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25.3603 · Mozione · 2025-06-12

Dipartimento di giustizia e polizia

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato disostenere e partecipare all’iniziativa volta a discutere e riformare l’interpretazione della Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU) promossa da nove Stati europei con la lettera aperta del 22 maggio 2025;adoperarsi insieme ad altri Stati contraenti affinché la Corte europea dei diritti dell’uomo (Corte EDU) torni a rispettare il principio di sussidiarietà, non imponga agli Stati contraenti obblighi che non hanno assunto in virtù di trattati internazionali e non limiti il loro margine di manovra politico, in particolare per salvaguardare la capacità d’agire in materia di politica migratoria e sicurezza della propria popolazione.

Begründung

Il 22 maggio 2025 i primi ministri danese e italiano hanno pubblicato una lettera aperta in cui chiedono di discutere e riformare l’interpretazione della CEDU. La lettera è stata firmata anche dai capi di Governo di Polonia, Belgio, Austria, Estonia, Lettonia, Repubblica ceca e Lituania. La firma del Consiglio federale non vi figura, nonostante la dichiarazione del Consiglio nazionale e del Consiglio degli Stati indirizzata il 12 giugno 2025 alla Corte EDU (24.053/24.054) a seguito della sentenza relativa alle «Anziane per il clima». E nonostante di recente la Corte EDU abbia di nuovo condannato la Svizzera in maniera altrettanto invasiva, assicurando un diritto di soggiorno in Svizzera a un trafficante di droga bosniaco nonostante l’espulsione dal Paese. La lettera aperta attira l’attenzione sul fatto che la giurisprudenza della Corte EDU limita sempre più i margini di manovra nazionali, in particolare nella gestione dei migranti criminali. La protezione della popolazione e il bisogno di sicurezza della maggioranza devono prevalere sui diritti individuali degli stranieri criminali. In effetti, la Corte EDU ha da tempo superato i limiti dell’evoluzione ammissibile del diritto. Ciò limita sempre più la libertà decisionale democratica degli Stati, fino a impedire loro di agire in settori rilevanti per la sicurezza, quando misure efficaci contro i migranti criminali sono rese impossibili per vari motivi. In qualità di Stato membro del Consiglio d'Europa, la Svizzera ha la responsabilità di partecipare attivamente a questo dibattito al fine di garantire in ugual misura i diritti umani, la sicurezza nazionale e la sovranità. Sostenendo la lettera e le richieste in essa contenute, la Svizzera ha l’opportunità di partecipare fin dall'inizio.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale ribadisce il suo sostegno all’adesione della Svizzera al Consiglio d’Europa e al sistema della Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU; RS 0.101). Si è tuttavia mostrato critico nei confronti dell’interpretazione della CEDU da parte della Corte europea dei diritti dell’uomo (Corte EDU) per quanto concerne la protezione del clima. In questo contesto, il 4 settembre 2024 il Consiglio federale ha proposto di accogliere la mozione 24.3485 Caroni «Rammentare alla Corte EDU la sua missione primaria», presentata in reazione alla maniera in cui la Corte EDU ha sviluppato la sua interpretazione della CEDU nella sentenza Verein KlimaSeniorinnen gegen die Schweiz del 9 aprile 2024. Questa mozione chiede al Consiglio federale di associarsi agli altri Stati parte alla CEDU per rammentare alla Corte EDU la sua missione primaria e rafforzare il principio di sussidiarietà. Secondo questo principio, spetta anzitutto agli Stati parte garantire il rispetto dei diritti definiti nella CEDU e a tal fine godono di un margine di apprezzamento, sottoposto al controllo sussidiario della Corte EDU. La lettera aperta del 22 maggio 2025 è frutto di un’iniziativa presa dall’Italia e dalla Danimarca nel quadro dell’Unione europea, al di fuori delle vie istituzionali del Consiglio d’Europa. La Svizzera non è stata invitata ad associarvisi. La lettera intende avviare un dialogo nuovo e aperto sull’interpretazione della CEDU, senza tuttavia precisare il formato dello scambio perseguito. In sostanza, come la mozione 24.3485 Caroni, la lettera aperta chiede di rafforzare il principio di sussidiarietà. Il Consiglio federale accorda particolare importanza al principio di sussidiarietà. Ritiene che accogliendo la mozione 24.3485 Caroni il Parlamento l’abbia già incaricato di rafforzarlo. Inoltre, diversamente dalla sentenza Verein KlimaSeniorinnen gegen die Schweiz, l’applicazione della CEDU nel settore della migrazione è oggetto di una giurisprudenza consolidata sia della Corte EDU sia del Tribunale federale. Infine, il modo di procedere caldeggiato dalla mozione 24.3485 Caroni, ossia utilizzare i canali e i forum di scambio intergovernativi messi a disposizione dal Consiglio d’Europa, è adeguato. La mozione 24.3485 Caroni è in fase di attuazione e occorre attenderne i risultati.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.