Lexipedia

25.3682 · Mozione · 2025-06-18

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di adottare misure ed emanare disposizioni legali in collaborazione con i Cantoni e le organizzazioni del mondo del lavoro per migliorare ulteriormente la qualità della didattica nelle aziende che formano apprendisti (p. es. sotto forma di corsi d’aggiornamento periodici per i formatori).

Begründung

La formazione professionale duale deve far fronte a sfide importanti. In tutti i settori, ogni anno in media circa il 25 % dei contratti di apprendistato viene disdetto e molti apprendisti superano la procedura di qualificazione per il rotto della cuffia. Sempre più giovani optano per una scuola di cultura generale. Pertanto, i giovani che scelgono la formazione professionale duale devono essere formati e seguiti nel miglior modo possibile dalle aziende formatrici. I formatori sono attori fondamentali della formazione professionale e contribuiscono in maniera significativa non solo alla qualità della didattica, ma anche al successo dell’apprendistato.
È quanto emerge, ad esempio, dagli ultimi studi della SUFFP. In molte aziende sono inoltre presenti formatori pratici che hanno anch’essi un’influenza diretta sull’efficacia della formazione. L’accompagnamento degli apprendisti va ben oltre la semplice trasmissione di conoscenze e competenze. I formatori pratici contribuiscono infatti ad accompagnare i giovani nella transizione dalla scuola al mondo del lavoro nonché nelle sfide e nelle difficoltà che incontreranno nel percorso verso la vita adulta. Attualmente esistono corsi di base obbligatori di almeno 40 ore (cfr. art. 40 OFPr) che autorizzano a svolgere l’attività di formatore. Per le qualifiche di livello superiore sono invece disponibili alcune offerte e formazioni continue specifiche in base al settore. Non esiste tuttavia l’obbligo di frequentare corsi d’aggiornamento periodici, come avviene ad esempio per i corsi J&S o in molte professioni pedagogiche. La formazione professionale viene gestita nell’ambito del sistema di partenariato. L’elaborazione di misure e di disposizioni legali necessita di coordinamento e concertazione tra la Confederazione e gli attori della formazione professionale.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

Nelle aziende la formazione degli apprendisti viene garantita principalmente dai formatori, i quali devono aver assolto un corso di formazione pedagogico-professionale di 40 ore, come previsto dall’ordinanza sulla formazione professionale (OFPr; RS 412.101, art. 44 cpv. 2).
La realizzazione di questi corsi è di competenza dei Cantoni. In tutta la Svizzera per ottenere la qualifica pedagogico-professionale necessaria, che prevede una formazione di 100 ore (art. 44 cpv. 1 lett. c OFPr), vigono gli stessi standard qualitativi. Non è invece richiesta alcuna qualifica legale per i formatori pratici, che nelle aziende si occupano principalmente della formazione tecnica degli apprendisti.Conformemente all’articolo 24 capoverso 1 della legge sulla formazione professionale (LFPr; RS 412.10) la vigilanza sulla formazione professionale di base è assicurata dai Cantoni, che vigilano anche sulla qualità della formazione professionale pratica (art. 24 cpv. 3 LFPr). Nell’ambito di questa attività di vigilanza, i Cantoni applicano criteri conformi alla «QualiCarte», uno strumento intercantonale che definisce 28 indicatori di qualità (p. es. «il formatore segue regolarmente dei corsi di formazione continua») e viene utilizzato anche per valutazioni esterne. Ciò consente di individuare il potenziale di ottimizzazione e di migliorare costantemente la formazione. Inoltre, diverse organizzazioni del mondo del lavoro e di categoria offrono già formazioni continue interne, garantendo così che i formatori rimangano aggiornati. Dal canto suo, in virtù degli articoli 54 e 55 LFPr la Confederazione può sostenere progetti per promuovere la qualità della formazione. Su questa base è stato sviluppato «SwissEduPro», un sistema di formazione continua intersettoriale per le aziende basato sul corso obbligatorio per formatori che può essere attivato in ogni campo professionale. Secondo il Consiglio federale l’attuale ripartizione dei compiti tra Confederazione, Cantoni e organizzazioni del mondo del lavoro ha dato buoni risultati. Inoltre, l’imposizione di obblighi supplementari alle aziende formatrici andrebbe valutata attentamente, mentre la Confederazione punta piuttosto ad alleggerire i costi della regolamentazione attraverso la legge sullo sgravio delle imprese (LSgrI; RS 930.31). Il sistema svizzero della formazione professionale si basa sul principio della volontarietà e della responsabilità delle aziende, che scelgono di formare apprendisti nel loro interesse, ovvero per garantirsi la manodopera futura. La formazione pedagogico-professionale prevista dalla legge costituisce già un requisito minimo sufficientemente chiaro, che può essere integrato con una vasta gamma di formazioni continue orientate alle esigenze delle aziende. Un obbligo legale di formazione continua potrebbe indebolire la responsabilità delle aziende e la loro motivazione a partecipare volontariamente al sistema. Occorre poi aggiungere che la qualità della formazione non dipende soltanto dal livello di aggiornamento ufficiale dei formatori e che sono altrettanto importanti le condizioni strutturali e operative, come il tempo dedicato alla formazione, la valorizzazione dei formatori pratici e l’integrazione del loro ruolo all’interno delle aziende. Infine, contano anche le differenze specifiche dei singoli settori e le fluttuazioni tra formatori, nonché la questione del finanziamento e della sostenibilità di un eventuale obbligo di formazione continua.Esiste già un ampio ventaglio di strumenti per rafforzare la formazione professionale e contrastare la carenza di personale qualificato, tra cui l’informazione e la consulenza alle aziende formatrici da parte degli ispettorati cantonali, la messa a disposizione di ausili specifici e i corsi per i formatori. Con il suo progetto «Attrattiva della formazione professionale» la SEFRI provvederà a esaminare quali altre misure potrebbero contribuire a rafforzare la qualità della formazione ed essere sostenute da tutti i partner. Il Consiglio federale intende aspettare i risultati di questi lavori e, allo stato attuale, respinge l’adozione di ulteriori norme e interventi legislativi. Se la Camera prioritaria accoglierà la mozione, il Consiglio federale proporrà alla seconda Camera di trasformarla in mandato di verifica.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.