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Correggere l’importo massimo ammesso delle uscite totali aumentandolo della metà del disavanzo medio

25.3799 · Mozione · 2025-06-19

Dipartimento delle Finanze

Pianificato nel Consiglio nazionale

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di sottoporre al Parlamento un progetto di modifica della legge federale del 7 ottobre 2025 sulle finanze della Confederazione (LFC; RS 611.0), che preveda di aumentare l’importo massimo delle uscite totali da stanziare nel preventivo. Tale adeguamento dovrà corrispondere alla metà dell’importo medio degli scostamenti per difetto sul fronte delle uscite rispetto al preventivo (ossia la somma dei crediti a preventivo non utilizzati e degli aumenti nelle voci di credito) degli ultimi cinque esercizi conclusi della Confederazione.

Begründung

L’articolo 13 della LFC disciplina la determinazione dell’importo massimo delle uscite totali da stanziare nel preventivo per il nuovo esercizio annuale. Tale determinazione si fonda sull’ipotesi che le uscite previste siano interamente effettuate. Tuttavia, di fatto, si registrano sistematicamente residui di credito (vale a dire crediti a preventivo non utilizzati sul fronte delle uscite e aumenti nelle voci di credito), riconducibili a risparmi conseguiti nel corso dell’anno o a ritardi. Il risultato, osservato su un orizzonte pluriennale, non è una stabilizzazione dell’indebitamento, bensì una sua progressiva riduzione. Anche il «Rapporto sull’evoluzione delle parti di crediti a preventivo eccedenti» dell’AFF del 22 maggio 2019 ha evidenziato questa dinamica.

La prassi attuale, pertanto, non garantisce un equilibrio tra entrate e uscite a lungo termine, come stabilito dall’articolo 126 della Costituzione federale, ma determina piuttosto una riduzione non necessaria delle risorse disponibili. In un contesto di inflazione, ciò si traduce in un’ulteriore diminuzione del tasso d’indebitamento, già oggi molto contenuto in Svizzera. Si rischia così di compromettere lo svolgimento di compiti essenziali e di ostacolare investimenti necessari, con ripercussioni negative per le generazioni future.

L’adozione della media dei crediti a preventivo eccedenti degli ultimi cinque esercizi conclusi quale parametro di riferimento consente di attenuare le fluttuazioni dei residui di credito. Inoltre, come misura precauzionale supplementare, si propone che l’aumento dell’importo massimo delle uscite totali sia limitato alla metà di tale media quinquennale.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

Considerando una media sul lungo termine, le uscite straordinarie effettive sono di circa 1 miliardo di franchi inferiori alle uscite iscritte a preventivo. La somma dei crediti a preventivo non utilizzati è quindi soltanto in parte impiegata per aumenti delle voci di credito effettuati durante l’anno quali crediti aggiuntivi e sorpassi di credito. Sul fronte delle entrate si presume invece che gli errori di stima si compensino a medio termine. Tendenzialmente ne derivano eccedenze di finanziamento strutturali che, secondo la decisione del Parlamento ai sensi dell’articolo 17e LFC, sono impiegate per la riduzione del debito causato dall’epidemia di COVID-19. Di fatto, con la modifica della LFC proposta, si iscriverebbe a preventivo un deficit di finanziamento strutturale di circa 0,5 miliardi di franchi. Nel consuntivo le uscite sarebbero in media di soli 0,5 miliardi di franchi al di sotto di quanto preventivato e le eccedenze strutturali risulterebbero inferiori nella stessa misura (in media di 0,5 mia. invece di 1 mia.). A queste condizioni, la riduzione entro il 2039 del debito causato dall’epidemia di COVID-19 non sarebbe probabilmente più possibile e andrebbe nuovamente regolamentata. In sostanza, la modifica proposta sarebbe paragonabile a una gestione simmetrica del conto di compensazione, poiché il limite di spesa nel preventivo verrebbe aumentato e i relativi scostamenti per difetto non sarebbero più impiegati, almeno in parte, per la riduzione del debito. Nel quadro dell’introduzione del freno all’indebitamento il Parlamento si è consapevolmente espresso a favore dell’attuale gestione asimmetrica del conto di compensazione al fine di agevolare la riduzione del debito. Tale decisione è stata confermata il 30 settembre 2022 con la modifica della LFC volta a ridurre il debito causato dalla pandemia di COVID-19, entrata in vigore soltanto dal 2023. Il Consiglio federale respinge un’ulteriore modifica della LFC e per questo motivo si è già espresso negativamente riguardo alla mozione 25.3233 «Adeguare il freno all’indebitamento della Confederazione» e alle mozioni dello stesso tenore 24.4182 e 24.4194, entrambe intitolate «Gestione simmetrica dei deficit e delle eccedenze della Confederazione».

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.