25.3709 · Interpellanza · 2025-06-19
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Più vacanze per le persone in formazione: a favore di questa richiesta depone principalmente il fatto di armonizzare i giorni di vacanza con quelli delle scuole superiori. Si tratta tuttavia di un approccio sbagliato. Sarebbe più corretto ridurre le vacanze delle scuole superiori! Alla luce della penuria di manodopera specializzata, si dovrebbe puntare ad avere rapidamente personale ben formato sul mercato del lavoro. Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande.
Begründung
Come valuta il Consiglio federale la crescente disparità di trattamento fra formazione professionale e formazione accademica per quanto riguarda il tempo libero, gli obblighi e la promozione?In che modo il Consiglio federale può far sì che i percorsi accademici (scuole superiori e scuole universitarie) si armonizzino con la formazione professionale, anziché il contrario, ovvero una sempre maggiore assimilazione della formazione professionale alla via accademica?La disparità di trattamento tra i due percorsi è un dato di fatto. Si investe molto più denaro pubblico per gli studi accademici. Come può contribuire, il Consiglio federale, a ridurre gli incentivi inopportuni del sistema a favore della via accademica?Cosa fa il Consiglio federale per rendere la formazione professionale più interessante agli occhi dei giovani?In che modo può contribuire a una migliore valorizzazione della formazione professionale nei confronti dell’economia e della società?Lo stress, in particolare legato ai risultati da raggiungere, è un problema anche a livello universitario; si può dunque parlare di una situazione problematica generalizzata, che interessa tutta la società, e che non può essere risolta concedendo più giorni di vacanza. Come valuta il Consiglio federale il livello delle prestazioni e la pressione cui devono far fronte le persone in formazione, in particolare rispetto ai percorsi accademici? Quali costi, diretti e indiretti, deriverebbero da un maggior numero di giorni di vacanza per le persone in formazione e da chi verrebbero sostenuti?Le aziende di tirocinio verrebbero messe ulteriormente sotto pressione da un maggior numero di giorni di ferie? Che conseguenze ha questo sulla volontà delle aziende di continuare a offrire posti di tirocinio, e dunque sull’attrattiva della formazione professionale?Come si riflette questa misura sulla penuria di manodopera specializzata, in particolare se diminuisce la volontà di impegnarsi e un numero sempre maggiore di giorni di vacanza diventa la norma?
Stellungnahme des Bundesrates
1./2. Il Consiglio federale riconosce la parità fra formazione professionale e formazione generale come principio centrale, conformemente all’articolo 61a capoverso 3 della Costituzione. L’obiettivo 4 della Dichiarazione 2023 sugli obiettivi comuni di politica della formazione per lo spazio formativo svizzero riporta l’impegno di Confederazione e Cantoni a definire con chiarezza i profili delle offerte del livello terziario e a promuovere la permeabilità fra i vari percorsi. Anche nel messaggio ERI 2025–2028 (FF 2024 900) il Consiglio federale riconferma la sua volontà di rafforzare in modo mirato la formazione professionale, in particolare migliorando la permeabilità, l’immagine e il sostegno alla formazione professionale superiore. Le condizioni quadro devono rimanere eque, ma adatte ai vari tipi di formazione. Nel quadro delle rispettive competenze, la Confederazione e i Cantoni s’impegnano a favore di una formazione professionale solida ed efficace e di una formazione di cultura generale selettiva. La quota di istituti di cultura generale rispetto alla formazione professionale di base aziendale è determinata dall’offerta cantonale e la proporzione varia da un Cantone all’altro. I Cantoni con un’elevata quota di scuole di cultura generale sono invitati a esaminare misure per promuovere la formazione professionale. In Svizzera circa due terzi dei venticinquenni hanno portato a termine una formazione professionale. Questa posizione di forza della formazione professionale – che si riflette anche nella diversificazione del settore terziario (formazione professionale superiore e scuole universitarie) – è una particolarità del sistema svizzero, che può così rispondere in modo ottimale al bisogno dell’economia e della società di disporre di vari profili di competenze. 3./4./5. Nell’ambito delle rispettive competenze, la Confederazione e i Cantoni investono in modo massiccio in tutti i cicli formativi. Negli ultimi anni il Consiglio federale ha rafforzato in modo mirato la formazione professionale, per esempio stanziando oltre 100 milioni di franchi all’anno per il finanziamento orientato alla persona nel quadro dei corsi di preparazione agli esami federali e adottando, nell’aprile 2025, un messaggio per rafforzare la formazione professionale superiore (https://www.fedlex.admin.ch/ Pagina iniziale > Foglio federale > Edizioni del Foglio federale > 2025 > maggio > 99 > FF 2025 1595). La Confederazione sostiene finanziariamente i campionati dei mestieri e le fiere delle professioni, vetrina dell’eccellenza e della diversità della formazione professionale elvetica. La formazione di cultura generale del secondario II e le scuole universitarie del livello terziario sono in gran parte finanziate a livello pubblico, dato che i liceali e gli studenti non forniscono prestazioni commercializzabili. Come indicato nel rapporto 2023 sull’educazione in Svizzera del Centro svizzero di coordinamento della ricerca educativa (https://www.skbf-csre.ch/it/ > Rapporto sul sistema educativo), il sistema svizzero della formazione professionale gode di un’ottima posizione e reputazione sia in Svizzera che all’estero. Tuttavia, negli ultimi anni, diversi segnali provenienti dalla società, ma anche dal mondo economico, politico e della ricerca, indicano che il prestigio della formazione professionale dev’essere attentamente studiato. La Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l’innovazione (SEFRI) analizza questi aspetti con i partner della formazione professionale nel quadro del progetto «Attrattiva della formazione professionale». La flessibilità del sistema, l’accesso alla formazione professionale e le preferenze di giovani e adulti sono temi che verranno analizzati in collaborazione con tutti gli attori coinvolti. Entro l’autunno 2025 la SEFRI prevede di stilare un bilancio sull’attrattiva della formazione professionale che permetta di identificare gli ambiti in cui occorre agire in via prioritaria e di proporre misure concrete. 6. Tutti i livelli formativi (formazione professionale, formazione di cultura generale, scuole universitarie) hanno precisi requisiti legati alle prestazioni, che generano stress. Nella formazione professionale la valutazione delle prestazioni è importante a scuola, in azienda e nel quadro degli esami pratici aziendali. Al fine di soddisfare i requisiti per conseguire il diploma di maturità o il diploma universitario, anche i liceali e gli studenti universitari devono far fronte a un carico di lavoro notevole e a uno stress da prestazione paragonabili a quelli della formazione professionale. Devono frequentare le lezioni, prepararsi a verifiche ed esami, redigere lavori scritti e, in base al tipo di studi, svolgere stage pratici. Lo studio pubblicato da Workmed nel 2025 Santé mentale des apprenti·e·s durant l’apprentissage. Biographie, stress, croissance et facteurs de réussite des apprenti·e·s dans la formation professionnelle duale en Suisse (https://workmed.ch/ > Publikationen > Studien & Analysen 2025, non disponibile in italiano) e il documento «Indagine sulla situazione socioeconomica degli studenti delle scuole universitarie»dell’Ufficio federale di statistica (https://www.bfs.admin.ch/bfs/it/home.html >Statistiche > Formazione e scienza > Rilevazioni > Situazione socioeconomica degli studenti SSEE) tracciano un quadro rappresentativo del benessere di questi due gruppi target. 7./8./9. Il Codice delle obbligazioni, le ordinanze in materia di formazione e i contratti collettivi di lavoro stabiliscono la soglia minima di giorni liberi e di giorni di vacanza per le persone in formazione, garantendo un margine di manovra sufficiente ai settori professionali per attuare modelli specifici che risultino attraenti per i giovani e li invoglino a imparare il mestiere. Inoltre, il contratto di formazione si basa sul principio della libertà contrattuale: il diritto contrattuale svizzero lascia un ampio margine alle parti per determinare il contenuto dell’accordo. Le parti possono stabilire liberamente un numero maggiore di giorni liberi o di vacanza. È nell’interesse delle aziende di tirocinio reclutare apprendisti. D’altra parte, come rilevato dal Quarto studio costi–benefici della formazione professionale di base dell’Osservatorio svizzero per la formazione professionale e della Scuola universitaria federale per la formazione professionale (Formazione in apprendistato – Quali benefici per le aziende? Risultati del quarto rilevamento sui costi benefici), la maggior parte delle imprese (più del 60%) ha registrato un utile netto in relazione alla formazione di apprendisti (www.hefp.swiss > Ricerca e sviluppo nella formazione professionale > Progetti di ricerca e sviluppo > Quarto rilevamento sui costi-benefici della formazione professionale di base dal punto di vista delle aziende). In media, in un’ottica globale che comprende tutte le professioni, l’utile netto è superiore ai 3000 franchi all’anno e per contratto di tirocinio per l’anno 2016/2017. I risultati del quinto studio verranno pubblicati in novembre.