25.3623 · Interpellanza · 2025-06-16
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
L’Italia ha annunciato ufficialmente il proprio ingresso nell’Alleanza europea per il nucleare, un gruppo di Stati che, su iniziativa della Francia, mira a promuovere l’energia nucleare come pilastro strategico della transizione energetica. Oltre alla Francia, ne fanno parte la Svezia, la Finlandia, la Polonia, la Romania, la Repubblica Ceca, il Belgio e ora anche l’Italia, mentre la Germania, pur avendo dismesso le proprie centrali, ha attenuato la propria opposizione politica all’energia atomica.
Questa dinamica evidenzia un riposizionamento politico e tecnologico profondo in Europa: in molti riconoscono che per raggiungere gli obiettivi di neutralità climatica al 2050, l’energia nucleare – sicura, stabile e a basse emissioni – debba affiancare le fonti rinnovabili. Si parla di investimenti per oltre 240 miliardi di euro entro il 2050, anche in tecnologie innovative come i piccoli reattori modulari (SMR).
La Svizzera, che dispone attualmente di quattro centrali nucleari in funzione e beneficia tuttora in modo importante di questa fonte per la propria produzione di elettricità, rischia seriamente di restare indietro, mentre altri Stati costruiscono nuove competenze, catene di approvvigionamento e accesso ai finanziamenti.
Alla luce di questi sviluppi, si chiede al Consiglio federale:
Come giudica il fatto che sempre più Paesi europei stiano rivedendo in senso favorevole le proprie strategie in materia di energia nucleare?
Ritiene che l’attuale posizione della Svizzera, di fatto ferma dopo la decisione post-Fukushima, sia ancora sostenibile di fronte a una possibile nuova rivoluzione tecnologica ed energetica in Europa?
Ha analizzato le implicazioni per la sicurezza dell’approvvigionamento elettrico svizzero – soprattutto in inverno – nel caso in cui gli Stati vicini decidano di integrare in misura crescente il nucleare, mentre la Svizzera vi rinuncia?
Quali sono le misure concrete previste o in studio per estendere, laddove tecnicamente e in sicurezza possibile, la durata di vita delle centrali nucleari esistenti?
È in programma un aggiornamento della Strategia energetica 2050 alla luce del cambiamento del contesto geopolitico ed energetico in Europa?
Quali sono le valutazioni sull’eventuale inserimento degli SMR (piccoli reattori modulari) nel dibattito energetico nazionale?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Le conseguenze della guerra in Ucraina sull’approvvigionamento energetico hanno palesato la vulnerabilità e la dipendenza dell’Europa. Per questo motivo diversi Paesi europei stanno riorientando il loro approvvigionamento energetico, ricorrendo anche all’energia nucleare. 2, 3 e 5. A seguito dell’incidente al reattore di Fukushima nel 2011, la Svizzera ha ampiamente rielaborato la propria politica in materia di energia adottando la Strategia energetica 2050. La legge federale su un approvvigionamento elettrico sicuro con le energie rinnovabili (RU 2024 679), approvata a chiara maggioranza dal Popolo svizzero nel giugno del 2024 e in gran parte in vigore da inizio 2025, prevede il potenziamento delle energie rinnovabili e l’aumento dell’efficienza energetica. La nuova legge consente di migliorare anche l’approvvigionamento invernale. Oltre a ciò, nella sessione estiva 2025 il Parlamento ha adottato il progetto 24.033 «Legge sull’approvvigionamento elettrico (Riserva di energia elettrica)», con cui si intende garantire meglio l’approvvigionamento elettrico, in particolare nel semestre invernale. Non vi è alcuna certezza se il potenziamento delle energie rinnovabili sarà sufficientemente rapido da permettere di sopperire in tempo utile alle capacità produttive delle centrali nucleari esistenti che verranno a mancare e di coprire il crescente fabbisogno elettrico. È per tutte queste ragioni che il Consiglio federale ritiene indispensabile puntare a un’apertura tecnologica, in modo da garantire la produzione necessaria e, se occorre, offrire la possibilità, a lungo termine, di ottenere elettricità da fonti nucleari a basse emissioni di CO2. Il controprogetto indiretto all’iniziativa popolare «Energia elettrica in ogni tempo per tutti (Stop al blackout)» intende revocare il divieto di rilasciare autorizzazioni di massima per centrali nucleari che si trova nella LENu (RS 732.1). Un altro elemento per la garanzia dell’approvvigionamento energetico è l’accordo sull’energia elettrica con l’UE. Il 13 giugno 2025 il Consiglio federale ne ha avviato la consultazione nell’ambito del pacchetto «stabilizzazione e sviluppo delle relazioni Svizzera-UE» (www.fedlex.admin.ch > Procedure di consultazione in corso). Questi elementi rafforzeranno ulteriormente l’approvvigionamento elettrico invernale. Inoltre, l’Ufficio federale dell’energia (UFE) sta lavorando alla preparazione di nuove Prospettive energetiche con diversi scenari fino al 2060. I relativi risultati sono attesi per il 2027. Le nuove Prospettive energetiche prenderanno anche in considerazione un possibile futuro impiego della tecnologia nucleare per la produzione di energia elettrica in Svizzera. 4. La questione delle condizioni quadro per un esercizio a lungo termine delle centrali nucleari esistenti è attualmente oggetto di studio nel quadro del postulato Burkart 23.4152 «Continuazione dell’esercizio delle centrali nucleari attuali». Secondo una nota (in tedesco) dell’UFE (www.ufe.admin.ch > Approvvigionamento > Energia nucleare > Compiti dell’UFE), i gestori delle centrali nucleari esistenti stanno pianificando una continuazione dell’esercizio per oltre 60 anni. 6. Gli esperti ritengono che con piccoli reattori modulari (i cosiddetti «small modular reactors», SMR) si possano ridurre i costi del capitale delle grandi centrali nucleari. Nei Paesi occidentali, tuttavia, questi reattori sono ancora in fase di sviluppo. Di conseguenza, l’ulteriore sviluppo degli SMR va monitorato da vicino.