25.3689 · Mozione · 2025-06-18
Dipartimento di giustizia e polizia
Nella Commissione del Consiglio degli Stati
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di adeguare le basi legali affinché le persone ammesse provvisoriamente, le persone con un permesso N o senza permesso possano domandare un permesso di dimora al più presto dopo dieci anni.
Begründung
Le persone ammesse provvisoriamente sono state respinte dalla Svizzera. L'esecuzione dell'allontanamento è tuttavia temporaneamente inammissibile (violazione del diritto internazionale pubblico), inesigibile (pericolo concreto per l'interessato) o impossibile (motivi tecnici). Oggi le persone ammesse provvisoriamente possono presentare già dopo cinque anni una domanda di rilascio di un permesso di dimora, che viene esaminata considerando il grado d’integrazione, la situazione famigliare e le prospettive di un ritorno nel Paese d’origine. Nel solo periodo 2021-2024 la SEM ha approvato oltre 19 000 domande di questo tipo. A fine novembre 2024 risiedevano in Svizzera 42 979 persone ammesse provvisoriamente. Il fatto che già dopo poco tempo possano chiedere un permesso di dimora contraddice il principio della temporaneità. Inoltre, all’atto pratico le ammissioni provvisorie non sono riesaminate annualmente. La SEM ne ha verificate appena 330 nel 2023 e 1210 nel 2024 (i riesami sono rilevati se non comportano la revoca o il termine dell’ammissione provvisoria). La prassi attuale compromette l’intero sistema della politica d’asilo e comporta chiari incentivi sbagliati.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale rinvia al suo parere del 21 maggio 2025 relativo alla mozione 25.3274 Riner «Ridurre gli incentivi sbagliati nella politica d'asilo», dall’identico tenore. Da allora non vi sono stati nuovi sviluppi che imporrebbero una rivalutazione. Attualmente il rilascio di un permesso di dimora per casi di rigore a stranieri ammessi provvisoriamente è esaminato in maniera approfondita dopo un soggiorno di almeno cinque anni (art. 84 cpv. 5 della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione, LStrI; RS 142.20). Anche i richiedenti l’asilo (permesso N) e le persone senza statuto legale dopo una decisione d’asilo negativa possono chiedere il rilascio di un permesso per casi di rigore solo dopo un soggiorno di almeno cinque anni (art. 14 cpv. 2 lett. a della legge sull’asilo, LAsi; RS 142.31). Si tratta di termini minimi; non esiste un diritto al rilascio di un permesso di dimora dopo una determinata durata di soggiorno, che viene stabilita caso per caso. Se è già stato disposto l’allontanamento, l’esame della domanda per casi di rigore si concentra sul ritorno nel Paese di provenienza. Per esperienza, i motivi alla base di un’ammissione provvisoria spesso persistono per lungo tempo, in quanto la situazione nel Paese di provenienza non migliora. La possibilità di chiedere un permesso per casi di rigore costituisce un incentivo a integrarsi rapidamente in Svizzera. Questo risulta anche dal rapporto del Consiglio federale del 12 ottobre 2016 in adempimento di vari postulati «Admission provisoire et personnes à protéger: analyse et possibilités d'action». Nel valutare le domande di rilascio di un permesso per casi di rigore, le autorità esaminano non solo la durata del soggiorno in Svizzera, ma anche l’integrazione, la situazione familiare e l’esigibilità di un ritorno nel Paese di provenienza. I criteri d’integrazione (art. 58a LStrI) includono le competenze linguistiche, il rispetto della sicurezza e dell’ordine pubblici, il rispetto dei valori della Costituzione federale e la partecipazione alla vita economica o l’acquisizione di una formazione. I requisiti posti ai richiedenti l’asilo (permesso N) e alle persone senza statuto legale dopo una decisione d’asilo negativa per ottenere un permesso per casi di rigore sono particolarmente elevati. È in particolare richiesta una buona integrazione (art. 14 cpv. 2 lett. c LAsi), di norma possibile solo dopo un soggiorno di vari anni. Inoltre, la durata minima di soggiorno di dieci anni proposta dalla mozione renderebbe più difficile l’integrazione di persone che probabilmente resteranno a lungo in Svizzera. Il Consiglio federale ritiene pertanto adeguato il termine da rispettare prima di poter domandare un permesso per casi di rigore.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.