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25.3611 · Interpellanza · 2025-06-13

Dipartimento dell'interno

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Anche dopo le mobilitazioni femministe del 2019 e del 2023, le rivendicazioni di un’effettiva uguaglianza tra donne e uomini sono ancora oggi di attualità. Che si tratti di parità salariale, di riconoscimento del lavoro di cura o di lotta contro la violenza di genere, la società – e in particolare le donne – continuano ad avere aspettative forti e legittime nei confronti dei poteri politici. Benché siano stati pubblicati diversi rapporti, rimane particolarmente complicato intuire che cosa stia facendo il Consiglio federale in questo ambito. A quali impegni ha effettivamente dato seguito il Consiglio federale dopo gli scioperi femministi del 2019 e del 2023 in materia di parità salariale, riconoscimento del lavoro di cura o lotta contro la violenza di genere?

Stellungnahme des Bundesrates

In questi ultimi anni diversi traguardi importanti sono stati raggiunti in materia di uguaglianza. Nel 2021 il Consiglio federale ha adottato la prima strategia nazionale volta a promuovere l’uguaglianza tra donne e uomini. La Strategia Parità 2030 si concentra su quattro campi d’azione: la promozione della parità nella vita professionale e pubblica, il miglioramento della conciliabilità tra vita familiare e vita privata, la prevenzione della violenza di genere e la lotta contro la discriminazione. La strategia è attuata mediante un piano d’azione dinamico, attualmente composto da oltre 100 misure introdotte a livello federale, e regolarmente aggiornato da Confederazione, Cantoni e Città (www.parita2030.ch). Alla fine del 2025 il Consiglio federale ne trarrà un bilancio intermedio. Nell’aprile del 2021 la Confederazione e i Cantoni si sono impegnati a lottare contro la violenza domestica sottoscrivendo una roadmap (www.ufg.admin.ch > Società > Violenza domestica > Dialogo strategico «Violenza domestica»). Dal 2021, la Confederazione concede anche aiuti finanziari destinati a progetti e attività regolari che mirano a prevenire la violenza di genere e domestica (www.projektsammlung.ch/it/aiuti-finanziari-per-la-prevenzione-della-violenza/). Il Consiglio federale ha inoltre potenziato i suoi strumenti contro la violenza di genere mediante il Piano d’azione nazionale 2022-2026 per l’attuazione della Convenzione di Istanbul (www.parita2030.ch/pan-ci). A livello legislativo, nel luglio del 2024 è entrato in vigore il nuovo diritto in materia sessuale, che introduce in particolare una nuova definizione di violenza carnale. Nell’autunno del 2025 prenderà il via un’importante campagna nazionale condotta dall’Ufficio federale per l’uguaglianza fra donna e uomo (UFU) volta a prevenire la violenza domestica, sessualizzata e di genere. L’obiettivo è far conoscere le offerte di aiuto disponibili, sensibilizzare la popolazione alle diverse forme di violenza e contribuire a decostruire gli atteggiamenti e le strutture che le favoriscono. È inoltre in corso di realizzazione il primo studio nazionale di prevalenza sulla violenza contro le donne e la violenza domestica: i primi risultati sono attesi per la fine del 2028. Infine, in occasione di una seduta straordinaria tenutasi lo scorso giugno, il comitato responsabile della Convenzione di Istanbul ha definito misure urgenti per rafforzare concretamente e rapidamente l’assistenza istituzionale alle vittime e alle persone autrici di violenza sin dai primi segnali di allarme. Per quanto riguarda l’uguaglianza in materia di salari, nel 2020 la legge federale sulla parità dei sessi (LPar; RS 151.1) è stata rafforzata dall’entrata in vigore delle nuove disposizioni concernenti l’analisi della parità salariale. Il bilancio intermedio della LPar, pubblicato dall’Ufficio federale di giustizia nel marzo del 2025, mostra che questa analisi ha difficoltà a imporsi. Il Consiglio federale ha preso atto dei risultati e deciso di valutare, entro la fine del 2027, se l’obbligo legale di analizzare i salari rappresenti una misura sufficientemente efficace per promuovere la parità salariale. Parallelamente, la Confederazione ha continuato a sviluppare una serie di strumenti di analisi. Nel 2021 il tool di analisi standardizzato Logib è stato completato con un secondo modulo destinato alle aziende di piccole e medie dimensioni. Alla fine del 2023 l’UFU ha inoltre messo a disposizione il webtool «Logib sistema salariale», che consente alle aziende di elaborare un sistema semplice per la gestione di funzioni e salari, basato su criteri neutrali dal punto di vista del genere. Infine, in adempimento del postulato 20.4263 della Commissione della scienza, dell’educazione e della cultura del Consiglio nazionale, alla fine del 2022 il Consiglio federale ha adottato una strategia volta a rafforzare la Carta per la parità salariale nel settore pubblico composta da 18 misure. L’UFU sta sviluppando una nuova piattaforma sulla quale saranno presentati i progetti condotti dai firmatari della Carta (Confederazione, Cantoni, Città e aziende parastatali). In merito al riconoscimento del lavoro di cura, nel 2021 è entrata in vigore la legge federale concernente il miglioramento della conciliabilità tra attività lucrativa e assistenza ai familiari. Il rapporto del Consiglio federale del 20 giugno 2025 in adempimento del postulato Maret Marianne 21.3232 «Analizzare i costi e i benefici delle misure in favore della conciliabilità adottate dalle aziende per i dipendenti che assistono familiari» evidenzia come investire nella conciliabilità tra attività professionale e ruolo di familiare curante vada a vantaggio delle aziende. Come affermato nella risposta all’interpellanza Roduit 23.3191 «La rimunerazione delle cure di base ai familiari senza formazione specifica va a scapito della qualità delle cure?», il Consiglio federale sta elaborando un rapporto sui familiari curanti impiegati da organizzazioni di cura e assistenza a domicilio, la cui pubblicazione è prevista per il terzo trimestre del 2025. Inoltre, dal 2021, in seguito all’introduzione del congedo di paternità, i padri possono fruire di un congedo pagato di due settimane. È stato infine prolungato sino al termine del 2026 il Programma d’incentivazione per la custodia di bambini complementare alla famiglia.