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IA. Obiettivo condiviso e strategia nazionale sulle competenze coordinata a partire dalla scuola dell'obbligo

25.3767 · Interpellanza · 2025-06-19

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

L’intelligenza artificiale (IA) sta rivoluzionando l’economia, le istituzioni e il nostro rapporto con la conoscenza, e presto trasformerà profondamente le professioni, le competenze e i percorsi di carriera. Questa tecnologia dirompente influenza ogni luogo, ogni fascia d’età e ogni ambito disciplinare. In Svizzera la formazione è di competenza dei Cantoni e, in linea di principio, la CDPE è responsabile del coordinamento degli sviluppi in questo settore. Tuttavia, davanti a un fenomeno così dirompente le iniziative di adattamento all’IA rimangono sporadiche, disomogenee o addirittura inesistenti. Nell’ambito delle sue competenze e in collaborazione con i Cantoni, la Confederazione può avviare e sostenere un coordinamento strategico per sviluppare e attuare una strategia comune. L’accelerazione dell’IA ora richiede un input chiaro, una risposta condivisa, coordinata e su scala nazionale, altrimenti corriamo il rischio di una frammentazione a livello formativo. La sovranità cantonale non deve impedire una visione strategica condivisa, basata sul principio di sussidiarietà. Paesi leader nel settore della formazione – come la Corea del Sud, gli Emirati arabi uniti, la Finlandia e Singapore – hanno aggiornato i propri programmi di studio per includere questioni relative all’IA già dalla scuola dell’obbligo. Hanno così risposto alla necessità di preparare i giovani non solo a utilizzare l’IA in modo efficace, ma anche a capirla e a sviluppare competenze essenziali, come pensiero critico, creatività, agilità mentale, collaborazione uomo-macchina e comprensione etica e sistemica delle tecnologie, necessarie per progredire in un mondo che questa tecnologia sta trasformando profondamente. Se vuole rimanere competitiva e sovrana, la Svizzera deve dare ai bambini, fin dalla più tenera età, gli strumenti necessari per capire, padroneggiare e mettere in discussione l’IA. La formazione è il mezzo principale per preservare l’autonomia intellettuale e la capacità di innovazione. Alla luce di quanto esposto in precedenza, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:Condivide l’opinione che la scuola dell’obbligo si stia adattando all’IA in modo troppo lento e frammentario e che sottovaluti la portata delle profonde e rapide trasformazioni che avverranno?È disposto a collaborare con la CDPE per portare avanti una strategia nazionale sulle competenze per la scuola dell’obbligo?Intende sostenere gli sforzi dei Cantoni per rendere la Svizzera un Paese all’avanguardia nelle strategie formative di fronte alle problematiche poste da questa trasformazione tecnologica?

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale è dell’opinione che la Svizzera disponga di un sistema formativo flessibile e di qualità. Data questa premessa, riconosce l’importanza strategica di dotare l’intera popolazione, fin dalla più tenera età, delle competenze necessarie per progredire in un ambiente digitale in continua evoluzione. Il Consiglio federale risponde come segue alle singole domande. 1. Il Consiglio federale non condivide l’opinione dell’autrice dell’interpellanza. Nel sistema formativo federale svizzero il settore scolastico è di competenza dei Cantoni (art. 62 Cost.): spetta a questi ultimi e ai loro istituti di formazione, responsabili dell’insegnamento e delle questioni pedagogiche, definire gli obiettivi formativi e le competenze minime da acquisire; la Confederazione non dispone di competenze proprie in questo campo. Va inoltre sottolineato il fatto che i tre piani di studio regionali attualmente in vigore per le scuole dell’obbligo (Lehrplan 21, Piano di studio e Plan d’études romand) includono già sia i mezzi sia le competenze digitali. Viene quindi insegnato come utilizzare con cognizione di causa gli strumenti basati sull’intelligenza artificiale (IA) e come sviluppare le capacità di pensiero critico necessarie per comprendere le problematiche legate a questa tecnologia. Questi aspetti costituiscono una base essenziale per consentire agli studenti di orientarsi in un mondo in continua evoluzione. 2. Date le competenze stabilite nella Costituzione, le basi giuridiche esistenti e le attività cantonali illustrate nella risposta alla domanda 1, secondo il Consiglio federale non è né possibile né necessario agire a livello della scuola dell’obbligo secondo quanto richiesto dall’interpellanza. Nel sistema ERI (educazione, ricerca e innovazione) svizzero spetta agli attori individuare e accelerare gli sviluppi tecnologici e reagire in modo appropriato. La Confederazione contribuisce inserendo le principali questioni da affrontare, tra cui la trasformazione digitale, nei propri strumenti di gestione strategica. Con l’avvicinarsi del periodo di sussidio 2025-2028, la Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l’innovazione (SEFRI) ha invitato gli attori ERI a integrare questo tema nei loro obiettivi strategici, nella dimensione sociale (formazione iniziale e continua, competenze digitali), scientifica (trasformazione digitale come argomento di ricerca) ed economica (sfruttamento del potenziale in tutti i settori tecnologici rilevanti). 3. La Costituzione prevede che la Confederazione e i Cantoni coordinino i propri sforzi nello spazio formativo svizzero (art. 61a Cost.). Questa collaborazione si concretizza in obiettivi politici comuni aggiornati al 2023, nonché in organi e agenzie comuni, tra cui in particolare Educa, l’agenzia specializzata nello spazio formativo digitale svizzero. Vengono inoltre affrontate tematiche relative all’IA. Nell’ambito di queste iniziative la SEFRI discuterà con la CDPE le questioni sollevate con la presente interpellanza. Il Consiglio federale ritiene che i meccanismi in vigore garantiscano un coordinamento efficace all’interno del sistema formativo svizzero, nel rispetto dei principi del federalismo.