25.3761 · Interpellanza · 2025-06-19
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
Il 3 giugno 2025 Belgio, Francia, Italia, Spagna, Svezia, Regno Unito, Canada, Danimarca, Finlandia, Germania, Irlanda, Paesi Bassi e Unione Europea hanno preso posizione contro lo smantellamento del villaggio palestinese di Mughayir a-Deir, sostituito da un insediamento ebraico.Perché la Svizzera non ha aderito a questa iniziativa?Il Consiglio federale ritiene che la colonizzazione della Cisgiordania da parte di Israele e la distruzione di villaggi palestinesi costituiscano crimini di guerra se non addirittura crimini contro l’umanità?Il Consiglio federale condivide il parere della Corte internazionale di giustizia secondo cui l’occupazione israeliana della Cisgiordania è illegale?È vero che l’Ambasciata di Svizzera a Tel Aviv fornisce servizi consolari ai residenti degli insediamenti illegali?Questo non costituisce un riconoscimento di fatto della progressiva annessione della Cisgiordania da parte di Israele?Il Consiglio federale sta adottando misure per garantire che i prodotti provenienti dagli insediamenti illegali siano etichettati in base alla loro effettiva origine, ovvero «Prodotto in un insediamento illegale nella Palestina occupata»?In caso contrario, il Consiglio federale ritiene che il consumatore non abbia il diritto di conoscere l’effettiva provenienza di questi prodotti?Ciò non costituisce forse un sostegno alla colonizzazione e quindi una complicità nei crimini di guerra?
Stellungnahme des Bundesrates
1. La Svizzera chiede regolarmente a Israele, a livello sia bilaterale che multilaterale, di astenersi dall’adottare misure che introdurrebbero cambiamenti permanenti nel territorio occupato e di revocare qualsiasi decisione in tal senso. Per quanto riguarda l’iniziativa citata, la Svizzera non è stata contattata con la proposta di aderirvi. 2. Gli insediamenti sono illegali secondo il diritto internazionale. Il sistema di pianificazione e zonizzazione messo in atto da Israele nel Territorio palestinese occupato è contrario a diverse disposizioni del diritto internazionale umanitario. La deportazione e il trasferimento forzato di tutta o di una parte della popolazione di un territorio occupato sono vietati dal diritto internazionale umanitario e costituiscono crimini di guerra. Questi atti, come le persecuzioni, possono inoltre costituire crimini contro l’umanità. Il diritto internazionale umanitario proibisce anche la distruzione della proprietà privata nel territorio occupato: simili atti commessi su larga scala costituiscono anch’essi crimini di guerra. L’accertamento di eventuali crimini internazionali è di competenza dei tribunali e delle istanze internazionali a ciò preposti. Dal marzo del 2021 la Corte penale internazionale conduce un’indagine che riguarda l’intero Territorio palestinese occupato. Tutte le decisioni prese dai tribunali internazionali sono vincolanti e devono essere rispettate. 3. La Svizzera ha partecipato alla stesura del parere consultivo della Corte internazionale di giustizia sull’occupazione israeliana del territorio palestinese, e lo sostiene. L’occupazione israeliana, che dura dal 1967, è illegale. 4.-5. I limiti di una circoscrizione consolare non devono necessariamente coincidere con i confini nazionali. In ambito consolare, l’Ambasciata di Svizzera a Tel Aviv è competente per la circoscrizione consolare di Israele, e quindi anche per il Territorio palestinese occupato. Fornisce servizi consolari alle cittadine e ai cittadini svizzeri nonché ad altre persone in queste regioni. L’ufficio di rappresentanza svizzero a Ramallah non ha un consolato e offre servizi solo in materia di visti. La Svizzera può così fornire servizi consolari a tutte le persone aventi diritto nelle regioni interessate, fermo restando che essa riconosce lo Stato di Israele entro i suoi confini del 1967. 6.-8. Il nostro Paese ha l’obbligo di indicare la provenienza sulle etichette delle derrate alimentari (art. 12 e 13 della legge sulle derrate alimentari; RS 817.0). Spetta agli importatori e ai rivenditori dichiarare correttamente i prodotti. Se una derrata alimentare proviene dal territorio di un Paese riconosciuto dalla Svizzera (p. es. Israele secondo i confini del 1967), va indicato questo Paese, se invece proviene dal territorio di un Paese non riconosciuto dalla Svizzera, deve essere indicato il territorio in questione. In questo caso, come spiegato nelle risposte agli interventi parlamentari 20.3427 e 24.3377, i prodotti provenienti dai territori occupati da Israele non devono essere etichettati come provenienti da Israele, ma come provenienti dalla «Cisgiordania», dalla «Striscia di Gaza» o dal «Golan». L’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) ha riesaminato la pratica di etichettatura delle derrate alimentari provenienti dagli insediamenti israeliani. È emerso che i principali distributori in Svizzera o non importano merci provenienti da questi insediamenti, o dispongono di una direttiva interna che prevede che la dichiarazione sia fatta sulla base della Comunicazione interpretativa del 2015 della Commissione europea relativa all’indicazione di origine delle merci dei territori occupati da Israele dal giugno del 1967 [p. es. «prodotto della Cisgiordania (insediamento israeliano)»].