30 anni dopo Srebrenica. Giornata internazionale di riflessione e commemorazione in Svizzera?
25.3596 · Interpellanza · 2025-06-12
Dipartimento degli affari esteri
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Il 23 maggio 2024 l’Assemblea generale dell’ONU ha adottato a larga maggioranza la risoluzione A/RES/78/282, che istituisce l’11 luglio come Giornata internazionale di riflessione e commemorazione del genocidio di Srebrenica.
La risoluzione invita tutti gli Stati membri, le agenzie del sistema ONU e la società civile a osservare questa giornata con eventi commemorativi e attività educative e di sensibilizzazione in memoria delle vittime.
Il genocidio fu il culmine di un processo di sterminio sistematicamente pianificato. Tra l’11 e il 16 luglio 1995, nella zona di sicurezza dell’ONU a Srebrenica, nell’odierna Bosnia ed Erzegovina, furono uccisi più di 8000 ragazzi e uomini bosgnacchi. Il 2025 riveste una grande importanza simbolica e politica, in quanto segna il 30° anniversario del genocidio e dell’Accordo di Dayton, che da un lato pose fine alla guerra in Bosnia ed Erzegovina ma, dall’altro, si tradusse in una parziale istituzionalizzazione delle tensioni esistenti. Le problematiche che ne derivarono sono oggi inasprite da una profonda crisi istituzionale, ambizioni secessioniste e una retorica sempre più improntata al nazionalismo nei Balcani.
La promozione dei diritti umani, l’elaborazione dei crimini più gravi, la salvaguardia delle norme giuridiche internazionali e la prevenzione del genocidio rientrano tra le priorità della politica estera svizzera. In quanto Stato depositario delle Convenzioni di Ginevra, sede di importanti organizzazioni internazionali e attore di primo piano nel campo dell’analisi del passato, la Svizzera ha una responsabilità particolare per quanto riguarda la promozione di una cultura della memoria, la lotta contro l’impunità e la conservazione della verità storica. In considerazione della comunità bosniaca nel nostro Paese, alla Svizzera spetta inoltre un importante ruolo in materia di commemorazione.
A questo proposito chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:
1. L’Esecutivo intende riconoscere ufficialmente l’11 luglio come Giornata internazionale di riflessione e commemorazione del genocidio di Srebrenica?
2. Il Consiglio federale è intenzionato a sostenere attivamente le iniziative lanciate dalla società civile, da associazioni delle vittime e dai Comuni in Svizzera in relazione al 30° anniversario del genocidio?
3. La Confederazione parteciperà con una rappresentanza ufficiale agli eventi commemorativi?
4. Il Consiglio federale è disposto a condannare pubblicamente la negazione e la relativizzazione del genocidio di Srebrenica e a impegnarsi nella lotta contro il revisionismo storiografico?
Stellungnahme des Bundesrates
Il massacro di Srebrenica del 1995 è stato classificato come genocidio dal Tribunale penale internazionale per l’ex Jugoslavia e dalla Corte internazionale di giustizia. La Svizzera riconosce le decisioni di questi organismi. Nel 2024 ha votato a favore della risoluzione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite che istituisce l’11 luglio come Giornata internazionale di riflessione e commemorazione del genocidio di Srebrenica, sostenendo così la commemorazione di questa tragedia. La risoluzione condanna fermamente il revisionismo sul genocidio di Srebrenica e incoraggia gli Stati membri a combattere il negazionismo e la glorificazione dei responsabili. Non è prassi della Svizzera proclamare giornate di commemorazione ufficiali a livello federale per eventi storici specifici. La Svizzera accoglie con favore le numerose iniziative in tutto il Paese per commemorare il genocidio di Srebrenica. Sono previsti infatti vari eventi e conferenze organizzati dalla società civile e sostenuti dalle autorità locali. L’ambasciatore svizzero in Bosnia ed Erzegovina ha rappresentato il Consiglio federale alle commemorazioni in loco dell’11 luglio 2025. Il Consiglio federale sostiene, sia finanziariamente che attraverso l’invio di personale, il mandato dell’Alto rappresentante internazionale per la Bosnia ed Erzegovina, che svolge un ruolo politico e legislativo nel contrastare la glorificazione dei crimini di guerra e la negazione del genocidio, dei crimini contro l’umanità e dei crimini di guerra. La Svizzera promuove gli sforzi di informazione del pubblico intrapresi dal Meccanismo internazionale incaricato di esercitare le funzioni residuali dei Tribunali penali internazionali per l’ex Jugoslavia e il Ruanda. La promozione della verità è essenziale nella lotta contro l’impunità, nella prevenzione di futuri crimini e nella promozione della pace. Infine, la Svizzera continua a sostenere le famiglie delle vittime nella loro lotta per l’identificazione delle persone ancora disperse.