeguamenti come la priorità ai lavoratori già presenti sul territorio non soddisfano né l’articolo 121a capoverso 1 Cost. (meccanismo di regolazione) né il capoverso 2 (tetti massimi). Lo stesso vale per i nuovi Accordi con l’UE. Dal 2007 l’immigrazione netta annua da Stati dell’UE/AELS è più che raddoppiata rispetto al 2002-2006 (23 160 → 48 819), il che grava sull’infrastruttura, la società e l’ambiente. Penuria di abitazioni, perdita di aree verdi, sicurezza alimentare, congestionamento del traffico e crescente penuria di manodopera specializzata. Vi si aggiunge che i figli degli immigrati supereranno presto i babyboomer e a un certo punto percepiranno anche loro l’AVS. L’immigrazione non risolve quindi il problema dell’AVS, bensì lo aggrava a lungo termine. I nostri discendenti ne faranno le spese. Invito dunque il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:

  1. Concorda con il fatto che le prossime generazioni pagheranno un prezzo elevato (penuria di abitazioni, stress da densità abitativa, infrastruttura congestionata, sicurezza alimentare, crescente penuria di manodopera specializzata) per l’attuale rapida crescita demografica dovuta all’immigrazione?

  2. Condivide l’opinione secondo cui la persistente elevata crescita demografica va rallentata?

  3. È possibile limitare l’immigrazione netta dallo spazio UE/AELS (>45 000 all’anno) con concreti tetti massimi annuali senza violare la libera circolazione delle persone?

  4. Quali tetti massimi annuali considera sostenibili a lungo termine senza addossare alle prossime generazioni l’intero onere: 10 000, 20 000 o 30 000?

  5. Le seguenti misure sono compatibili con il nuovo ALC o no:sistemi a punti come quelli previsti in Canada/Australia/Nuova Zelanda;contingenti come quelli applicati agli Stati terzi;tasse d’immigrazione (come tasse di soggiorno o sull’utilizzo);una modifica costituzionale che consenta alla Svizzera di frenare l’immigrazione mediante tetti massimi concreti quando supera la media in determinate regioni e professioni.

Stellungnahme des Bundesrates

1. / 2. Il mercato del lavoro è il principale motore dell’immigrazione in Svizzera nel quadro dell’Accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC; RS 0.142.112.681). Il contributo della manodopera straniera, a complemento di quella già presente sul territorio nazionale, è determinante per garantire a lungo termine la nostra prosperità, lo sviluppo sostenibile della nostra economia e il buon funzionamento della nostra società. Secondo uno studio realizzato da Ecoplan nel 2025 («Volkswirtschaftliche Auswirkungen eines Wegfalls der Bilateralen I»), la fine dei Bilaterali I, di cui fa parte anche l’ALC, si ripercuoterebbe negativamente sullo sviluppo economico e sul PIL pro capite. Le persone immigrate nel quadro dell’ALC sono perlopiù in età lavorativa; il loro tasso di partecipazione al mercato del lavoro è elevato (cfr. 21° rapporto dell’Osservatorio sull’ALC, pubblicato il 1° luglio 2025). Tenuto conto dell’evoluzione demografica, ciò è molto importante sia per coprire il fabbisogno di manodopera sia per finanziare a lungo termine il primo pilastro delle assicurazioni sociali. Lo studio «Migration und Sozialversicherungen», svolto nel 2023 dalle Università di Zurigo e San Gallo su mandato dell’Ufficio federale delle assicurazioni sociali, prevede, con un orizzonte temporale fino al 2070, che l’immigrazione avrà un impatto positivo anche a lungo termine su AVS, AI e IPG. Il Consiglio federale riconosce tuttavia che l’immigrazione e la crescita demografica comportano anche sfide, attualmente esaminate nel quadro di diversi postulati, in particolare nel rapporto in adempimento del postulato 23.4171 Gössi «Rapporto aggiornato sulla libera circolazione delle persone e l'immigrazione in Svizzera», che conterrà un’analisi globale delle ripercussioni dell’immigrazione su diversi settori politici. Per ridurre l’immigrazione e affrontare le relative sfide, il 29 gennaio 2025 il Consiglio federale ha adottato una serie di misure supplementari nei settori del mercato del lavoro, delle abitazioni e dell’asilo. 3. e 5. Limitare l’immigrazione netta in provenienza dall’UE/AELS tramite contingenti o altre misure (p. es. sistemi a punti, tasse di immigrazione o tetti massimi effettivi) non è compatibile né con l’ALC attuale né con quello aggiornato nell’ambito del pacchetto Svizzera-UE. In occasione dei negoziati per aggiornare l’ALC, la Svizzera e l’UE hanno in particolare concordato una versione concretizzata della clausola di salvaguardia (art. 14a), che permette alla Svizzera di adottare adeguate misure protettive se l’applicazione dell’ALC dovesse comportare gravi difficoltà di ordine economico o sociale. Le misure protettive possibili (p. es. definizione di tetti massimi, priorità dei lavoratori indigeni) sono definite nell’articolo 21b della riveduta legge federale sugli stranieri e la loro integrazione (LStrI; RS 142.20); devono essere appropriate nonché limitate nel tempo e nella portata. 4. Anche in futuro la Svizzera dipenderà, a complemento di quella presente sul territorio, da manodopera straniera a causa del crescente fabbisogno di lavoratori e dell’invecchiamento demografico, dovuto alla diminuzione del tasso di natalità e all’aumento dell’aspettativa di vita. Introducendo un sistema con tetti massimi annuali, la Svizzera perderebbe la flessibilità necessaria per reagire alle future sfide sul piano demografico e su quello del mercato del lavoro. Per contro, la versione concretizzata della clausola di salvaguardia consentirà al Consiglio federale di esaminare l’opportunità di attivare tale clausola nel contesto dell’immigrazione basata sull’ALC, adottando, se del caso, misure protettive limitate nel tempo (v. risposta alle domande 3 e 5).