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25.3760 · Interpellanza · 2025-06-19

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Secondo il quotidiano Le Courrier del 3 giugno 2025, la Svizzera ha esportato nel 2024 beni a duplice impiego per 16,7 milioni di franchi verso Israele. Nel primo trimestre 2025, erano già 6,67 milioni, il che lascia presagire un sensibile aumento nel 2025. Sarebbero inoltre stati venduti a Israele nel 2024 «beni militari speciali» per un importo di 500 000 franchi.Il Consiglio federale può confermare queste cifre? Conferma che dei beni a duplice impiego e dei «beni militari speciali» continuano a essere esportati in Israele?Il Consiglio federale ha chiesto delle garanzie per assicurarsi che questi beni non siano utilizzati a fini militari? Quali sono queste garanzie?Il Consiglio federale ritiene che queste esportazioni siano compatibili con il diritto della neutralità? Non si sta procurando un vantaggio militare a una parte coinvolta nei conflitti tra Israele e Gaza e ora tra Israele e Iran?Il Consiglio federale ha adottato delle disposizioni per evitare che questi beni esportati dalla Svizzera siano utilizzati per commettere crimini contro l’umanità o addirittura un genocidio? Il Consiglio federale è consapevole che altrimenti la Svizzera potrebbe essere complice di questi crimini?

Stellungnahme des Bundesrates

Secondo la legge sul controllo dei beni a duplice impiego (LBDI; RS 946.202), per beni a duplice impiego si intendono beni utilizzabili a fini civili e militari. Questi beni sono elencati nell’allegato 2 dell’ordinanza sul controllo dei beni a duplice impiego (OBDI; RS 946.202.1). Secondo la stessa legislazione, per beni militari speciali si intendono beni concepiti o modificati a fini militari, ma che non sono considerati materiale bellico ai sensi della legge federale sul materiale bellico (LMB; RS 514.51). Questi beni sono elencati nell’allegato 3 dell’OBDI. L’esportazione di beni a duplice impiego e di beni militari speciali è soggetta all’obbligo dell’autorizzazione. Sulla base dei dati pubblicati trimestralmente sul suo sito Internet, la Segreteria di Stato dell’economia (SECO) può confermare le cifre menzionate riguardanti i beni a duplice impiego. Per i beni militari speciali, i dati pubblicati indicano che nel 2024 sono state autorizzate esportazioni verso Israele per un totale di 552 968.75 franchi.

Le domande di esportazione dei beni interessati sono valutate caso per caso secondo i criteri della legislazione sul controllo dei beni a duplice impiego. Nel caso di Israele, le domande sono valutate in base a criteri specifici stabiliti dal gruppo interdipartimentale di controllo delle esportazioni (SECO, DFAE, DDPS, DATEC con il SIC). Le esportazioni verso Israele non vengono pertanto rifiutate soltanto se un criterio di rifiuto è soddisfatto ai sensi dell’articolo 6 OBDI, ma anche se vi è motivo di ritenere che i beni esportati dalla Svizzera siano utilizzati in conflitti in corso o per sostenere Israele nella sua occupazione illegale del territorio palestinese.

Tenuto conto dell’attuale situazione di instabilità, il Consiglio federale segue da vicino gli sviluppi, in particolare per quanto riguarda la prassi degli Stati partner della Svizzera. Contemporaneamente, la SECO esamina con attenzione tutte le domande di esportazione verso Israele, in particolare per quanto riguarda l’utilizzazione e l’utilizzatore finali dei beni.

Il diritto della neutralità si applica nei conflitti armati tra Stati che superano una determinata intensità e durata. Si tratta di condizioni disciplinate in modo molto rigoroso nel diritto internazionale, in quanto un’applicazione della neutralità limita la libertà d’azione sia sul piano militare che su quello economico. Nel caso del conflitto tra Israele e Iran, gli scontri non hanno finora raggiunto la soglia richiesta. Il Consiglio federale continua a seguire la situazione e si tiene pronto a riesaminarla se necessario. Va notato che il diritto della neutralità non può essere attivato o disattivato all’improvviso; è necessaria una certa costanza, in particolare per garantire la certezza giuridica.