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25.3796 · Mozione · 2025-06-19

Dipartimento degli affari esteri

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

La Svizzera deve aumentare gradualmente la spesa per la cooperazione internazionale fino a raggiungere lo 0,7 per cento del reddito nazionale lordo (RNL) e fornire un sostegno mirato ai settori e alle organizzazioni che risentono maggiormente dell’interruzione dell’impegno di USAID.

Begründung

La Svizzera è un Paese piccolo, la cui sovranità e prosperità dipendono da un ordine multilaterale basato su regole. Dati i drastici tagli a USAID, l’impegno della Svizzera nella cooperazione internazionale deve essere ripensato. La Svizzera deve ora posizionarsi come partner responsabile e solidale dai forti valori umanitari. Questo obiettivo può essere raggiunto solo attraverso un aumento significativo del finanziamento pubblico dello sviluppo. I fondi stanziati nell’ambito della Strategia CI 2025–2028 non corrispondono più, infatti, alla realtà odierna. In passato, gli Stati Uniti fornivano circa il 40 per cento del totale dei fondi statali per lo sviluppo di tutti i Paesi dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE). Soprattutto nei settori dell’assistenza sanitaria e degli aiuti umanitari hanno svolto un ruolo pionieristico. Lo smantellamento dell’agenzia di sviluppo USAID ha avuto un impatto drammatico in tutto il mondo. Secondo l’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA), quasi 80 milioni di persone hanno perso l’accesso agli aiuti a causa dei tagli. Gli Stati Uniti hanno lasciato un vuoto che nessun Paese donatore può colmare da solo. Ma è proprio questa lacuna a offrire alla Svizzera l’opportunità di assumersi le proprie responsabilità in modo mirato. Attenuando alcuni effetti dei tagli a USAID, può rafforzare il suo ruolo di partner affidabile nella cooperazione internazionale e promuovere contemporaneamente alcuni luoghi chiave come la Ginevra internazionale e il cluster di scienze della vita di Basilea. La salute globale è espressione di solidarietà internazionale e un fattore centrale per l’innovazione e la competitività. La Svizzera vanta un ecosistema unico nel settore delle scienze della vita, con un’industria farmaceutica orientata alle esportazioni, un settore biotecnologico dinamico e un’eccellente ricerca accademica. Questi attori contribuiscono alla ricerca di soluzioni globali e beneficiano direttamente dell’impegno internazionale.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

Nel 2024 le spese ascrivibili all’aiuto pubblico allo sviluppo (APS) della Svizzera secondo le linee guida dell’OCSE sono state pari allo 0,51 per cento del reddito nazionale lordo (RNL), di cui il 67 per cento era composto dalle attività ascrivibili all’APS della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC), della Segreteria di Stato dell’economia (SECO) e della Segreteria di Stato del DFAE, il 25 per cento da costi legati all’asilo e l’8 per cento da contributi di altri uffici federali, dei Cantoni e di circa 200 Comuni. Il Consiglio federale ha ribadito già in varie occasioni che un continuo congelamento dei fondi destinati all’APS da parte degli Stati Uniti avrebbe gravi ripercussioni a livello internazionale. Il crollo dei finanziamenti comporta già oggi per esempio un razionamento degli aiuti alimentari, la chiusura di centri sanitari o la sospensione della distribuzione di farmaci. In ragione di tali sviluppi, già a giugno la DSC ha praticamente esaurito i rimanenti fondi per il 2025 destinati all’aiuto d’emergenza per far fronte a gravi catastrofi umanitarie. I fondi vengono utilizzati in maniera mirata per rispondere ai bisogni più urgenti. Il Consiglio federale attribuisce grande importanza alla salute globale, che è e rimane un tema prioritario della Strategia di cooperazione internazionale (CI) 2025–2028 (FF 2024 1518; cfr. anche la risposta all’interpellanza von Falkenstein 25.3310). Il 20 giugno 2025 il Consiglio federale ha adottato un pacchetto di misure urgenti per rafforzare la Ginevra internazionale, in risposta alle difficoltà finanziarie riscontrate delle organizzazioni internazionali. Nessun Paese – nemmeno la Svizzera – può tuttavia colmare l’enorme vuoto che si è venuto a creare, soprattutto dopo che molti Paesi, Svizzera inclusa, hanno apportato tagli ai budget della CI. A causa della situazione finanziaria tesa della Confederazione e della misura nel pacchetto di sgravi 2027 riguardante il budget della CI (congelamento delle spese della CI fino al 2030) – già implementata dal Parlamento nel dicembre del 2024 con precisi tagli (FF 2024 1518) – il Consiglio federale non vede alcun margine per un aumento delle spese destinate alla cooperazione internazionale.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.