25.3819 · Interpellanza · 2025-06-20
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
La salute dei lavoratori è strettamente collegata alla produttività economica. Stando al rapporto del 2024 «Closing the Women’s Health Gap: A $1 Trillion Opportunity to Improve Lives and Economies» del World Economic Forum in collaborazione con l’istituto della salute McKinsey, il divario fra la salute di uomini e donne continua a essere notevole. In media, una donna trascorre nove anni afflitta da problemi di salute, con conseguenze sulla presenza e la produttività sul posto di lavoro. Gli autori giungono alla conclusione che entro il 2040 l’economia mondiale crescerebbe ogni anno di almeno un trilione di dollari se si colmasse il divario riguardante la salute delle donne. Sono in particolare l’endometriosi e la menopausa ad avere ripercussioni sulla capacità lavorativa e sulle possibilità di guadagno delle donne.
Uno studio svizzero sulla menopausa e le sue ripercussioni sul posto di lavoro («Menopause in the Swiss Workplace» OTII GmbH, 2023) mostra che il 48 per cento delle donne che vi hanno preso parte erano molto preoccupate di come sarebbe stata percepita la loro prestazione lavorativa. Questa insicurezza condiziona l’ambiente di lavoro e la produttività. Il 22 per cento delle lavoratrici ha già pensato almeno una volta di licenziarsi per problemi di salute. Lo scorso anno, una donna su cinque ha preso un congedo a causa della menopausa.
Il potenziale di questa manodopera è enorme, dato che le donne dai 45 anni in su sono il gruppo che cresce di più nel mondo del lavoro. In tempi di carenza di manodopera nessun datore di lavoro può permettersi di perdere lavoratori ben formati e, per la Svizzera, sarebbe un vantaggio economico se le donne rimanessero più a lungo e in modo più produttivo nella vita attiva. Nel rapporto in adempimento del postulato «Salute delle donne. Per una miglior presa in considerazione delle loro specificità» (19.3910), redatto nel 2024, le ripercussioni economiche della salute femminile non sono state purtroppo considerate.
Alla luce di quanto esposto, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:
il Consiglio federale dispone di dati specifici sulla perdita di guadagno imputabile a problemi di salute femminili? Se sì, di quali?
Come valuta la necessità d’intervento a tal proposito?
È disposto a rafforzare il rilevamento, l’analisi e la rendicontazione sistematiche di dati specifici in base al genere oppure a commissionare studi per capire meglio i problemi di salute e la perdita di produttività delle donne sul posto di lavoro?
Quali misure è disposto ad adottare sulla base di quanto emergerà dagli studi condotti?
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale condivide l’opinione secondo cui la protezione della salute delle lavoratrici riveste un’importanza centrale per la produttività economica.1. Il Consiglio federale è consapevole dell’importanza di una differenziazione per genere negli studi e nelle statistiche e incoraggia a tenere conto di questo aspetto nel rilevare e valutare i dati. Nell’ambito dell’attuazione della mozione 20.3588 Herzog Eva, il 31 gennaio 2024 il Consiglio federale ha pubblicato le Direttive sulla presa in considerazione del genere negli studi e nelle statistiche della Confederazione (FF 2024 410). Nel quadro di studi e statistiche, le direttive obbligano gli uffici federali a svolgere le analisi considerando le differenze e gli aspetti specifici relativi al genere e ad integrare tali considerazioni nelle pubblicazioni. In tal modo è possibile promuovere la conoscenza e la comprensione degli aspetti specifici legati al genere e consentire una migliore raccolta ed elaborazione dei dati statistici in base al genere. Sia l’Indagine sulla salute in Svizzera che la Rilevazione sulle forze di lavoro in Svizzera (RIFOS) acquisiscono i dati operando una distinzione in base al genere, come previsto dalle direttive; tuttavia, fino ad oggi non hanno registrato informazioni specifiche sulle assenze dal lavoro causate da problemi di salute femminili (tipo di malattia non rilevato per le assenze dal lavoro).2. Per il Consiglio federale è importante disporre di un sistema sanitario che garantisca cure adeguate ai diversi gruppi della popolazione (cfr. il parere del Consiglio federale relativo alla mozione 22.3868 della Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio nazionale e la risposta all’interpellanza 24.3978 Rumy Farah). In particolare, l’Esecutivo riconosce l’importanza di agire a favore dei problemi di salute femminili (cfr. il parere del Consiglio federale del 12.02.2025 relativo alla mozione 24.4580 Rumy Farah). Nel quadro del postulato 19.3910 Fehlmann Rielle Laurence sono stati individuati sei campi d’azione prioritari. I servizi federali competenti sono stati incaricati di attuare le misure entro fine 2029. Tuttavia, la necessità d’intervento non riguarda solamente la Confederazione, ma richiede l’impegno di numerosi attori del settore sanitario. Come previsto dal mandato politico, il rapporto in adempimento del postulato si è soffermato in particolare sulle lacune riscontrate nelle attività di ricerca, prevenzione e assistenza per quanto riguarda la salute delle donne. Le considerazioni economiche esulavano dal mandato. Si può nondimeno partire dal principio che l’attuazione delle misure individuate avrà effetti positivi anche sugli aspetti economici in Svizzera.3. L’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) sta elaborando un rapporto in adempimento del postulato 23.3009 «Strategie per una diagnosi precoce dell’endometriosi» della Commissione della scienza, dell’educazione e della cultura del Consiglio degli Stati. Nel rapporto si analizza se possa essere considerata anche la situazione nel contesto professionale; il punto cardine rimane comunque il settore delle cure. Inoltre, il Consiglio federale ha incaricato il Fondo nazionale svizzero di attuare il programma nazionale di ricerca 83 (PNR 83; www.nfp83.ch), dedicato alla medicina e alla salute di genere.4. Il rilevamento di dati da parte della Confederazione apporta un contributo fondamentale per individuare l’eventuale necessità d’intervento e gli attori interessati nel settore sanitario. Un’attuazione efficace avviene però anche nel contesto lavorativo quotidiano, vale a dire con l’esecuzione delle rispettive basi legali. La protezione della salute sul posto di lavoro è garantita in particolare dalla legge sul lavoro (RS 822.11) e dal Codice delle Obbligazioni (RS 220). L’obbligo di protezione della salute vale a prescindere dal sesso del lavoratore, ma prevede comunque l’osservanza di problemi di salute legati al genere. Il datore di lavoro deve quindi considerare la condizioni e le esigenze particolari delle donne in questione e adottare misure idonee nell’ambito delle sue possibilità. Il Consiglio federale non ritiene necessario adottare ulteriori misure nell’immediato.