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25.3629 · Interpellanza · 2025-06-17

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

In un comunicato stampa del 4 gennaio 2023 l’OMS ha dichiarato che nessun livello di consumo di alcol è privo di rischi per la nostra salute. L’organizzazione ha pubblicato una spiegazione al riguardo sulla rivista specializzata «The Lancet Public Health» e basa la propria argomentazione principalmente su quanto sostenuto da un consulente esterno, Tim Stockwell. Quest’ultimo mantiene stretti rapporti con un movimento militante per l’astinenza e gli si rimprovera di drammatizzare i rischi nonché di raccogliere e interpretare i dati senza attenersi al principio di imparzialità.

Se in passato l’OMS si era concentrata sull’abuso di alcol, ora fa leva su una strategia all’insegna del consumo zero. Prese di posizione di parte come queste generano insicurezza nei consumatori e danneggiano considerevolmente i settori interessati, aumentando la pressione in una situazione già di per sé difficile. Lo scorso anno, ad esempio, in Svizzera il consumo di vino è calato complessivamente dell’8 per cento, con una riduzione del 16 per cento per il vino prodotto nel nostro Paese e addirittura del 20 per cento per il vino rosso svizzero.

La spiegazione pubblicata sulla rivista specializzata Lancet è tuttavia oggetto di dibattito nel mondo scientifico. In particolare, tra le altre cose il più recente rapporto «Review on Evidence on Alcohol and Health» (2025) delle Accademie nazionali delle scienze, dell’ingegneria e della medicina (National Academies of Sciences, Engineering, and Medicine) delinea un quadro un po’ diverso riguardo agli effetti sulla salute del consumo moderato di alcol: secondo quanto emerso, consumare alcol con moderazione avrebbe infatti anche effetti positivi.

Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:


1. È d’accordo con il fatto che, con la sua strategia di consumo zero per le bevande alcoliche, l’OMS abbia emesso raccomandazioni sproporzionate?

2. Condivide l’opinione che l’OMS si sbagli quando afferma che non esiste alcuna quantità sicura di alcol?

3. Ritiene che la sua strategia preventiva vada adeguata di conseguenza o intende continuare a concentrarsi sull’abuso di alcol?

4. Concorda con il fatto che tali raccomandazioni arrechino danni economici ai singoli settori interessati?
5. La Svizzera è intervenuta di conseguenza nei pertinenti comitati dell’OMS oppure tali affermazioni prive di fondamento scientifico vengono semplicemente accettate?

Stellungnahme des Bundesrates

1. e 2. Le ricerche dimostrano che anche piccole quantità di alcol aumentano il rischio di cancro. Per le sue raccomandazioni, l’OMS non si appoggia esplicitamente alla meta-analisi di Stockwell, ma a una base di dati più ampia. Pertanto si può ritenere che siano fondate su conoscenze scientifiche. Per quanto riguarda la qualità dello studio della NASEM (www.nap.nationalacademies.org > catalog > 28582 > review-of-evidence-on-alcohol-and-health), invece, gli esperti hanno sollevato diversi dubbi, ad esempio in merito alla metodologia.

3. La strategia nazionale Dipendenze distingue i comportamenti e le abitudini di consumo in base alla loro intensità e ai rischi che ne derivano per l’individuo e la società. L’attuale piano di misure della strategia nazionale Dipendenze è valido per il periodo 2025–2028. Per quel che riguarda la prevenzione del consumo di alcol ad alto rischio, tra gli obiettivi della strategia vi è anche la riduzione degli effetti negativi sulla salute fisica e psicosociale. La Commissione federale per le questioni relative alle dipendenze e alla prevenzione delle malattie non trasmissibili (CFDNT) prevede di pubblicare nuove raccomandazioni sul consumo di alcol nel terzo trimestre del 2025. In qualità di commissione extraparlamentare peritale indipendente, si impegna a trasmettere le più recenti conoscenze alla popolazione. Il Consiglio federale esaminerà le eventuali implicazioni delle raccomandazioni della CFDNT in occasione dell’elaborazione della strategia successiva Dipendenze, che entrerà in vigore nel 2029.

4. Secondo le statistiche dell’osservatorio svizzero della salute (Obsan), tra il 2001 e il 2023 in Svizzera la vendita media annua di alcol puro per bevande è scesa da circa 11 litri a 8 litri pro capite. Anche il consumo giornaliero è diminuito. Nel 2022, circa il 9 per cento della popolazione svizzera consumava alcol almeno una volta al giorno, rispetto al 16 per cento del 2002. Il Consiglio federale ritiene che il declino degli ultimi anni rifletta una tendenza sociale generale e sia da ricondurre a una maggiore consapevolezza della popolazione per quanto riguarda la salute. A lungo termine, questo trend può avere effetti positivi anche sugli elevati costi economici legati al consumo di alcol.

5. Come tutti gli altri Stati membri dell’OMS, la Svizzera viene consultata sui documenti sottoposti agli organi direttivi dell’organizzazione (Consiglio esecutivo e Assemblea mondiale della salute). Alla 75ª Assemblea mondiale della salute del 2022, il «Global alcohol action plan 2022–2030» è stato adottato all’unanimità. La Svizzera era stata consultata in merito all’elaborazione del documento nel 2021 e ha sostenuto il piano d’azione.