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25.3827 · Mozione · 2025-06-20

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di adottare misure che rendano la coltivazione dei legumi svizzeri più attrattiva dal punto di vista economico, analogamente alla carne, ai cereali e alla verdura di produzione indigena. Sarebbero ipotizzabili contributi per singole colture più elevati o anche la protezione doganale e la promozione dello smercio, come avviene già oggi per cereali, carne e verdura.

Begründung

In Svizzera, ogni anno e pro capite, si consumano circa 2 kg di legumi, di cui il 96 per cento è importato. La domanda aumenta, ma finora viene coperta con merce d’importazione. Un’occasione persa per l’agricoltura svizzera poiché i legumi non sono solo adatti a un’alimentazione sostenibile, ma hanno anche molto da offrire dal profilo agronomico poiché possono fissare l’azoto proveniente dall’aria e quindi si autoconcimano in modo naturale oltre a fornire sostanze nutritive per la coltura successiva. In Svizzera i legumi sono coltivati su una superficie di 7800 ettari e coprono appena il quattro per cento della domanda indigena dei prodotti che finiscono nel piatto. Il resto è importato senza protezione doganale, il che comporta che i prodotti svizzeri, rispetto a quelli importati, costano circa il doppio, poiché per la produzione di legumi la struttura dei costi nel nostro Paese è più elevata rispetto all’estero. Lo stesso succederebbe per la carne, i cereali e la verdura svizzeri durante la stagione di coltivazione, ma questi prodotti sono protetti dalla concorrenza a buon mercato mediante la protezione doganale e, in alcuni casi, grazie alla promozione dello smercio. Che ci sarebbe certamente la disponibilità a coltivare se il rischio economico non fosse così elevato lo ritiene anche Hans-Georg Kessler, responsabile delle colture campicole presso Biofarm Genossenschaft che da circa dieci anni promuove la coltivazione di legumi biologici. Il contributo per singole colture, che dal 2023 viene versato anche per legumi in quanto derrate alimentari, non è sufficiente a rendere attrattiva la coltivazione anche dal profilo economico. Pertanto, per potenziare l'autoapprovvigionamento nel settore dei legumi, rendere la coltivazione economicamente sostenibile per i contadini svizzeri e sfruttare il potenziale di sostenibilità della coltivazione dei legumi, sono necessarie misure che garantiscano la competitività della produzione svizzera. Sarebbero ipotizzabili contributi per singole colture più elevati oppure una protezione doganale e la promozione dello smercio, come avviene già oggi per cereali, carne e verdura.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

L’offerta annuale di legumi secchi (leguminose a granelli) per l’alimentazione umana, come lenticchie, fagioli, piselli, ceci o fave di soia, è di circa 12 000 tonnellate. Grazie all’iniziativa di attori del mercato, la quota indigena rispetto all’offerta complessiva, che fino al 2022 ammontava a meno del 2 per cento, nel 2023 è cresciuta significativamente, raggiungendo il 20 per cento. L’evoluzione delle vendite non ha però rispecchiato le aspettative dei promotori. Il Consiglio federale ha già espresso un parere in merito alle piante proteiche negli interventi 21.3401, 23.3407 e 23.3410. Con la modifica dell’ordinanza sui contributi per singole colture (RS 910.17), a inizio 2023 ha esteso il contributo di superficie di 1000 franchi per ettaro alle leguminose a granelli per l’alimentazione umana e, parallelamente, a tutte le specie botaniche rilevanti ai fini della coltivazione in Svizzera. Questo contributo di superficie migliora la redditività e al contempo riduce il rischio per le rese rappresentato dalle condizioni meteorologiche. Il livello della protezione doganale stabilito dal diritto dell’OMC per le leguminose a granelli per l’alimentazione umana è basso. Il margine di manovra è molto limitato. Conformemente alle norme dell’OMC, un incremento della protezione doganale oltre il limite da essa stabilito richiede nuovi negoziati e comporta riduzioni della protezione doganale in altri settori a titolo di compensazione. Con la Strategia nutrizionale svizzera 2025-2032 l'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria si impegna, tra l'altro, per un consumo sostenibile ed equilibrato. Nell’ottica di promuovere i legumi, avvalendosi degli strumenti già disponibili l’Ufficio federale dell’agricoltura può sostenere progetti negli ambiti ricerca agronomica, consulenza, promozione dello smercio nonché promozione della qualità e della sostenibilità nell’agricoltura e nella filiera alimentare. Nel quadro dell’evoluzione della politica agricola (PA30+) si stanno vagliando strumenti per sostenere le colture campicole per il consumo umano diretto, compresi i legumi. A tempo debito il Consiglio federale presenterà una panoramica generale di tutti gli strumenti di politica agricola e delle loro correlazioni nonché delle risorse finanziarie disponibili. Pertanto, non ritiene opportuno riservare un trattamento speciale a singole colture o sistemi di produzione poiché ciò complicherebbe inutilmente i lavori già in corso sull’evoluzione della politica agricola.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.